Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

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IAB Forum 2014, un lento declino

Anche quest’anno sono stato allo IAB Forum a Milano. Alcuni anni li ho passati dietro agli stand, altri li ho vissuti da visitatore. Ciò che vedo è una formula che funziona sempre meno, un declino costante ed inesorabile dell’evento per interesse e presenze qualificate.

Siamo passati dagli anni d’oro dove non bastavano quasi due piani del Mi.Co. (Fiera Milano City) per contenere espositori e stand, all’ultimo nel quale un piano era fin troppo e palesava una presenza per quantità e qualità imbarazzante. Da un paio d’anni almeno sono fuggiti i grandi brand che prima colonizzavano con i loro stand scintillanti la Fiera (Banzai, Rai, Microsoft, Google, Yahoo!, ecc.), importanti ed imponenti ma che non necessariamente facevano bene alle agenzie del settore meno famose. Ora però stanno fuggendo anche le agenzie o i player piccoli ma di qualità. Quest’anno ho notato una forte presenza di stand legati a soluzioni software e tools marketing. Pochissime agenzie di comunicazione o di marketing. Tanti detentori di database marketing o concessionarie di medie-piccole dimensioni. Sono però una fetta piccola assai del settore, una fetta nient’affatto rappresentativa.

Parlando con i colleghi presenti e quelli assenti, è venuto fuori come oramai non siano più bilanciati costi e benefici (costi molto elevati, non recuperabili commercialmente con i pochi prospect veri che si incontrano all’evento). Come la nuova organizzazione non consenta alcuna personalizzazione degli stand, che in una fiera della comunicazione fa anche un po’ sorridere… ed in ogni caso rende il piano espositivo monotono e noioso. Come sia più interessante acquistare lo spazio di uno speech piuttosto che “gettare” via budget importanti per pochi metri quadri.

Così, IAB Forum è diventato un appuntamento autoreferenziale per noi del settore, dove si va per salutarsi tra colleghi e competitor o per ascoltare quale speech interessante. Dei marketing manager aziendali che conosco e che ho sentito dopo la data, nessuno ha deciso di passarci anche solo un’ora quest’anno (complice anche il calendario, così vicino alla fine d’anno e ai budget già pianificati in alcuni casi).

Ritengo sia un peccato. Però, non spenderei oggi un euro come azienda per avere uno stand nella due giorni milanese.

IAB dovrebbe ripensare del tutto l’evento, ma forse anche la propria struttura, oggi più politica che operativa. E’ imbarazzante ricevere pressioni da tante agenzie per l’elezione di uno dei membri del Consiglio Direttivo… Fortunatamente, non mi spettava il voto quest’anno, avendo deciso di non rinnovare la quota associativa. E’ il segno però di un mutamento che non ha giovato e che dovrebbe portare non ad incensarsi sui numeri delle presenze, ma valutare ascoltando i propri associati, se sono soddisfatti o no dell’evento com’è oggi. E con gli associati, ridisegnarlo con coraggio affinché torni ad essere una piazza di confronto interessante per tutti gli attori.

Questo è un mio giudizio personale. Sarei però curioso di avere altri riscontri e pensieri da voi.

Linus Radio Deejay


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Il blog è un’altra cosa

Leggevo questa mattina un post sul blog di Linus, legato al suo primo giorno su Twitter e alle differenze tra i Social e i Blog:

“Certo il blog è un’altra cosa. Tornare qui è un po’ come rientrare a casa dopo una giornata di pioggia. Siete la mia poltrona preferita, il mio cognac che berrei volentieri, l’amico col quale si può parlare davanti al portone, senza fretta.”

Associandolo ieri ad alcune valutazioni sui social network fatte in casa, ammetto che condivido appieno questa sensazione. Il blog richiede più tempo e più dedizione, perché richiede contenuti veri al contrario delle veloci e poco impegnative condivisioni, retweet, ecc.

Debbo impegnarmi di più. E tornare almeno una volta a settimana da queste parti.

Swarm & Foursquare


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La moltiplicazione delle app

Sono giorni che l’app Facebook ricorda a tutti che se si vorrà continuare a leggere i messaggi, occorre installare una nuova app dedicata. I motivi addotti puntano molto sulla velocità della nuova app e su poco altro. Motivi che, senza un obbligo, mai mi indurrebbero ad installare una seconda applicazione sul già affollato smartphone.

La scelta dunque mi lascia seri dubbi. Se poi la si legge anche alla luce dell’acquisizione shock di qualche mese fa di Whatsapp, viene da chiedersi perché non usare questa seconda per la messaggistica di Facebook, semmai.

Con buona pace di Zuckerberg, ho deciso che non la installerò: i messaggi potrò tranquillamente leggerli al notebook, quando avrò modo e tempo.

Secondo caso, Foursquare. I checkin sono ormai out da tempo dall’app principale, spostati su Swarm. L’app principale si limita a dirti cosa hai intorno di interessante per bere un caffè, prendere un aperitivo, mangiare, ecc. Sfrutta i giudizi degli utenti, le recensioni accumulate, ecc.

Ma se vuoi fare un check-in anche solo per ricordarti dove sei stato, nisba, devi scaricare la nuova app. Anche qui, grande enfasi sull’usabilità migliorata da questa scissione.

Non capisco se è una tendenza del momento, la moltiplicazione dei pani e delle app, ovvero se son due casi che leggo come idioti io ma invece qualcuno ha apprezzato e sa spiegarmene il motivo.

Sta di fatto che io non ho installato nemmeno Swarm.

dracula


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Economia

Uno apre il proprio gestionale da libero professionista la mattina e si vede questo:

Pressione fiscale di un libero professionista

Finché non caleranno vorticosamente queste cifre, la vedo dura essere ottimisti sul futuro, sulla ripresa economica, sui consumi, sull’Italia, sulla lotta all’evasione, ecc.

Porc#@*§ç!!!!!

Apple Mail per iOS 8


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L’email sul proprio iPhone: quale App?

Paradiso e inferno, l’email e la possibilità di leggerla ovunque ci troviamo. Da una parte possiamo lavorare in riva al mare, dall’altra, portiamo l’ufficio fino in riva al mare… in barba alle vacanze e giocandoci pezzi di vita privata. Questo post però non vuole essere una tirata morale contro la tecnologia, anzi. Semmai, una condivisione delle personali esperienze d’uso e test fatti con alcuni dei principali client di posta elettronica per iPhone.

Apple Mail

E’ l’applicazione di sistema, quella che non puoi eliminare o sostituire completamente nelle impostazioni. Classico mondo chiuso Apple e nemmeno con iOS 8 che ho installato in beta 4 sul mio cellulare, è possibile operare una scelta radicale sull’applicazione alternativa di default per la posta. Peccato.

L’applicazione Mail funziona comunque molto bene. Con la release ultima, appunto prevista con il lancio di iOS 8, ha delle gesture molto utili e personalizzabili. Con gli swipe posso immediatamente decidere se mostrare come letta una mail, o archiviarla, cancellarla, accedere ad ulteriori funzioni.

Apple Mail per iOS 8

Apple Mail per iOS 8

Cosa mi manca in Mail, così tanto da non utilizzarla più? La possibilità di rimandare la lettura di una mail. Un’azione semplice, alla base di Mailbox, l’app made in Dropbox, che utilizzo oggi full time.

Mailbox

E’ l’app che ha modificato il mio approccio alla posta elettronica. Ho adottato la regola della Inbox Zero, archiviando tutti i messaggi non in lavorazione. Le mail cui posso rispondere subito, vengono scritte, inoltrate e archiviate subito dopo. Quelle che richiedono un computer sotto mano o controlli ulteriori, con un semplice swipe le rimando. Spariscono dallo smartphone ma anche dalla Gmail, per ricomparire magicamente nel momento predefinito (più tardi in giornata, domattina, inizio prossima settimana, alla data x, ecc.).

Questo video ne spiega bene la filosofia:

L’inbox pulita, vi assicuro, rigenera la mente e conferisce un ordine superiore alle vostre attività, facendovi concentrare solo sui task urgenti. Da provare, non tornerete più indietro.

L’app consente anche di inserire foto scattate al momento o file di Dropbox. Purtroppo non supporta Drive di Google o Copy o altri cloud repository, scelta sicuramente legata a voler salvaguardare Dropbox dalla concorrenza. Trovo però sia un limite. Altro limite, alcune mancante integrazioni profonde con il sistema, per cui se vi arriva l’invito per un evento, non basta un tap per accettarlo e inserirlo nel vostro calendar.

Qui secondo me gli sviluppatori dovranno lavorare sodo, mentre mi pare che negli ultimi mesi si siano un po’ arenati anche nello sviluppo di una versione desktop che non trovo affatto strategica.

Acompli

Ho provato rapidamente anche Acompli, suite molto completa che mette assieme mail, calendari, contatti. Consente di allegare facilmente gli ultimi file scambiati via mail, subito resi visibili e disponibili, o dai principali cloud storage che conosciamo.

La modalità per rinviare la lettura di un’email però l’ho trovata meno facile di Mailbox, anche se risolve il problema dei calendari, integrandoli nell’app. Non mi ha però appassionato così tanto da farmi cambiare applicazione sul telefono.

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Acompli per iPhone

 

Boxer

L’ultimo provato è Boxer. Sembra potenzialmente anche il migliore. Integrato con Dropbox, Evernote, Salesforce, Facebook, ecc. C’è un ToDo facilmente raggiungibile, purtroppo però non ha una casistica preordinata di avvisi. Non l’ho potuto provare, ancora: sulla beta 4 di iOS 8 crasha che è un piacere ;-)

Boxer app per iOS

Boxer app per iOS

Voi che app usate?


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Jacques Prévert

lebowsky:

Adatta alle ultime cronache dal mondo

Originally posted on Interno poesia:

JacquesPrevertParis1966

Pater noster

Padre nostro che sei nei cieli
Restaci pure
Quanto a noi resteremo sulla terra
Che a volte è cosi bella
Con tutti i suoi misteri di New York
Seguiti dai misteri di Parigi
Che valgon bene quello della Santa Trinità
Con il suo piccolo canale dell’Ourcq
E la sua grande muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
E le sue caramelle di Cambrai
Con il suo oceano Pacifico
E le sue vasche delle Tuileries
Con i suoi buoni bambini e i suoi cattivi soggetti
Con tutte le meravigliose meraviglie del mondo
Che se ne stanno sulla terra
Offerte a tutti quanti
Sparpagliate
Meravigliate anch’esse d’essere delle tali meraviglie
Tanto che non ardiscono confessarlo a se stesse
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
E con tutte le orribili sofferenze del mondo
Che son legione
Con i loro legionari
Con i loro reziari
Con i signori e…

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London calling


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London calling

Incredibile a dirsi, considerato il fatto che per tutta la mia adolescenza ho sempre rifiutato Londra come città accecato dall’amore per Parigi di tipo quasi partigiano, ma Londra mi manca. Ci volle il regalo della mia compagna per convincermi, ma superata la prima diffidenza, scoprii una città ricca di stimoli e vitale, sempre, comunque ed ogni volta in modo nuovo. Mi verrebbe da partire subito e saziarmi di cibi etnici, che qui a Perugia scarseggiano. A Londra ho mangiato il miglior cinese di sempre, Haozan ed uno dei migliori giapponesi, Sakura (prima in Hanover Street, ora vedo che si è spostato in Conduit Street), per dirne solo due. Ora per esempio mi andrebbe un bel the alla menta (foglie fresche!) a Covent Garden, da Le Pain Quotidien. Le Pain Quotidien London   Eppoi camminare senza meta, attraversare i parchi, entrare nei musei sbirciando le prime sale… Uff, invece sono ancora qui al palo e non ho capito quando e dove riuscirò ad andare in vacanza. Stavolta, vorrei tornare in questo hotel, il primo in cui sono stato a Londra: il Premier Shaftesbury London Piccadilly. Quando ci andai, non si chiamava così ma più prosaicamente Shaftesbury London Piccadilly se non ricordo male, era quasi identico ma costava anche meno della metà ed io lo pagai ancora meno per una incredibile botta di c…o! Avevamo prenotato un hotel non troppo centrale nella lista di Venere.com. Arrivammo la sera tardi in questo hotel della stessa catena ma di classe inferiore. Gli si era appena rotta la caldaia, non c’era acqua calda e visto che noi ancora non avevamo disfatto la valigia ci proposero di spostarci di hotel a loro spese e senza sovrapprezzo. Anzi, ci misero anche il taxi a carico loro. Come sempre a questo mondo ti aspetti la fregatura e stavamo per non accettare, ma poi ci decidemmo e ci andò decisamente bene. Hotel delizioso, in pieno centro che fai due passi e sei ovunque, per una prima esperienza londinese indimenticabile. Ed irripetibile visti i prezzi di oggi! :-S PS: queste fortune non mi sono più capitate, sia chiaro

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