Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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ARIAMAX O ARIADSL, PESSIMA SCELTA

Avevo provato Aria S.p.A. per portare Adsl e telefono nella nuova casa, in campagna e con qualche problema di connessione alla rete ordinaria. Il contratto è stato facile da siglare ed il router è arrivato poco dopo. Avevo scelto l’addebito su carta di credito.

Come funziona: hai 10 giorni per installarlo e testare la qualità del segnale e del collegamento Internet. In quei 10 giorni puoi considerare il contratto congelato e data la tecnologia, mi sembrava un’ottima garanzia.

Peccato che i problemi principali li ho avuti sulla telefonia, che viene attivata dopo i 10 giorni e dopo che si conferma di voler mantenere il contratto! Non parliamo poi della number portability: in pratica mi hanno fatto perdere il numero, di rinvio in rinvio.

Visti i problemi (linea telefonica con pessima qualità sonora, router che va riavviato spesso perché altrimenti il servizio fonia si blocca e te ne accorgi solo quando le persone ti chiamano sul cellulare dicendo che sei irraggiungibile, number portability sempre procrastinata, ecc.), ho deciso a suo tempo di disdire il contratto, indicando comunque che avrei saldato senza problemi i costi previsti e il servizio goduto fino a quel momento.

Avevo dato per pagata la prima fattura, proprio in virtù della carta di credito associata al contratto. Mi ero dimenticato però di un cambio di carta nel frattempo, cosa che non ha reso possibile ad Aria addebitarmi il saldo della prima fatturazione.

Hanno chiamato o inviato mail o fax di sollecito? No. Diversi mesi dopo mi arriva un’ingiunzione di pagamento da tale Fire S.p.A., una società di recupero crediti. Tono serio del caso ma che mi fa sorridere, visto appunto la mia disponibilità a pagare ed il pessimo servizio di gestione del cliente di Aria.

Pago subito con bollettino e chiudo la vicenda… E no, troppo facile.

Sono nel frattempo arrivate altre due fatture, come se io non avessi mai disdettato il contratto! Solito problema, riportano ancora come metodo di pagamento l’addebito su carta di credito.

Decido dunque di attivarmi e chiamarli al numero di assistenza clienti 800 242929. Al call center rispondono solo se ci si identifica come nuovo cliente. Se provi con l’assistenza amministrativa o tecnica, passi inutilmente 20 minuti al telefono in attesa di un operatore che non arriverà mai. Se ti presenti come nuovo cliente, in 10 secondi sei collegato…

Peccato che poi ti rigirano al servizio amministrativo e non ne esci più. Sono ancora in linea e siamo ad altri 20 minuti. Totale tempo sprecato stamattina, 1 ora.

Riepilogando, evitateli. La qualità della fonia è discutibile, la linea adsl non eccelsa anche con segnale pieno (va benissimo solo il primo mese, mese e mezzo, chissà come mai), ma soprattutto hanno un customer care ed un’amministrazione inadatta ad una società che vuole stare sul mercato.

Vediamo se nell’anno 2012 risponderanno al telefono 😦

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Vendo vendo vendo

Avviso: post del tutto autoreferenziale…

Su Ebay ho messo invendita tre oggetti:

  • un disco rigido portatile/esterno IBM da 40Gb in perfette condizioni, che vendo perché Time Machine ha bisogno per backuppare i due MacBook di casa di maggior spazio… ma va che è una scheggia e soprattutto è uno dei dischi più piccoli che ho visto in giro
  • un ingranditore fotografico Durst M302, per il formato 35mm… stampo sempre meno e solo formati molto grandi, per cui preferisco fare spazio in casa e cassa in tasca, anche se parliamo si e no di 100 euro come valore atteso
  • un’asciugatrice della Ardo per i panni di casa, perfettamente funzionante e come nuova (Ardo è un marchio del gruppo Merloni, dunque Ariston, Indesit, ecc.)

Ecco, se a qualcuno possono interessare, ora avete il link.


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A scoppio ritardato

Va così in questo periodo, abbiate pazienza… leggo una notizia, mi viene in mente che vorrei scrivere una cosa poi o non la scrivo o lo faccio quando è passato un mese. In questo caso, dico solo che sono rimasto “sorpreso” dal comunicato stampa uscito dal Vaticano a difesa di Marcinkus. C’è ancora qualcuno che crede nella rettitudine del prelato morto qualche tempo fa e dello Ior?


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Darfour

Quanto silenzio da queste parti in queste ultime settimane… Rompiamolo allora per una giusta causa. Riprendo e rilancio il comunicato che per primo è comparso su Italian Blogs for Darfour:

Roma, 5/6/08 – Parte oggi, anche in Italia, la campagna internazionale per la giustizia in Darfur, grazie alla collaborazione nata tra Italians for Darfur, associazione per i diritti umani in Darfur e membro della Save Darfur Coalition, e i Negramaro, una delle più importanti e note band italiane.

“Giù le mani dagli occhi – Via le mani dal Darfur” è il messaggio del video, presentato in anteprima al concerto del 31 Maggio a San Siro, attraverso il quale i NEGRAMARO rilanciano l’appello di Italians for Darfur al Governo Italiano affinchè esprima profonda preoccupazione, presso le Nazioni Unite, per la volontà del governo sudanese di non consegnare alla Corte Penale Internazionale i due principali sospettati di crimini contro l’umanità, Ahmad Harun and Ali Kushayb. Il video vuole essere anche una denuncia del silenzio dei media sulla crisi umanitaria in corso da oltre cinque anni in Darfur, che ha provocato oltre 300.000 morti e due milioni e mezzo di sfollati: i sei componenti della band salentina, che hanno gli occhi coperti da mani non proprie, sono seduti a semicerchio davanti a un televisore non sintonizzato.

Il procuratore capo del Tribunale Penale Internazionale, Luis Moreno Ocampo, riferirà oggi 5 giugno (n.d.r., Ocampo ha presentato un rapporto qui rinvenibile ufficialmente in pdf) al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, della situazione dei diritti umani in Darfur.

Il Tribunale Penale Internazionale ha emesso un mandato di arresto per i due principali sospettati di gravi crimini contro l’umanità da oltre un anno, dal 27 Aprile 2007. Ahmad Harun e Ali Kushayb, rispettivamente Ministro agli Affari Umanitari e capo della milizia janjaweed, hanno a loro carico ben 51 capi di accusa per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, incluse esecuzioni sommarie, persecuzioni, torture e stupro, ma non sono stati ancora consegnati dal governo sudanese all’ autorità internazionale.

Italians for Darfur e le associazioni della Save Darfur Coalition chiedono che le Nazioni Unite adottino una nuova risoluzione affinchè il Sudan cooperi completamente con la Corte Penale Internazionale.”

PS: nonostante la notizia della presentazione del rapporto di Ocampo alle Nazioni Unite sia comparso sulle principali agenzie di stampa, chiaramente Tg e giornali di casa nostra hanno dato maggior spazio agli europei di calcio…


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Altro che Waterloo

Kevan Gosper e la pessima uscita sulla stampaIn confronto al manager Tim che ribalta la storia a suo piacimento, chi deve veramente vergognarsi è Kevan Gosper, responsabile delle comunicazioni del Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

Cito dal Corriere.it di ieri:

“Queste persone non fanno altro che riversare il proprio odio su qualunque questione sia in voga e tutto questo odio contro il Paese ospitante ora si riversa sulla torcia”.

E ancora, ha definito i manifestanti “guastafeste professionistiche non hanno alcun rispetto per gli sforzi compiuti dalla Cina per organizzare i Giochi.

“Gli organizzatori dell’Olimpiade cinese hanno dovuto affrontare un mucchio di problemi per mettere in piedi una delle più grandi Olimpiadi di tutti i tempi e questi guastafeste sono troppo pieni di odio e di rancore per preoccuparsene”.

Personalmente di queste affermazioni mi vergognerei. Allo stesso tempo non mi interessa quali sforzi la Cina ha compiuto a livello organizzativo se non risponde allo spirito olimpico. Con questo concetto allora il colonialismo è stato ineccepibile, visti gli sforzi che i colonizzatori hanno compiuto nel costruire strade e ferrovie…

Il signore qui sopra forse rappresenta fin troppo bene col suo ghigno il peso degli interessi economici che hanno portato alla scelta di Pechino per le Olimpiadi 2008 e quanto questi siano e saranno sempre superiori agli interessi umanitari che da mezzo mondo in questi giorni stanno rivendicando la fine delle violenze in Tibet.

Forse sperano che col fischio d’inizio tutto venga dimenticato. Io ancora ho nello stomaco e nella testa le immagini della Birmania, dove nulla è cambiato. Per ora.


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No future

La rottura dei sindacati con AirFrance-Klm mi ha portato ieri sera a pensare due cose.

Primo: in un paese normale i sindacati coinvolti si sarebbero dovuti accollare la responsabilità di ciò che comporta una rottura come questa. In Italia, probabilmente, nessuno gliene chiederà mai conto incalzandoli seriamente (bravo Ivan Scalfarotto oggi, parole assai condivisibili) e come sempre continueranno in questo gioco al massacro ancora ed ancora.

Secondo:  sul declino di questo Paese, i sindacati hanno un peso importante. Hanno ingessato, bloccato, annichilito ogni ricerca di ricambio/modernizzazione, difendendo in maniera cieca ed egocentrica i soli interessi consolidati. In pratica, hanno sempre (o quasi) difeso negli ultimi dieci/quindici anni interessi corporativi e particolari, traducibili in tessere e adesioni sicure. Non l’interesse di una nazione. Poco l’interesse di un precario. Ad esser difese sono sempre quelle categorie fidelizzate.

Vedremo se il risultato di evitare n esuberi non comporti per contro una dismissione totale. Epperò, se così sarà, vorrei che pagassero il prezzo di una scelta cieca come quella operata.