Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Re-start

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Siamo ancora tutti qui. Molte persone in questi giorni sono in preda alla noia e non vedono l’ora di tornare alla vita di prima. Esprimono il peso di questa condizione di isolamento, quasi come fosse un sacrificio enorme.

Non so se preoccuparmi o meno, ma la sensazione che ho invece io e che non ho alcuna voglia di tornare alla vita di prima. Non mi pesa l’isolamento, non mi pesa non incontrare altre persone, non mi pesa un lavoro meno frenetico e snervante.

Sono certo angosciato come tutti dalla crisi economica che – non ci son dubbi – arriverà pesante per molti e devastante per tanti. Allo stesso tempo però, mi rendo conto che in questi momenti si ha una lucidità in più dettata dal ritmo, dal tempo dilatato, dalla fatica in meno dovuta ai chilometri in auto quotidiani, improvvisamente azzerati.

Ci si rende conto dello spessore delle persone che si sono frequentate negli ultimi tempi, del loro reale valore. Le maschere cadono, le amicizie vere restano e quelle d’interesse, evaporano più o meno velocemente. Da segnarsele su un quaderno per le opportune pulizie future…

Si ridimensiona anche il concetto di business: una rincorsa alla crescita insostenibile e inversamente proporzionale, mi sembra ora, alla felicità e alla semplicità della vita. In questo momento mi chiedo per quale motivo ho fatto impresa tutti questi anni. Non è per me, non mi appassiona e non mi arricchisce. Sarebbe stato certo meglio fare il dipendente e non sacrificare tante energie sacrificando passioni e motivazioni personali.

Ogni offerta sarà vagliata con attenzione 😀

Eppoi il lato appassionato ed etico del lavoro. Pur avendo sempre perseguito dei valori umani anche nel lavoro, non sempre sono riuscito a non deludere gli altri, stretto a volte nella morsa dei conti o delle scelte dirimenti. Ma soprattutto…

La domanda più insistente e urgente da porsi nella vita è: cosa stai facendo per gli altri?

Martin Luther King

Mi rendo conto che ho finito per fare, bene per carità, un lavoro che però spesso è fine a se stesso. Non mi definisce per l’uomo che voglio essere. E così in questi giorni ho la testa che frulla su nuovi progetti legati al no profit e alla condivisione. Non so se ne uscirà qualcosa di buono, ma so che sarà condivisa – fossero anche solo idee – con persone con cui ho piacere di collaborare (o per dirla come Nicola Palmarini, “collavorare”).

Sulla base di questa nuova lucidità, si potranno fare scelte importanti. Tutti. Non perdete questa occasione.

So che le cattive abitudini (cit. Bugo-Morgan) torneranno presto, molto presto, per tanti. Ma provate a investire per essere migliori. Sarà un primo passo per un Mondo migliore.

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