Ieri a Roma, come in molte altre città italiane, abbiamo assistito ad un blocco totale della circolazione. Non entro nel merito dell’utilità o meno di simili operazioni, sulla loro necessità o legittimità; ad ognuno il suo giudizio. So solo che ieri sono dovuto correre in ufficio per un allarme server in pieno blocco (vacca che fortuna!) e che i bus erano a pagamento. Ecco la cosa che mi manda in bestia: mi obblighi a non prendere l’auto? Sta bene, ma almeno – nella fascia orario in questione – metti a disposizione il servizio pubblico gratis! Se mi debbo spostare, posso farlo solamente prendendo i tuoi bus, non ho scelta. Visto il disagio, vienimi incontro, almeno. E invece no. Della serie: cornuti e mazziati.
Archivi del mese: febbraio 2004
Quanti bei massoni
Allora, la notizia l’avevo letta subito su Macchianera e su Manteblog, però avevo deciso di non scriverne. Continuo in ogni caso a trovare in giro briciole di discorsi e dunque non posso trattenermi oltre. Gianluca Neri, spero con cognizione di causa e rischi calcolati, ha iniziato a pubblicare l’elenco dei massoni italiani, 26mila nomi. La cosa sarà sconveniente, illegale, stupida o furba, non so. So che il concetto di massoneria è antidemocratico, a mio modesto giudizio e nel migliore dei casi. E’ contro il concetto che ogni cittadino ha gli stessi diritti e opportunità di un altro, ovvero contro la base stessa della nostra società (che poi non applica sempre tale principio, cui invece dovrebbe attenersi). Insomma, forse gli elenchi dovrebbero essere pubblici, sul serio.
Istat mon amour
Da Manteblog la notizia che dobbiamo all’Istat, dopo il concetto di inflazione percepita, anche la classificazione dei livelli di povertà:
Quasi poveri
Appena poveri
Sicuramente poveri.
Tanti auguri a te, tanti auguuuuri a Bobo
Oggi Bobo diventa più vecchio: e son 31! Non preoccuparti ciccio, hai accanto un esempio lampante che a 31 anni si può esser dei veri fighi, come me! Dunque, non ti abbattere, ehehehhehehehe
Kylie
Ne parlavamo ieri, dunque oggi non posso scontentare Bobo e Rudy
. Sul Corriere la notizia del nuovo video della Minogue per gli USA (disponibile con intervista sempre sul Corriere). A corredo anche una galleria fotografica, ricca e con qualche sorpresa. Alé, come dicevano Cochi e Renato: e lo sputtanamento!
Le veline tra i creditori di Tanzi
Ma cosa gli fornivano? La domanda è lecita…
Janet al vento
Tutti scandalizzati o ammirati per l’involontario (forse) spettacolo che Janet Jackson ha offerto all’America e al mondo in diretta dalla finale del Superbowl. Mentre cantava con un pischello che mi dicono famoso, la tetta destra è fuoriuscita dal vestito. A me ricorda troppo il fratello per rimanerne anche lontanamente colpito. Però pare che la cosa, come sempre e per mi sembra lampante ipocrisia (quante tette vediamo tutto il giorno?), abbia fatto il giro del mondo. Non potevate invitare Kylie Minogue invece di quel pezzo di plastica?
Red Hot Chili Simpsons
Ieri sera ho dovuto lavorare fino a tardi, con il notebook sulle gambe, a casa. Ad allietare il tutto, la puntata speciale dei Simpsons. Faccio outing: li adoro visceralmente!
Ci stiamo riprendendo
Lebowsky pian piano torna alla normalità. Fortunatamente già ieri sono arrivate richieste per nuovi lavori in ufficio, cosa che limiterà il peso del furto subito da un punto di vista meramente economico. Forza e coraggio.
I nichilisti
Hanno rubato nell’ufficio di Lebowsky. Giovedì notte sono entrati dalla finestra livello strada dimostrando l’inutilità delle inferriate ed hanno sottratto un pò di cosette dai locali, per fortuna cose piccole e facilmente trasportabili. Continuo a ripetere che ci è andata bene, che poteva andare molto peggio; ad esempio avrebbero potuto caricare tutti i computer fissi, i monitor e i server, o danneggiare i locali. Invece si sono limitati ai notebook e ad altro materiale hardware già imballato e pronto alla consegna. Però… in primo luogo il furto lascia una sensazione di violazione dei propri spazi, del proprio sacro recinto, del concetto alla base stessa della nostra società, la proprietà privata (e qui non inizio a citare Rousseau perchè vi voglio bene e mi rendo conto che è domenica mattina). Poi è comunque un furto e comporta la perdita di materiale di valore. Così si son portati via il mio computer portatile, un IBM A31p di cui ero innamorato e che custodiva documenti, fotografie e ricordi personali (quelli di lavoro per fortuna vengono salvati su server con maggior frequenza). Da solo, circa 3100 euro iva esclusa, alé. Poi un altro notebook, un Toshiba Tecra 8000, più vecchiotto ma comunque sempre valido. Alla spesa hanno aggiunto slot ram ddr da 256mb ancora impacchettate, dischi rigidi appena acquistati ed ancora sui tavoli e le mie borse porta computer… d’altronde poverini in qualche modo dovevano portar via la refurtiva. Insomma, alla fine penso di aver buttato dalla finestra 6000 euro di materiale, più il costo di questo nuovo notebbok su cui sto scrivendo, acquistato all’istante e di cui non mi innamorerò mai (un Acer TravelMate 660) e dell’antifurto che a questo punto abbiamo deciso di montare in ufficio. Infine, chicca alla Murphy: stavamo per firmare un’assicurazione per furto. Pazienza, si rinizia, ci si rimbocca le maniche e si pensa al meglio. Fanculo ai ladri, che possano trovarsi in strada, guidando a folle velocità e in galleria incontrino un tir guidato da un camionista inglese, ubriaco e che guida contro mano.