Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Storie italiane

Brutte. Molto brutte. Ancora a leggere che il sindaco di un piccolo paese del casertano è stato preso, legato nella sua auto e dato alle fiamme. Proprio lì lo Stato dovrebbe ora far sentire più forte la sua voce, continuare in quelle azioni che hanno evidentemente dato fastidio a qualcuno, essere intransigente: far capire cioè che uccidere una persona non è una soluzione e che gli interessi di qualche clan saranno sempre e solo penalizzati da simili azioni.

Update: ogni giornale ha la sua storia, ogni tg le sue parole… ora non si capisce chi possa essere stato ed anzi vengono escluse organizzazioni criminali tra i sospettati. Si arriverà alla verità?


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Semplificazione PA

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 19 febbraio 2007, il Decreto Interministeriale del 21 gennaio 2008 concernente le dimissioni volontarie… in questi giorni si è parlato di Attalì, di Bassanini, di semplificazione nella Pubblica Amministrazione. Beh, sappiate che se da marzo prossimo presentate le dimissioni volontarie al vostro datore di lavoro su carta semplice, queste non saranno valide. Saranno anzi nulle.

Sì, perché da quel momento per licenziarsi occorrerà compilare un modulo che conterrà una sfilza di informazioni manco troppo semplici da rintracciare ed alcune delle quali saranno da richiedere, immagino all’azienda da cui si vuol fuggire. Niente più botte da matti e dimissioni sbattute sulla scrivania del capo.

Immagino serva tale variante a tutelare il lavoratore da finte dimissioni volontarie, quelle per cui non si ha scelta e che anzi sono imposte dall’azienda stessa… epperò qui la burocrazia invece di sfaldarsi come neve al sole, permea e soffoca ogni giorno di più la nostra vita.


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Omertà, pessimo servizio

Le Forze dell’Ordine, per antonomasia, sono al servizio dello Stato italiano, dunque in qualche modo a nostro servizio, a servizio di qualsiasi cittadino italiano e non. La Diaz, Bolzaneto o l’omicidio di Federico Aldrovandi no. Non servono lo Stato né i suoi cittadini. Non so chi o a cosa servano, ma vanno in direzione diametralmente opposta.

Coprire eventuali colpe individuali è un vecchio e dannoso errore, in una democrazia matura non più tollerabile. L’omertà non solo non è al servizio dello Stato o dei suoi cittadini, appunto, danneggiandoli direttamente, ma è controproducente per chi la mette in pratica, perché perde dignità, fiducia, potere. Allontana noi tutti dallo Stato e dai suoi apparati.

Quale fiducia nei confronti della Polizia se non si fa chiarezza ad esempio nel caso Aldrovrandi? Con che coraggio si può esprimere il proprio dissenso civile in piazza, se il rischio è quello di non tornare più a casa integri moralmente e/o fisicamente?

Il filmato girato dalla Scientifica mi ha inquietato come ogni altra lettura su quanto è accaduto a Federico. E’ una situazione che desta allarme e sconcerto. Una situazione nella quale i vertici della Polizia dovrebbero mostrare grande coraggio e spirito di conservazione, facendo luce piena e senza reticenze sull’accaduto. Avendo il coraggio di condannare eventuali suoi agenti, se questi come pare hanno sbagliato.

Ripeto, è una questione di autoconservazione. Della fiducia, della dignità, dell’onore.

C’è solo una cosa in questa storia che risulta positiva: la dimostrazione di come un blog possa fare informazione, creare controinformazione, fare notizia e portare altri media a parlare di un fatto prima taciuto. Non è ahimé una consolazione, per niente.


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Magari bravissima (update)

Magari è bravissima. Però l’andazzo di queste liste elettorali (cliccate sui link)…

PS: speriamo solo che questo PD resti Partito Democratico e non l’acronimo di un’invettiva.

Update 27-02-2008: l’altra sera parlavo con una persona e questa mi faceva notare come in fondo, non è detto che una ragazza ben “introdotta” necessariamente non possa essere brava e meritevole; oggi leggevo un po’ le stesse cose da Luca. Ora, ammetto che trovo condivisibili tutte queste posizioni, tanto più dopo certe candidature (vedi Serra) assai più discutibili.
Ripensando a quanto avevo scritto però, noto come non avevo espresso giudizi ma solo dubbi, proprio perché non conoscendola personalmente né politicamente non ero in grado di farlo. Alcuni dubbi restano, forse anche un pizzico di fastidio. Però pensare che ci siano persone in giro che lanciano pietre, mi dà da pensare. Almeno che non siano nel merito: quelle si, di critiche, sarebbero costruttive. Non strali o invidie ma ragionamenti. 


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Darsi un limite

Da anni questo blog reca due frasi come incipit. Una è da “La versione di Barney“, l’altra la sentii pronunciare da Paolini in un suo spettacolo teatrale e mi rimase impressa: “tiente largo, ma datte ‘n limite!“. Mi rimase impressa forse proprio perché viviamo in un Paese che un limite troppo spesso non se lo dà.

Ciriaco De Mita che sbatte la porta uscendo dal PD, non si è dato un limite, nemmeno quello del ridicolo. Ottant’anni, quaranta passati in politica, graziato dall’Ulivo che lo rimise in pista, pretendeva oggi anche una candidatura ufficiale…

Dopo il “corro da solo” e lo skyline di Spello, trovata geniale, per il primo discorso della campagna elettorale 2008, questa è la prima buona notizia, assieme alle trattative che vanno avanti coi radicali.

Per il resto, abbiamo già dovuto accettare 32 deroghe sul limite imposto delle tre legislature a cranio; accettare la riconferma della Binetti, l’accordo con Di Pietro; assistere al cerchiobottismo veltroniano che candida un Colaninno e un operaio della Thyssen-Krupp.

Insomma, almeno stavolta il PD un limite se l’è dato, evviva.

PS: ma la candidatura di Rutelli a sindaco di Roma lanciata da Veltroni, subito, fulmineamente, non vi sa di polpetta avvelenata? Della serie, se questo resta nella politica nazionale vorrà fare ancora il vice-premier e parlerà ad ogni piè sospinto, come ha sempre fatto. Meglio, assai meglio, fuori dalle balle! (io condivido, peraltro).


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L'importante è esser coerenti

Leggo che Di Pietro propone un massimo di due candidature per un politico. Gilioli fa notare come lui è stato eletto, appunto, già due volte, nel 1997 e nel 2006. Poi sbircio nei commenti e mi ricordo (retorico) di come nell’Italia dei Valori sia stato eletto un De Gregorio, changé la femme, o un Orazio Schiavone, in barba alla regola grillesca subito assunta a propria per cui nessun condannato dovrebbe sedere in parlamento. L’importante è essere coerenti…

PS: troppo ghiotta come notazione, tanto da vincere la pigrizia di questo periodo; triste invece pensare che Walter non vada poi così solo alle elezioni.