Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Civilità a quattro (o due) ruote

Piccolo tragitto in Vespa questa mattina per le strade di Roma. Sta per scattare il rosso su Lungotevere, ma le auto invece di arrestarsi prima dell’incrocio, accelerano per impegnarlo. Così diventa rosso, restano bloccate loro e bloccano anche le auto per cui è scattato il verde ma che si trovano di fronte un muro di lamiere. Il parapiglia, perché scatena una reazione a catena di imbecillità e di traffico.

Mi vengono in mente i reticolati disegnati in terra negli incroci francesi o inglesi: lì non puoi fermarti. Se al rosso sei lì, sei passibile di multa. Lo trovo giusto e sensato e andrebbe introdotta tale regola – con serietà – anche in Italia.

Il problema vero però è l’arroganza di chi guida un mezzo a due o quattro ruote, di questi tempi: auto sempre più grandi, pacchiane come i SUV, in città senza parcheggi e con tracciati che risentono della nostra lunga storia; scooter-missili che non si fermano al rosso, alle strisce pedonali, che passano sui marciapiedi per evitare trenta secondi di coda; ecc. E una domanda: ma dove cazzo correte, che siete in città e ogni cinquanta metri c’è un semaforo?


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Fegati & Co.

Soffro di steatosi, dunque dovrei guardare con favore certe opportunità, quantomeno per il futuro. Eppure notizie come questa mi disgustano, anzi mi “ingrossano” il fegato dalla rabbia:

[da Corriere.it] “La Cina è divenuta la meta preferita di israeliani che necessitano di trapianti d’organi. Lo riporta il quotidiano Maariv. Le autorità cinesi vendono infatti gli organi di persone che sono state condannate a morte e il costo dei trapianti è di circa il 30% in meno rispetto a Bulgaria, Colombia, Russia o Sudafrica. Sono coinvolti decine di trafficanti che impongono ai loro clienti l’obbligo del segreto. Secondo il giornale i trapianti vengono effettuati in un moderno centro ospedaliero governativo a Canton. Per il presidente dell’Associazione israeliana dei trapiantati di rene, Amos Canaf, “la Cina e le Filippine sono divenute le mete preferite perché i reni vengono prelevate da condannati a morte, i cui organi appartengono allo Stato, e perché i trapianti vengono effettuati sotto supervisione governativa”“.


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Florence & Hussein

Florence e HusseinLa reporter di Libé e la sua guida, sono in ostaggio dal 5 gennaio. Sono tanti, troppi giorni. Così tanti che lasciano dubbi sulle reali speranze di rivederli sulla prima pagina di un giornale sorridenti e liberi. Sul giornale francese, un dossier sempre aggiornato sul caso e sulle manifestazioni a sostegno dei due rapiti.

Due notazioni: quando rapirono la Sgrena, solo allora, nelle nostre piazze comparvero i volti di Florence e Hussein. Liberata lei, liberati tutti, un vizio tipicamente italico. Secondo: oggi l’Iraq in sé, non fa più notizia; il ruolino di marcia delle esplosioni e delle vittime ha reso “normale” le notizie di attentati, sofferenza ed occupazione militare. Personalmente passo oltre e quasi non leggo più che i titoli. Follie del nostro tempo.

Assuefazione.


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Fumo passivo

Citazione dal film Eccomi qua, di Giacomo Ciarrapico, di cui ho casualmente rivisto un trailer:

“Tu lo sai cos’è il fumo passivo? Un terzo delle sigarette che ti fumi tu, me le fumo anche io”
“Se permetti girano i coglioni a me! Perché un terzo delle sigarette che mi compro io te le devi fumare tu?!”


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Le comari

Ieri sera sono uscito a cena con Bobo. Un’enoteca carina, zona Trastevere, tavolini all’aperto e l’idea di scambiare qualche chiacchiera davanti ad un piatto. Vuoi per gli accadimenti personali di questo periodo, vuoi per le ultime polemiche sull’euro, vuoi infine per frustrazioni comuni sulla vita da condurre, è la seconda volta che ci ritroviamo a discorrer come due comari al mercato. “Signora mia, ma ha visto quanto costano ormai le zucchine?”. Il passo era quello.

Però abbiamo ragione, con buona pace dell’Istat e del nostro Premier, che ha infatti poco da preoccuparsi visto che ha investito sul mattone, unica – sembra – certezza di questo decennio (Maldive, Sardegna, ecc.). Una rapida disamina di alcuni annunci su giornali di settore ci ha lasciati a bocca aperta: due stanze, cucina e bagno in zona centrale, 900mila euro. Mi faceva notare Bobo che se scrivono “centrale”, di sicuro non è Piazza di Spagna… e che se ogni stanza fosse grande come un campo di calcio, anche qui, probabilmente, lo avrebbero detto. Un appartemento da single sfiora i due, dico due, miliardi di vecchie lire. Sarà un prezzo da pazzi, un annuncio sopra le righe, ma vi assicuro che il mercato immobiliare romano cresce a vista d’occhio e rasenta la follia.

Da qui mi viene in mente la pubblicità di molte banche che oggi consentono l’accensione di mutui con un anticipo del 5% o addirittura senza anticipo, quando ricordo invece bene che anni fa dovevi necessariamente partecipare in misura maggiore all’acquisto di una casa. E’ cioè evidente che oggi una persona “normale” non può permettersi nemmeno l’anticipo di un’abitazione!

Veniamo alle banche. Il mio primo libretto di risparmio era in una filiale Cariplo a Roma. Ricordo ancora che misi centomila lire e che a fine anno, tolte le spese, avevo qualche migliaio di lire in più sul conto, i cari vecchi interessi. Bene, oggi quasi tutte le banche si stanno adeguando ad un altro concetto: non sono loro a doverti ringraziare per i soldi che gli affidi ed a pagarti di conseguenza, ma siamo noi a doverle pagare con “convenientissimi” canoni mensili! Insomma, metti i soldi in banca e dopo un anno te ne trovi meno, molti meno.

Ne hai meno anche se utilizzi carte di credito o carte di consumo oppure rateizzi gli acquisti: in ogni caso stai intaccando le tue disponibilità future, indebitandoti con qualcuno e non sarai libero al momento che vorrai di lasciare tutto e cambiare vita. Il sistema ti avrà conquistato. Considerati però gli stipendi di oggi (e molti nemmeno li hanno, disoccupati o randagi del lavoro che si scrive “flessibile” ma si legge “sfruttamento”), forse non ci sono altre strade per arrivare a fine mese.

Ultima considerazione. Ricordo ancora quando uno stipendio da 3 milioni di lire era un signor stipendio. Beh, oggi con millecinquecento euro, campicchi, togliendoti qualche sfizio ma non mettendo da parte nulla. Parola.

Tutto questo fa incazzare ed oggi paiono ridicoli i detrattori dell’ultim’ora della moneta unica (leggasi Maroni & co.). Il problema non è l’euro in sé, ma come è stato gestito in Italia, con quali controlli, con quali accortezze. Se penso che l’Istat sta ancora “studiando” in quale punto della filiera agroalimentare si siano impennati i prezzi delle zucchine… ho poca speranza in un miglioramento. Anzi, percepisco sempre di più la follia del nostro oggi.


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Non tener le fascine

A tutti noi, è sempre stato consigliato di riflettere molto prima di parlare, anzi, di contare fino a dieci (o a cento, dipende dall’impulsività di ognuno) prima di profferir motto. Ecco, possibile che nessuno abbia insegnato tale regola ai cari amici dell’Ulivo-Unione-o-come-cavolo-si-chiamerà-nel-2006?

E a Rutelli, che non ne manca una per dimostrarsi camaleontico, anche sui referendum, pur di raccoglier voti?

Rutelli gondoliere


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Referendum

Personalmente, mi sto documentando. Tanti sono i motivi che mi spingono verso il “si”, ma uno rafforza più di tutti le mie convinzioni. C’è stata una vera e propria invasione di pubblicità su riviste, giornali e manifesti distribuiti capillarmente sui muri della città, un’overdose della parola “vita” sprecata senza ritegno e senza evidenze scientifiche, strumentalmente; una potenza/violenza mediatica dal sapore “vagamente” cattolico.

PS: vista l’ingerenza della Chiesa nella vita politica di uno Stato laico, suggerirei di non destinargli l’8 per mille sulle prossime dichiarazioni dei redditi… io ho sempre preferito lo Stato italiano, dovendo proprio mettere una firma, e dunque sarò coerente anche stavolta. Voi, pensateci.