Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Natale buono? Bah…

La notizia appresa poche ore fa della morte di Benazir Bhutto in Pakistan, alla vigilia delle elezioni presidenziali già così difficili e piene di morte, atti unilaterali e interessi, mi ha scosso profondamente. Non che considerassi la Bhutto la soluzione ai problemi o una persona al di sopra di qualsiasi sospetto. Il fatto è che è l’ennesima notizia infausta che insanguina il Pakistan e il Mondo. E’ l’ennesima persona morta per la politica. Per dire la propria. Per un confronto che dovrebbe essere solo verbale.

Ecco, questo fa il paio col silenzio assordante della Birmania, coi bambini che sniffano colla negli slum kenyoti (o ovunque altrove a parità di condizioni), coi rospi che il 26 dicembre non trovano di meglio che fare se non ricattare un governo per interessi del tutto personali, che aggiungono inutili parole alle troppe già spese. Con le finte o vere elezioni russe, sbagliate a prescindere dai risultati. Con tutta questa montagna di merda cui ci stiamo abituando. Ormai il naso è assuefatto all’odore. Tra poco inizieremo anche a mangiare… e diremo, ci scommetto, che buona questa merda.

Così, la scelta di fare quest’anno come regali solo donazioni a onlus o enti fidati che lottano contro una situazione di fatto, mi pare una goccia nel nulla, un gesto quasi inutile. Almeno oggi, che prevale lo sconforto.

Non servirebbe nemmeno esser tutti santi. Basterebbe esser solo uomini…

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1 Commento

Diritti umani e democrazia

Il riconoscimento dei diritti umani anche più basilari è oggi chimera in molte parti del mondo. Ci sono Paesi che non sono democratici e che reprimono (vedi Birmania); Paesi che non sono democratici ma sono in qualche modo riconosciuti ed accettati dalla comunità internazionale che poi al dunque mostrano il lato peggiore del potere (vedi Pakistan oggi, con arresti di massa alcuni eccellenti); poi ci sono quei Paesi che sono tanto democratici da volerla esportare la democrazia, come gli Usa, peccato poi leggere per puro caso, un documento come questo.


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United States of Pakistan

dal Corriere di oggi, un estratto da pagina 44:

“In Pakistan, adesso, Washington si trova dinanzi a una situazione senza via d’uscita. E’ il risultato di una politica che l’America ha per molto tempo fondato su un’incrollabile fiducia nella sua forza militare, alla quale si è accompagnata l’ignoranza della realtà strategica, della cultura e della psicologia della regione. […] Gli Stati Uniti vogliono un Pakistan compiacente, che esegua con diligenza la parte che la loro visione egemonica nella regione gli assegna. Perciò gli attuali appelli per la democrazia sono frutto del panico e appaiono vuoti, dopo sei anni di sostegno alla dittatura di Musharraf.”

Graham E. Fuller, ex vice-presidente del National Intelligence Council della Cia