Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Swarm & Foursquare


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La moltiplicazione delle app

Sono giorni che l’app Facebook ricorda a tutti che se si vorrà continuare a leggere i messaggi, occorre installare una nuova app dedicata. I motivi addotti puntano molto sulla velocità della nuova app e su poco altro. Motivi che, senza un obbligo, mai mi indurrebbero ad installare una seconda applicazione sul già affollato smartphone.

La scelta dunque mi lascia seri dubbi. Se poi la si legge anche alla luce dell’acquisizione shock di qualche mese fa di Whatsapp, viene da chiedersi perché non usare questa seconda per la messaggistica di Facebook, semmai.

Con buona pace di Zuckerberg, ho deciso che non la installerò: i messaggi potrò tranquillamente leggerli al notebook, quando avrò modo e tempo.

Secondo caso, Foursquare. I checkin sono ormai out da tempo dall’app principale, spostati su Swarm. L’app principale si limita a dirti cosa hai intorno di interessante per bere un caffè, prendere un aperitivo, mangiare, ecc. Sfrutta i giudizi degli utenti, le recensioni accumulate, ecc.

Ma se vuoi fare un check-in anche solo per ricordarti dove sei stato, nisba, devi scaricare la nuova app. Anche qui, grande enfasi sull’usabilità migliorata da questa scissione.

Non capisco se è una tendenza del momento, la moltiplicazione dei pani e delle app, ovvero se son due casi che leggo come idioti io ma invece qualcuno ha apprezzato e sa spiegarmene il motivo.

Sta di fatto che io non ho installato nemmeno Swarm.

dracula


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Economia

Uno apre il proprio gestionale da libero professionista la mattina e si vede questo:

Pressione fiscale di un libero professionista

Finché non caleranno vorticosamente queste cifre, la vedo dura essere ottimisti sul futuro, sulla ripresa economica, sui consumi, sull’Italia, sulla lotta all’evasione, ecc.

Porc#@*§ç!!!!!

Apple Mail per iOS 8


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L’email sul proprio iPhone: quale App?

Paradiso e inferno, l’email e la possibilità di leggerla ovunque ci troviamo. Da una parte possiamo lavorare in riva al mare, dall’altra, portiamo l’ufficio fino in riva al mare… in barba alle vacanze e giocandoci pezzi di vita privata. Questo post però non vuole essere una tirata morale contro la tecnologia, anzi. Semmai, una condivisione delle personali esperienze d’uso e test fatti con alcuni dei principali client di posta elettronica per iPhone.

Apple Mail

E’ l’applicazione di sistema, quella che non puoi eliminare o sostituire completamente nelle impostazioni. Classico mondo chiuso Apple e nemmeno con iOS 8 che ho installato in beta 4 sul mio cellulare, è possibile operare una scelta radicale sull’applicazione alternativa di default per la posta. Peccato.

L’applicazione Mail funziona comunque molto bene. Con la release ultima, appunto prevista con il lancio di iOS 8, ha delle gesture molto utili e personalizzabili. Con gli swipe posso immediatamente decidere se mostrare come letta una mail, o archiviarla, cancellarla, accedere ad ulteriori funzioni.

Apple Mail per iOS 8

Apple Mail per iOS 8

Cosa mi manca in Mail, così tanto da non utilizzarla più? La possibilità di rimandare la lettura di una mail. Un’azione semplice, alla base di Mailbox, l’app made in Dropbox, che utilizzo oggi full time.

Mailbox

E’ l’app che ha modificato il mio approccio alla posta elettronica. Ho adottato la regola della Inbox Zero, archiviando tutti i messaggi non in lavorazione. Le mail cui posso rispondere subito, vengono scritte, inoltrate e archiviate subito dopo. Quelle che richiedono un computer sotto mano o controlli ulteriori, con un semplice swipe le rimando. Spariscono dallo smartphone ma anche dalla Gmail, per ricomparire magicamente nel momento predefinito (più tardi in giornata, domattina, inizio prossima settimana, alla data x, ecc.).

Questo video ne spiega bene la filosofia:

L’inbox pulita, vi assicuro, rigenera la mente e conferisce un ordine superiore alle vostre attività, facendovi concentrare solo sui task urgenti. Da provare, non tornerete più indietro.

L’app consente anche di inserire foto scattate al momento o file di Dropbox. Purtroppo non supporta Drive di Google o Copy o altri cloud repository, scelta sicuramente legata a voler salvaguardare Dropbox dalla concorrenza. Trovo però sia un limite. Altro limite, alcune mancante integrazioni profonde con il sistema, per cui se vi arriva l’invito per un evento, non basta un tap per accettarlo e inserirlo nel vostro calendar.

Qui secondo me gli sviluppatori dovranno lavorare sodo, mentre mi pare che negli ultimi mesi si siano un po’ arenati anche nello sviluppo di una versione desktop che non trovo affatto strategica.

Acompli

Ho provato rapidamente anche Acompli, suite molto completa che mette assieme mail, calendari, contatti. Consente di allegare facilmente gli ultimi file scambiati via mail, subito resi visibili e disponibili, o dai principali cloud storage che conosciamo.

La modalità per rinviare la lettura di un’email però l’ho trovata meno facile di Mailbox, anche se risolve il problema dei calendari, integrandoli nell’app. Non mi ha però appassionato così tanto da farmi cambiare applicazione sul telefono.

acompli-614x525

Acompli per iPhone

 

Boxer

L’ultimo provato è Boxer. Sembra potenzialmente anche il migliore. Integrato con Dropbox, Evernote, Salesforce, Facebook, ecc. C’è un ToDo facilmente raggiungibile, purtroppo però non ha una casistica preordinata di avvisi. Non l’ho potuto provare, ancora: sulla beta 4 di iOS 8 crasha che è un piacere ;-)

Boxer app per iOS

Boxer app per iOS

Voi che app usate?


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Jacques Prévert

lebowsky:

Adatta alle ultime cronache dal mondo

Originally posted on Interno poesia:

JacquesPrevertParis1966

Pater noster

Padre nostro che sei nei cieli
Restaci pure
Quanto a noi resteremo sulla terra
Che a volte è cosi bella
Con tutti i suoi misteri di New York
Seguiti dai misteri di Parigi
Che valgon bene quello della Santa Trinità
Con il suo piccolo canale dell’Ourcq
E la sua grande muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
E le sue caramelle di Cambrai
Con il suo oceano Pacifico
E le sue vasche delle Tuileries
Con i suoi buoni bambini e i suoi cattivi soggetti
Con tutte le meravigliose meraviglie del mondo
Che se ne stanno sulla terra
Offerte a tutti quanti
Sparpagliate
Meravigliate anch’esse d’essere delle tali meraviglie
Tanto che non ardiscono confessarlo a se stesse
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
E con tutte le orribili sofferenze del mondo
Che son legione
Con i loro legionari
Con i loro reziari
Con i signori e…

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London calling


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London calling

Incredibile a dirsi, considerato il fatto che per tutta la mia adolescenza ho sempre rifiutato Londra come città accecato dall’amore per Parigi di tipo quasi partigiano, ma Londra mi manca. Ci volle il regalo della mia compagna per convincermi, ma superata la prima diffidenza, scoprii una città ricca di stimoli e vitale, sempre, comunque ed ogni volta in modo nuovo. Mi verrebbe da partire subito e saziarmi di cibi etnici, che qui a Perugia scarseggiano. A Londra ho mangiato il miglior cinese di sempre, Haozan ed uno dei migliori giapponesi, Sakura (prima in Hanover Street, ora vedo che si è spostato in Conduit Street), per dirne solo due. Ora per esempio mi andrebbe un bel the alla menta (foglie fresche!) a Covent Garden, da Le Pain Quotidien. Le Pain Quotidien London   Eppoi camminare senza meta, attraversare i parchi, entrare nei musei sbirciando le prime sale… Uff, invece sono ancora qui al palo e non ho capito quando e dove riuscirò ad andare in vacanza. Stavolta, vorrei tornare in questo hotel, il primo in cui sono stato a Londra: il Premier Shaftesbury London Piccadilly. Quando ci andai, non si chiamava così ma più prosaicamente Shaftesbury London Piccadilly se non ricordo male, era quasi identico ma costava anche meno della metà ed io lo pagai ancora meno per una incredibile botta di c…o! Avevamo prenotato un hotel non troppo centrale nella lista di Venere.com. Arrivammo la sera tardi in questo hotel della stessa catena ma di classe inferiore. Gli si era appena rotta la caldaia, non c’era acqua calda e visto che noi ancora non avevamo disfatto la valigia ci proposero di spostarci di hotel a loro spese e senza sovrapprezzo. Anzi, ci misero anche il taxi a carico loro. Come sempre a questo mondo ti aspetti la fregatura e stavamo per non accettare, ma poi ci decidemmo e ci andò decisamente bene. Hotel delizioso, in pieno centro che fai due passi e sei ovunque, per una prima esperienza londinese indimenticabile. Ed irripetibile visti i prezzi di oggi! :-S PS: queste fortune non mi sono più capitate, sia chiaro

Burocrazia idiota


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La burocrazia idiota: la comunicazione IES annuale

Questa mattina mi è arrivata la mail dell’Agcom sulla Comunicazione IES annuale. Di che si tratta? In pratica chiunque raccolga pubblicità on line, deve compilare un modulo PDF editabile ed inviarlo entro settembre all’Authority, dichiarando volumi, canali, ripartizioni della raccolta pubblicitaria. Chi è tenuto a presentarla? Secondo loro, “tutti i soggetti che operano nel settore dei media“. Siccome sono magnanimi, specificano meglio:

“In particolare, i soggetti obbligati sono gli operatori di rete, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità on line e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali (art. 2, co. 1, della delibera n. 397/13/CONS).
Quindi, anche quest’anno, tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, raccolgono pubblicità on line sono tenuti alla comunicazione annuale alla IES.”

Se non si vuole andare a cavillare sui termini, tocca praticamente a tutti. Con un’eccezione che non è tale:

Sono esentati dall’obbligo dell’invio della comunicazione i soggetti che, nell’anno di riferimento, abbiano realizzato ricavi totali [...] pari a zero euro.

Gestite due piccoli clienti che investono su Google AdWords e Facebook Ads diecimila euro l’anno? Dovete fare la dichiarazione. Ne gestite duecentomila per un solo cliente, sempre su Google AdWords? Dovete farla. Non avete una contabilità predisposta, con voci di ricavo/spesa verticali e che vi consentono di estrarre dal gestionale queste informazioni in un colpo solo? Bene, andatevi a riprendere tutte le fatture attive e passive dell’anno ed iniziate a fare di conto.

Eppure lo Stato ha già tutte queste fatture, ma soprattutto chiede già alle grandi concessionarie, che lo fanno di mestiere, quanto raccolgono, come, da chi. Perché deve viziosamente e con sadismo, far perdere tempo prezioso a piccole e medie agenzie, che offrono solo servizi di consulenza e che in qualche caso fanno intermediazione tra clienti finali e concessionarie/editori? Trovo questa dichiarazione così allargata, una pura idiozia in termini. Inutile ai fini del controllo e noiosa per chi ogni giorno lavora e produce in uno Stato che tenta con incredibile costanza di demotivarti e spingerti ad abbandonare la sfida.

Lo scorso anno, dopo averla compilata e inviata, fui pure richiamato per errore in quanto l’agenzia non risultava aver rispettato i termini ed inviato la dichiarazione. Santa PEC, dimostrai che era stata inviata ed era stata inviata nei termini. Con queste sviste macroscopiche, che fiducia debbo avere che i dati raccolti avranno un seguito e un beneficio per tutti noi?

Se vogliamo uscire dalla crisi, credo dovremmo essere estremamente concreti e togliere a chi ha ancora il coraggio di fare impresa, molti di questi inutili adempimenti. Siano richiesti a chi ha struttura e mezzi per garantire un flusso dati anche continuo, ma non alle piccole agenzie.

Play Osmo


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Nativi digitali

Se avete figli piccoli e in casa gira il vostro smartphone e il vostro tablet, sarete in parte contenti della loro capacità d’uso del mezzo digitale (perché diciamocelo, mezz’ora di pace per i genitori ogni tanto ci sta proprio bene), in parte preoccupati (perché da bravi vecchi ritenete che il gioco e la manipolazione manuale ed analogica sia più stimolante e formativa).

Io ho comprato Osmo in anteprima, perché ho visto dei video e non vedo l’ora che i miei piccoli ci giochino in modo costruttivo. Tangram, lettere e numeri o disegni, il gioco consente di far sposare in armonia analogico e digitale. Mi sembra veramente un bel progetto.

 

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