Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Jacques Prévert

lebowsky:

Adatta alle ultime cronache dal mondo

Originally posted on Interno poesia:

JacquesPrevertParis1966

Pater noster

Padre nostro che sei nei cieli
Restaci pure
Quanto a noi resteremo sulla terra
Che a volte è cosi bella
Con tutti i suoi misteri di New York
Seguiti dai misteri di Parigi
Che valgon bene quello della Santa Trinità
Con il suo piccolo canale dell’Ourcq
E la sua grande muraglia Cinese
Il suo fiume di Morlaix
E le sue caramelle di Cambrai
Con il suo oceano Pacifico
E le sue vasche delle Tuileries
Con i suoi buoni bambini e i suoi cattivi soggetti
Con tutte le meravigliose meraviglie del mondo
Che se ne stanno sulla terra
Offerte a tutti quanti
Sparpagliate
Meravigliate anch’esse d’essere delle tali meraviglie
Tanto che non ardiscono confessarlo a se stesse
Come una bella ragazza nuda che mostrarsi non osa
E con tutte le orribili sofferenze del mondo
Che son legione
Con i loro legionari
Con i loro reziari
Con i signori e…

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London calling


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London calling

Incredibile a dirsi, considerato il fatto che per tutta la mia adolescenza ho sempre rifiutato Londra come città accecato dall’amore per Parigi di tipo quasi partigiano, ma Londra mi manca. Ci volle il regalo della mia compagna per convincermi, ma superata la prima diffidenza, scoprii una città ricca di stimoli e vitale, sempre, comunque ed ogni volta in modo nuovo. Mi verrebbe da partire subito e saziarmi di cibi etnici, che qui a Perugia scarseggiano. A Londra ho mangiato il miglior cinese di sempre, Haozan ed uno dei migliori giapponesi, Sakura (prima in Hanover Street, ora vedo che si è spostato in Conduit Street), per dirne solo due. Ora per esempio mi andrebbe un bel the alla menta (foglie fresche!) a Covent Garden, da Le Pain Quotidien. Le Pain Quotidien London   Eppoi camminare senza meta, attraversare i parchi, entrare nei musei sbirciando le prime sale… Uff, invece sono ancora qui al palo e non ho capito quando e dove riuscirò ad andare in vacanza. Stavolta, vorrei tornare in questo hotel, il primo in cui sono stato a Londra: il Premier Shaftesbury London Piccadilly. Quando ci andai, non si chiamava così ma più prosaicamente Shaftesbury London Piccadilly se non ricordo male, era quasi identico ma costava anche meno della metà ed io lo pagai ancora meno per una incredibile botta di c…o! Avevamo prenotato un hotel non troppo centrale nella lista di Venere.com. Arrivammo la sera tardi in questo hotel della stessa catena ma di classe inferiore. Gli si era appena rotta la caldaia, non c’era acqua calda e visto che noi ancora non avevamo disfatto la valigia ci proposero di spostarci di hotel a loro spese e senza sovrapprezzo. Anzi, ci misero anche il taxi a carico loro. Come sempre a questo mondo ti aspetti la fregatura e stavamo per non accettare, ma poi ci decidemmo e ci andò decisamente bene. Hotel delizioso, in pieno centro che fai due passi e sei ovunque, per una prima esperienza londinese indimenticabile. Ed irripetibile visti i prezzi di oggi! :-S PS: queste fortune non mi sono più capitate, sia chiaro

Burocrazia idiota


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La burocrazia idiota: la comunicazione IES annuale

Questa mattina mi è arrivata la mail dell’Agcom sulla Comunicazione IES annuale. Di che si tratta? In pratica chiunque raccolga pubblicità on line, deve compilare un modulo PDF editabile ed inviarlo entro settembre all’Authority, dichiarando volumi, canali, ripartizioni della raccolta pubblicitaria. Chi è tenuto a presentarla? Secondo loro, “tutti i soggetti che operano nel settore dei media“. Siccome sono magnanimi, specificano meglio:

“In particolare, i soggetti obbligati sono gli operatori di rete, i fornitori di servizi di media audiovisivi o radiofonici, i fornitori di servizi interattivi associati e/o di servizi di accesso condizionato, i soggetti esercenti l’attività di radiodiffusione, le imprese concessionarie di pubblicità (ivi compresi i soggetti che esercitano attività di pubblicità on line e pubblicità cinematografica), le agenzie di stampa a carattere nazionale (ivi compresi i soggetti i cui notiziari siano distribuiti in abbonamento, a titolo oneroso, qualunque sia il mezzo di trasmissione utilizzato, ad almeno un editore a carattere nazionale che realizzi un prodotto ai sensi della legge n. 62 del 2001), gli editori, anche in formato elettronico, di giornali quotidiani, periodici o riviste, altre pubblicazioni periodiche ed annuaristiche e altri prodotti editoriali (art. 2, co. 1, della delibera n. 397/13/CONS).
Quindi, anche quest’anno, tutti i soggetti che, direttamente o indirettamente, raccolgono pubblicità on line sono tenuti alla comunicazione annuale alla IES.”

Se non si vuole andare a cavillare sui termini, tocca praticamente a tutti. Con un’eccezione che non è tale:

Sono esentati dall’obbligo dell’invio della comunicazione i soggetti che, nell’anno di riferimento, abbiano realizzato ricavi totali [...] pari a zero euro.

Gestite due piccoli clienti che investono su Google AdWords e Facebook Ads diecimila euro l’anno? Dovete fare la dichiarazione. Ne gestite duecentomila per un solo cliente, sempre su Google AdWords? Dovete farla. Non avete una contabilità predisposta, con voci di ricavo/spesa verticali e che vi consentono di estrarre dal gestionale queste informazioni in un colpo solo? Bene, andatevi a riprendere tutte le fatture attive e passive dell’anno ed iniziate a fare di conto.

Eppure lo Stato ha già tutte queste fatture, ma soprattutto chiede già alle grandi concessionarie, che lo fanno di mestiere, quanto raccolgono, come, da chi. Perché deve viziosamente e con sadismo, far perdere tempo prezioso a piccole e medie agenzie, che offrono solo servizi di consulenza e che in qualche caso fanno intermediazione tra clienti finali e concessionarie/editori? Trovo questa dichiarazione così allargata, una pura idiozia in termini. Inutile ai fini del controllo e noiosa per chi ogni giorno lavora e produce in uno Stato che tenta con incredibile costanza di demotivarti e spingerti ad abbandonare la sfida.

Lo scorso anno, dopo averla compilata e inviata, fui pure richiamato per errore in quanto l’agenzia non risultava aver rispettato i termini ed inviato la dichiarazione. Santa PEC, dimostrai che era stata inviata ed era stata inviata nei termini. Con queste sviste macroscopiche, che fiducia debbo avere che i dati raccolti avranno un seguito e un beneficio per tutti noi?

Se vogliamo uscire dalla crisi, credo dovremmo essere estremamente concreti e togliere a chi ha ancora il coraggio di fare impresa, molti di questi inutili adempimenti. Siano richiesti a chi ha struttura e mezzi per garantire un flusso dati anche continuo, ma non alle piccole agenzie.

Play Osmo


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Nativi digitali

Se avete figli piccoli e in casa gira il vostro smartphone e il vostro tablet, sarete in parte contenti della loro capacità d’uso del mezzo digitale (perché diciamocelo, mezz’ora di pace per i genitori ogni tanto ci sta proprio bene), in parte preoccupati (perché da bravi vecchi ritenete che il gioco e la manipolazione manuale ed analogica sia più stimolante e formativa).

Io ho comprato Osmo in anteprima, perché ho visto dei video e non vedo l’ora che i miei piccoli ci giochino in modo costruttivo. Tangram, lettere e numeri o disegni, il gioco consente di far sposare in armonia analogico e digitale. Mi sembra veramente un bel progetto.

 

cookies


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Privacy e biscottini

Avete notato come ultimamente molti siti web mostrino una barra in sovrapposizione in cui si dànno indicazioni sull’uso dei cookies e dei dati che questi raccoglieranno durante la nostra navigazione? Ciò discende da alcune normative europee (alcune approvate, altre in via di definizione) che hanno giustamente posto l’accento sulla raccolta dei dati di navigazione degli utenti Internet, spesso ignari e inconsapevoli. Chi naviga su un sito web, lascia tante informazioni che i gestori dei siti stessi raccolgono, analizzano, nel peggiore dei casi rivendono.

I cookies sono utili per buona parte di noi anche come utenti: atterrare sul nostro sito web di e-commerce preferito e trovare già la home page in italiano, dei suggerimenti per gli acquisti in base alle nostre abitudini o alle precedenti navigazioni o a carrelli abbandonati il giorno prima, ecc. Sono utili anche per i gestori dei siti web, che grazie ai dati raccolti possono inserirci in cluster sempre più precisi e definiti e dunque darci ciò che vogliamo, come lo vogliamo, nel momento opportuno. Come sempre, ogni strumento può essere utilizzato più o meno correttamente, dunque l’attenzione del Garante della Privacy è corretta e dovuta.

Quello italiano ci sta mettendo un po’ di tempo, ma leggo oggi che pare abbia finalmente interiorizzato parecchi consigli di settore che le varie associazioni, a partire da IAB, hanno saputo fornire.

Innanzitutto la distinzione tra cookie tecnici (di navigazione, di sessione, di funzionalità o di web analytics) e cookie di profilazione.

I primi non dovrebbero avere bisogno di preventiva accettazione da parte degli utenti. Diverso il caso dei cookie di profilazione: gli utenti dovranno essere adeguatamente informati sull’uso degli stessi e dovranno prestare il loro consenso informato.

Secondo punto interessante, la responsabilità degli editori per i soli cookie di proprietà. Se ospito banner o elementi terzi che utilizzano cookie, io come editore non avrò responsabilità diretta per il loro uso, responsabilità che avranno i titolari degli elementi terzi stessi ospitati nel mio sito. Non è uno scarica barile, ma l’accettazione che il singolo operatore non può essere gendarme sia per limiti di controllo che può operare, sia – in alcuni casi – per limiti tecnici e di expertise.

Sicuramente l’editore dovrà prevedere un banner di idonee dimensioni contenente la prima informativa breve e link a quella estesa. In quella breve dovrà indicare:

  1. l’indicazione del fatto che il sito utilizza cookie di profilazione al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall’utente nell’ambito della navigazione in rete;
  2. che il sito consente anche l’invio di cookie “terze parti”;
  3. il link all’informativa estesa;
  4. l’indicazione che alla pagina dell’informativa estesa è possibile negare il consenso 2 all’installazione di qualunque cookie;
  5. l’indicazione che la prosecuzione della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione di un elemento dello stesso (ad es. di un’immagine o di un link) comporta la prestazione del consenso all’uso dei cookie.

L’informativa estesa invece (cito documento IAB):

L’informativa estesa deve descrivere le caratteristiche e le finalità dei cookie installati dal sito e consentire all’utente di selezionare/deselezionare i singoli cookie.

All’interno di tale informativa deve essere inserito anche il link aggiornato alle informative e ai moduli di consenso delle terze parti con le quali l’editore ha stipulato accordi per l’installazione di cookie tramite il proprio sito.

Qualora l’editore abbia contatti indiretti con le terze parti, dovrà linkare i siti dei soggetti che fanno da intermediari tra lui e le stesse terze parti, o su unico sito web gestito da un soggetto diverso dall’editore.

Nell’informativa estesa deve essere richiamata la possibilità per l’utente di manifestare il proprio consenso anche attraverso le impostazioni del browser, anche prevedendo un collegamento diretto.

Il consenso deve essere registrato dall’editore.

Sono previste delle sanzioni amministrative:  in caso di omessa informativa o d’informativa non idonea, da 6.000 a 36.000 euro (art.161 del Codice); in caso di installazione dei cookie senza preventivo consenso,  degli stessi comporta la sanzione da 10.000 a 120.000 euro (art. 162, comma 2-bis, del Codice); in caso di omessa o incompleta notificazione al Garante, infine, da 20.000 a 120.000 euro (art.163 del Codice).

C’è un anno per mettersi in regola (dalla pubblicazione in Gazzetta del 3 giugno u.s.).

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Rientrare in Italia

Non c’è niente da fare. Ogni volta che parti per un viaggio  in nord Europa, breve o lungo che sia, rischi di tornare e di renderti conto con maggiore lucidità di cosa ci distingue da quei Paesi. Di base, la differenza è il senso civico e di rispetto del prossimo, che si manifesta in piccoli accadimenti quotidiani. Non sono esenti da problemi, ma su questo punto, ci battono a mani giunte. Senza dilungarmi in analisi inutili e deprimenti, scrivo solo che sono stato pochi giorni fa a Copenaghen, città deliziosa, a misura di biciclette e persone, e che magari racconterò in un prossimo post. Al rientro su Fiumicino, tre cose in fila mi hanno fatto pensare.

Primo: il passeggino al contrario di altri aeroporti non viene consegnato assieme ai bagagli, ma lo trovi abbandonato in terra alla consegna bagagli fuori misura. Chiaramente, nessuno te lo dice e non è scritto da nessuna parta. Se viaggiate con i figli, tenetelo a mente. E sappiate che, al contrario di altri aeroporti, il bagaglio non attende te ma sei tu a dover attendere almeno 30 minuti il bagaglio.

Secondo: recuperata l’auto al lunga sosta, vedo che un ragazzo aitante accompagnato dalla fidanzata, amante o amica, parcheggia sulle strisce per disabili, poi prende i trolley e si incammina come nulla fosse verso la fermata della navetta. Ingenuamente, andando nella stessa direzione, gli faccio notare la cosa pensando non si fosse avveduto dell’errore. La risposta fa intendere che se ne era accorto eccome. Il dialogo viene chiuso con un signorile “fatti i cazzi tuoi” ed un mio invito a godersi le vacanze, perché al rientro avrebbe trovato una sorpresa. Ed infatti sono andato al posto di controllo, ho segnalato targa e posizione ed ho richiesto la rimozione dell’auto.

Terzo: sulla Roma-Fiumicino, traffico intenso e fila. Per quale motivo però la fila deve tramutarsi in una battaglia a sportellate? Perché se non hai la precedenza, devi comunque cercare di infilarti in modo aggressivo e prepotente davanti alla mia auto? Perché non rispetti segnali, precedenze, immissioni e comunque hai la protervia di pensare che hai ragione tu?

Ecco tre piccoli esempi. Se me la prendo ancora oggi, a 42 anni quasi suonati, è perché non mi arrendo a questa deriva.


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Paolini, Haiyan, Monsanto, Sri Lanka

Alcune notizie tra ieri e oggi mi girano in testa. In ordine sparso, dunque in dis-ordine:

Gabriele Paolini è stato arrestato con l’accusa di prostituzione minorile o per commercio di materiale pedopornografico (ogni giornale riporta la sua). L’ho sempre trovato insopportabile, immeritevole di attenzione e inutile come buona parte della nostra informazione. Eppure mi trovo molto più vicino all’articolo che ne ha scritto il suo amico Christian Raimo qui, che ai commenti che l’articolo stesso ha generato. Non perché semmai non siano gravi quei reati, ci mancherebbe, ma perché sino alla condanna definitiva dovrebbe valere la presunzione di innocenza e il ragionevole dubbio. E perché, ribadisco un pensiero già espresso, ho paura della capacità di giudizio senza ponderazione che le persone su Internet dimostrano in genere: simili a folle urlanti e pronte al linciaggio. Ovvero, non migliori delle persone verso cui di norma si scagliano, con l’aggravante della codardia, giacché è facile esporsi protetti da uno schermo ed al caldo delle proprie case.

Il tifone Haiyan ha devastato le Filippine. Un tributo di vite altissimo, una disperazione visibile nelle immagini ed un senso di partecipazione e di condivisione della pena che non può non toccare ognuno di noi. Per chi volesse aiutare economicamente i soccorsi, per conoscenza diretta e stima, suggerisco Agire (http://www.agire.it) o Medici Senza Frontiere (http://www.medicisenzafrontiere.it).

Qualche anno fa ho viaggiato in Sri Lanka. Un bel giro quasi fino al limite delle zone controllate dall’esercito, allorché la guerra con le Tigri Tamil era ancora aperta e viva. Un bellissimo viaggio, un bellissimo paese, provato da tensioni storiche provocate dalla maggioranza non Tamil, invero. Per contrastare le rivendicazioni Tamil e le azioni terroristiche dei medesimi, l’esercito è stato armato sempre di più ed ha finito per avere un peso determinante sulla vita politica della nazione. La guerra è finita, ma con stragi belle e buone anche di popolazione innocente e con una politica oggi fortemente guidata dalle forze armate. Censura (giornalisti minacciati, uccisi, costretti alla fuga per salvarsi), controllo della comunità Tamil limitandone la coesione e l’identità, rifiuto di ogni ammissione di colpa su quanto accaduto. Tutto esce allo scoperto con la prossima riunione del Commonwealth. Una buona analisi, sintetica ma completa, sul Post. Io ne avevo scritto qui e qui.

Colpo di grazia ieri, come sempre, Report. Non sapevo affatto che 3 aziende controllano oltre il 50% della produzione agricola mondiale, grazie a brevetti sulle sementi. Ma non sapevo nemmeno che le sementi si potessero brevettare! Monsanto docet. Guardatevi i filmati sul sito di Report e rabbrividite. Siamo alla follia più totale. Al controllo alimentare globale. Senza certezze sui risultati a lungo termine per la salute umana, sulla gestione delle piantagioni, ecc. Per mio conto, addio Pink Lady e mele marchiate. Non parlateci di Ogm per contrastare la fame nel mondo: questa si contrasta riducendo e contrastando le guerre, i contrasti, le tensioni politiche nel terzo mondo, e ridistribuendo la ricchezza con etica (non in modo demagogico, ma nemmeno continuando a sfruttare letteralmente i più deboli).

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