Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Privacy & Co.

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La tecnologia ha riempito la nostra vita di nuovi canali e mezzi di comunicazione. Il paradosso però, a mio parere, è che nella società dell’informazione e della comunicazione regni l’incomunicabilità tra gli esseri umani. Qualche esempio ringhiamo al vicino di casa, ignoriamo ciò che succede attorno a noi (non lontano, a migliaia di chilometri: lì siamo bravissimi), non parliamo quanto dovremmo con le persone vicine e guardiamo con sospetto quelle che sono troppo gentili con noi. Per fortuna non siamo tutti così, ma ammetterete che in parte è vero.

Insomma, la tecnologia ha portato benefici ma anche problemi. Tra questi, la protezione della privacy e dei dati personali. Telefonini ed sms sono forse uno dei casi più eclatanti in questo senso. Leggo oggi dal Corriere:

…dopo che i messaggini affettuosi ricevuti dal telefono della conduttrice televisiva Simona Ventura e partiti dal cellulare del produttore Giorgio Gori sono apparsi su un settimanale, ci si chiede se questo tipo di comunicazione sia a prova di intrusione“.

“Tra la documentazione presentata dai legali del calciatore ci sono anche i tabulati delle chiamate fatte con un telefonino della Ventura, la trascrizione degli sms, arrivati tra settembre e ottobre su un altro cellulare della stessa conduttrice, provenienti da un apparato nella disponibilità di Gori”.

“…i tabulati il calciatore li avrebbe ottenuti presentandosi a un ufficio a nome della moglie senza che questa l’avesse autorizzato. Per quanto riguarda il testo degli sms (sulla cui completezza la difesa di Gori nutre anche dubbi) essi erano probabilmente memorizzati su uno dei due telefoni della Ventura (…). Le querele ipotizzano a carico di Bettarini una serie di reati, a partire dalla violazione della corrispondenza”.

Come al solito il problema non è nella tecnologia, ma nell’uomo. In questo caso parliamo di reati belli e buoni:

“la Costituzione dice che la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione è violabile solo dall’autorità giudiziaria (…) è il Codice penale a fissare le pene per chi non si attiene a questo principio. Lo fa con l’articolo 616: reclusione fino a un anno e multa fino a 516 euro per chi viola la corrispondenza al fine di svelarne il contenuto. Una lettera, un telegramma, una telefonata o un messaggio informatico o telematico sono esattamente la stessa cosa. Pena che sale a tre anni se la diffusione c’è davvero. Sei mesi per chi, solo venuto in possesso della corrispondenza, ne rivela il contenuto causando un danno a qualcuno. E non basta: le sanzioni sono aggravate dalle legge sulla privacy. In soldoni, se il marito legge di nascosto un messaggino arrivato sul telefono della moglie, teoricamente compie un reato che si aggrava se l’sms, anche solo per provare a un giudice che la consorte è infedele. Solo la magistratura può accedere ai dati telefonici. (…) sui tabulati (…) rimangono registrati i dati (non le parole) delle comunicazioni in entrata e in uscita. Degli sms non rimane il contenuto. Per legge i gestori conservano questi dati 48 mesi.”

In ogni caso la storia è ben triste e squallida e fa venire in mente quanti altri problemi ci siano a monte, inclusa l’incomunicabilità tra le persone e la difficoltà di mantenere in piedi un rapporto.

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