Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Le trivelle di Mr. Bean

Il nostro Paese ci regala sempre qualche delusione. Annunciata, ma che rimane tale. Di più: il dibattito che ne segue e le posizioni che si alternano, rendono fastidiosa oltre ogni limite la delusione dell’ultimo minuto.

Il referendum che è stato chiamato con grande banalizzazione, anti-trivelle o stop-trivelle, era un referendum tutt’altro che rivoluzionario! Non proponeva alcun intervento retroattivo, non metteva in discussione alcuna concessione già ottenuta. Semplicemente, come anche razionalità suggerirebbe, diceva che alla scadenza della concessione, non si poteva continuare a estrarre gas o petrolio dal fondo marino (entro le 12 miglia) all’infinito.

Certo, prevedeva l’impossibilità di rinnovare tali concessioni, ma visti i dati sullo stato di salute di alcune zone marine accanto alle oltre 80 (!) piattaforme presenti nel nostro mare, era un obiettivo secondo me condivisibile per chi ama la natura e vuole trasferirla ai propri figli se non integra, decente.

Ebbene, come sempre, più che informazione si è fatta disinformazione interessata e prezzolata, in un Paese dove Eni&co hanno poteri amplissimi e in qualche caso, ambigui. Tanto che anche Matteo Renzi, Presidente del Consiglio in carica, ha non solo avallato la scelta di una votazione autonoma e separata del referendum dalle amministrative, su cui si poteva disquisire o meno ma poteva essere una scelta legittima (se ce la fai, cammina con le tue gambe), ma è stato rappresentante sfacciato del No.

Qui, trovo un cortocircuito istituzionale insopportabile. Ritengo abbia sbagliato e in modo grave. Un Presidente del Consiglio che si rispetti, secondo me, non può incitare al non voto laddove il voto, qualsiasi sia, è lo strumento principe di una democrazia.

Il culmine si è avuto poi ieri sera, con una conferenza stampa giuliva che ha del ridicolo. Si è premurato di farci sapere che era felice dell’astensionismo in qualche modo. Soprattutto, con una motivazione che meriterebbe un fact checking reale: il mantenimento dei posti di lavoro.

Signori miei, sono una manciata di posti e non erano in discussione fino al termine delle concessioni. Se vogliamo trovare mala-informazione, partiamo dal nostro Mr.Bean semmai, portavoce dell’industria estrattiva più che arbitro imparziale delle scelte e delle volontà dei cittadini.

La cosa che più amareggia (tolta la Basilicata, splendida eccezione di questa domenica!) è l’indifferenza dei singoli. Se la trivella non è dentro il loro giardino, se ne fregano. Come sempre. Viviamo in un Paese dove gli interessi privati sono sempre maggiori di quelli pubblici e comuni. Ed è questa la vera tristezza, perché da assai poca fiducia sul futuro nostro e dei nostri figli.

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Alemanno a cena da Berlusconi

Questa sera Alemanno, sindaco di Roma ed esponente di spicco della fu An, era a cena con Berlusconi. Il Pdl ormai racchiude in sé forza di governo e opposizione (quella vera fa assai meno rumore e scalpore) e dunque tutti i giornalisti scalpitano per sapere cosa si siano detti e come sia andata. Tutti vogliono il sangue, lo scontro Fini – Berlusconi…

A mezzanotte Francesco Verderami del Corriere della Sera e un altro giornalista del Messaggero, continuano a chiamare sul cellulare l’ufficio stampa del Sindaco. Il Sindaco è però ormai ad una festa di compleanno (il suo medico?). Chi tiene in suo cellulare riceve istruzioni da chi ha parlato con i giornalisti. Finita la festa e prima del successivo impegno in programma (ma non dorme?), Alemanno potrebbe richiamare Verderami rilasciando una dichiarazione.

Il tutto dona la sensazione che nello scenario attuale, solo notizie interne al Pdl potrebbero riempire la prima pagina. Il Pd continua a marginalizzarsi in gran parte da solo. E’ tardi, è ora che io vada a letto. Domani leggeremo i giornali. Buona notte.


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Basterebbe essere banali

Ci sono considerazioni così banali e che sento diffuse e condivise da molti, che scriverne sembra appunto, “banale”. Epperò il pensiero che mai negli ultimi anni siano state prese seriamente in considerazione dalla politica, porta a dire che occorre ripetere fino alla nausea quanto sembra forse solo a pochi banale.

Se dal 1994 si perde, elezione dopo elezione, vuol dire o che il sentimento di un Paese è fortemente orientato o che le scelte politiche di quella che resta opposizione sono sbagliate, in parte o in tutto. Come leggo anche da Luca, la linea dell’antiberlusconismo è una linea perdente.

Come dice qualche altro, la reiterazione del nome e dell’immagine di Berlusconi sui media, da parte del centro-destra come del centro-sinistra, rafforza e non lede il suo “carisma”, dunque è sbagliata come approccio comunicativo dell’opposizione, che dovrebbe evitare di offrire ulteriori sponde ad una presenza di suo dilagante.

Per fare questo bisogna avere delle proprie idee… e forse qui casca l’asino, oserei dire. Perché di idee originali, forti e condivise, negli ultimi anni ne ho sentite poche dal Pd. Anzi, nell’ultimo anno non ho proprio sentito il Pd, come fosse una forza marginale nel panorama italiano. D’accordo il rifiutare la rissa o i toni alti, ma almeno farsi sentire!

Poi c’è l’inseguimento dei centristi, che non ha mai portato alcun successo. Non contestare le parole della CEI pur non condividendole o continuare a corteggiare timidamente il centro, disperde il certo a sinistra per l’incerto al centro. Almeno fino a prova contraria, che non è mai stata ad oggi presentata.

Il Pci aveva una base popolare ed operaia, estesa e stabile nel voto (generalizzazione estrema, sorry). Nel Pd c’è buona parte del fu Pci, dopo diversi maquillage ma alla fine così è. Se oggi perdi il voto proprio dei ceti bassi, non puoi fare lo gnorri. Lo hai perso per strada, a forza di ragionamenti da salotto e in alcuni casi, miopie di comodo. Non puoi far finta di nulla, perché lo avevi e lo hai perso, dunque sai di cosa si sta parlando!

Hai candidato anche stavolta candidati condannati o discutibili sul profilo giudiziario. Almeno non fare allora il primo della classe, perché risulti antipatico… l’ultima volta che hai moraleggiato sulle “mignotte” ti sei fatto beccare a “trans”, tienilo a mente come lezione per il futuro.

Ma dici: almeno stavolta con tutti gli scandali che ci son stati nel centro-destra (onorevoli arrestati, ricostruzioni post terremoto ben diverse da quelle raccontate nei Tg, intimidazioni alle Authority lampanti e registrate su bobina, il ritorno dell’immondizia in Campania, le cazzate nel presentare le liste col susseguirsi di attacchi indecorosi a mascheramento dei propri errori, le violazioni di legge comiziando durante il voto stesso, ecc. ecc. ecc. ad libitum), aivoglia ad argomenti anche solo di contrasto, di voci controcorrente, di orgoglio… macché, un silenzio assordante rotto da qualche voce timida (e non nascondiamoci dietro all’occupazione dei media).

Poi viene il dopo elezioni e te ne esci che è colpa di Grillo… allora sai che c’è? Continuerete a perdere per il resto dei vostri (e purtroppo nostri) giorni.

Se volete vincere, cercate le cause delle sconfitte internamente; capite cosa comunicate realmente e cosa no; abbiate il coraggio (vero) di aprire a nuove voci e di ascoltarle e dargli credito e potere; siate d’esempio agli altri e rifiutate accordi comodi e trasversali, mischiandovi alla peggior politica per interessi personali; abbiate il coraggio di allontanare tante persone e di pronunciare la parola dimissioni.

Un elenco di banalità, questa è la cosa che fa più male.


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Su Sky e Berlusconi e Uòlter

Leibniz riassume tutto quello che in questi giorni vado dicendo a parenti e conoscenti parlando della questione. Solo che sono pigro di questi tempi e dunque tanto collimano i miei pensieri che li riporto nudi e crudi, chiedendovi poi per correttezza di cliccare qui che di cose scritte bene ce ne son parecchie 😉

Questa cosa di Sky è ridicola.

  • È ridicola Sky perché la vita normale è già tassata al 20% e la maggior parte di noi non usufruisce di tassazioni agevolate.
  • È ridicola perché da un aumento di iva non discende direttamente un aumento del canone (chiedetelo a qualsiasi commerciante).
  • È ridicola perché Sky si sporca platealmente le mani con la politica, cosa che invece, prima dell’altro giorno, era proprio uno dei pregi di Sky.
  • È ridicola perché la D’Amico è riuscita a mettere le uniche vesti che non la fanno sembrare una figa spaziale, quelle di Masaniello.
  • È ridicola perché la gente, invece di scrivere al Governo per agevolare un’azienda che con la gente ci guadagna, dovrebbe scrivere a Sky per dire: “Ma che cazzo state a fa’?! Piuttosto di fare gli spot, la smettete di dare a ripetizione i film con Vaporidis?”.

Il Pd, in questa cosa di Sky, è ridicolo.

  • È ridicolo – anzi deprimente – Veltroni che s’inginocchia a Murdoch e dice che il ripristino dell’iva è «un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e da lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il paese».
  • È doppiamente ridicolo perché tenta a mossa più populistica di tutte: quella dell’appello ai tifosi di calcio. In fondo Uòlter resta sempre quello dei circenses.

Berlusconi, in questa cosa di Sky, è ridicolo.

  • È ridicolo quando dice che non c’è conflitto d’interessi, perché quello in materia di tv – finché vive – ci sarà sempre.
  • È ridicolo anche quando dice che Sky e Mediaset non sono concorrenti: come se inserzionisti televisivi e pubblico televisivo avessero altra scelta che non scegliere la… televisione.

Adesso, però, vado che su Sky Cinema 1 c’è Romanzo Criminale, una bella serie tv prodotta anche da Rti, cioè Mediaset.


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The sound of silence

Quasi ci siamo. Domani avremo un giorno di silenzio da questa campagna elettorale peraltro sottotono, sopratutto a livello locale. Qualcuno parla di 4 punti percentuali di distacco a ieri tra Pdl e Pd, ma per il peso che do ai sondaggi politici in Italia, direi che vale la pena attendere lunedì notte per capire dove siamo finiti (brace o padella?).

Il caffé con Clooney di Uàlter, è stata una di quelle mosse cui il nostro di ha abituato negli ultimi anni, anche riuscita se vogliamo, tanto da finire in qualunque telegiornale. A cena ieri sera qualcuno sottolineava però come non fosse mossa dissimile da quelle di Silvio, che da sempre si circonda di nani e ballerine. Forse sì, con un pò di classe in più.

La Madia fa sfoggio intanto della sua inesperienza, sbandierata in fase di presentazione e più volte ricordata. Così pubblica una sua intervista per “A” come rilasciata a “Vanity Fair”. Iniziamo bene… La Santanché ha sparato gli ultimi fuochi (o fiamme) pensando sempre a come Berlusconi voglia le donne o lei, insomma, questione di posizioni. Bossi & Co. minaccia di impugnare i fucili sulle stesse decisioni prese dai suoi (vedi schede elettorali). Il Berlusca attacca ogni giorno le istituzioni, i comunisti (ancora?), ora pure Totti; parla di brogli dimenticando che la volta scorsa il ricontrollo delle schede andò peraltro a suo sfavore (!), ma messianicamente finisce sempre con la richiesta di “evangelizzare” quei tonti ancora indecisi. Milly d’Abbraccio a Roma pubblica il suo culo, poi dice che è colpa del grafico.

Intanto i due comitati romani per Alemanno e Rutelli hanno dimostrato flemma incredibile, difficoltà nel reperire volontari (soprattutto Rutelli, in ogni caso per entrambi non mi stupisco affatto), grossa dose di impreparazione e non professionalità nella gestione degli eventi e della campagna in genere. Io comunque il voto a Rutelli non lo darò, mi spiace, a costo di verbalizzare il rifiuto al voto per il Comune di Roma: la questione referendum fecondazione assistita e l’aver introdotto in Parlamento la Binetti, non potrà mai essergli perdonato.

Dunque, facendo due conti, 24 ore di silenzio ci stanno tutte. Tanto lunedì sera partiranno accuse, dinieghi, celebrazioni e il solito gran vociare di chi parla così forte da non sentire più gli altri. Eppure, io voterò. Perché alla fine, nonostante tutto, delle note nuove in questa campagna ci sono state e perché in fondo, la speranza di non cedere nuovamente a chi è istituzionalmente improprio, cova sempre sotto la cenere.

Stop, silenzio.