Si parlava col Bobo della puntata di Matrix con ospite Silviuccio nostro. Di come nessun giornalista, conduttore o controparte apposta convitata, incalzi mai il politico di turno con domande ficcanti. Di quanto il direttore del Manifesto ci ricordasse Fabbris. Del buttarla in caciara di Mentana che forse a Zelig sarebbe più a suo agio. E di come, infine, sia stata pessima l’uscita di Silviuccio nostro sul “dio com’è magro Fassino” (ed a seguire delle spigolosità dello stesso in un rapporto “stretto”). Ah che bella campagna elettorale che ci aspetta… in punta di fioretto. E che bello pensare che l’Unione al completo o quasi presenzi sul palco come appena uscita da una copisteria, con le copie del Programma (ah, finalmente!) rilegate a spirale. Quale basso profilo, vicino al popolo! Se però fosse voluto e non fosse, invece, questione di pressappochismo. Evviva il triciclino, ordunque, i radicali e gli scampati socialisti, che almeno battono i piedi su un nodo irrinunciabile della politica italiana e della sinistra, la laicità dello Stato! Alla facciaccia della Margherita e di quell’essere Rutelli, che ha pensato bene di includere nelle proprie liste anche chi coordina Scienza e Vita… Proprio una bella campagna elettorale.
Archivi del mese: febbraio 2006
Le disavventure del singnor L.
Martedì sera porto a cena un collega di Torino e parcheggio l’auto su Lungotevere Farnesina (per intenderci, verso Piazza Trilussa). Tempo due ore finiamo di mangiare e torniamo all’auto. Da lontano mi accorgo che il finestrino posteriore è estremamente pulito, trasparente… No! E’ rotto: qualche simpaticone ha pensato bene di poggiare un cacciavite sul telaio e – premendo verso l’interno – far saltare il vetro (e mi ha detto anche bene, perché se tirava verso l’esterno rovinava pure il profilo). Ha poi tirato giù il sedile posteriore e ha portato via una borsa che per fortuna conteneva solo un paio di attrezzi da lavoro (cacciaviti e similari invecchiati nelle varie auto che ho girato).
Di qui parte la rottura di balle. Passo subito ai Carabinieri per la denuncia. Risposta al citofono: "mi spiace, ma prendiamo le denunce solo fino alle 20 di sera". Mi armo di pazienza e torno la mattina dopo, mercoledì, alle 8.30. Tralascio le volte che ho dovuto spostare l’auto per mostrargliela e per riparcheggiarla in una zona dove ogni parcheggio è un miraggio… La denuncia fila via liscia, la persona è cortese. Tranne per il fatto che mi ha lasciato solo nella stanza più volte, con tanto di pistola d’ordinanza sulla scrivania a trenta centimetri da me.
Poi ogni tanto senti al tg che ne ammazzano uno…
Il pomeriggio sostituisco il vetro e tutto si chiude. La macchina è aziendale dunque nemmeno grava sul mio portafoglio, cosa che indubbiamente ha ridotto la gastrite e l’incazzatura che mi sarebbe venuta in caso contrario.
Satyricon
Se la cronaca non fosse drammatica, l’unica risposta alle follie di questi giorni sarebbe una: CHE PALLE!
Se è vero che il buon gusto e un pò di sano realismo avrebbero sconsigliato la pubblicazione delle vignette danesi, è ancor più vero che la reazione orchestrata da fanatici idioti è abnorme, stupida, gravissima e – ultimo ma non ultimo – violenta. Da una vignetta alle molotov, ne corre insomma di strada… talmente tanta, che alle persone savie non basteranno cent’anni per cancellare simili distorsioni mentali.
Intanto, finisce che io mi schiero con chi, magari gaglioffo, ha pubblicato le vignette, perché la libertà d’espressione è per me anche quella, in ultima analisi, di bestemmia, ed alzo anch’io un muro di diffidenza verso chi considera la religione una mazza ferrata… (facendo forse il gioco degli idioti di cui sopra, ahimé).
Ieri, candid camera…
Ci sono giornate veramente strane. Come ieri.
Primo appuntamento della giornata, fissato con largo anticipo ed importante per il mio lavoro: arrivo, mi fanno accomodare in sala riunione salvo poi correre dieci minuti dopo affannati dicendomi che la persona che dovevo incontrare si era sentita male e che dunque era corsa a casa…
Appuntamento successivo dopo un’ora e mezza: troppo poco per andare in ufficio, troppo per andare direttamente dal cliente. Passo così un’ora in auto a scaricare la posta sul portatile.
Secondo appuntamento, ora di pranzo: iniziamo la riunione con un cliente, parliamo, decidiamo di proseguirla a tavola. Il tempo di ordinare che arriva una telefonata, si scusa, si alza e si allontana per dichiarati "dieci minuti". Poi una cameriera arriva e ci dice che l’assenza sarà più lunga e dunque che possiamo iniziare a mangiare. Al conto, arriva sempre la cameriera per scusarsi a nome del titolare che non aveva fatto a tempo a rientrare. E me ne vado via.
La sera decido di andare al cinema. Voglio vedere Broken Flowers, con Bill Murray (lo adoro). Cerco su Trovacinema.it e mi dà un paio di cinema comodi comodi. Arrivo e… il film non c’era. Lo avevano cambiato la sera prima. Che fai? Finisci per vedere l’unico film proiettato che ancora non avevi visto: Me and You and everyone we know. Un film senza capo né coda.
Allora, sapete che c’è? Buonanotte.