Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Me l'ero perso per strada

Non il blog, anche se ammetto di averlo lasciato incustodito per quasi un anno se non più. Nel titolo faccio invece riferimento a Mattia Feltri, che leggevo sempre sul Foglio quando compariva costantemente nelle lettere al direttore. Wittgenstein me l’ha ricordato oggi, citando un suo articolo sulla Stampa che descriveva con dovizia di particolari ed ironia il litigio tra Berlusconi e Carlomagno. Aveva ragione Luca: si ride a crepapelle.

Si ride meno sullo scenario, su chi ci rappresenta, sul come sia possibile che un partito di governo e di maggioranza possa “bucare” la presentazione delle liste, su come sia possibile che l’opposizione cavalchi sempre gli argomenti sbagliati con armi spuntate, sulla riproposizione di quella falsa tutela che è la par condicio, sul fondo che non è mai raggiunto per davvero, perché c’è sempre un nuovo giorno.

Riniziamo a scrivere. Più ottimisti nella propria vita privata. Più disillusi nella propria vita pubblica.

Comunque sia, ben ritrovati.

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Hot line

Oggi ero in auto, stremato dal traffico romano sotto Natale che se possibile è peggio di quello solito, quando alla radio hanno trasmesso per intero la telefonata tra Berlusconi e Saccà che spopola in questo momento ovunque. Ne avevo appena letto ma non avevo avuto ancora tempo di approfondire. Sono rimasto a bocca aperta, non giudicandomi peraltro io persona ingenua. Per i seguenti motivi:

  1. che una telefonata privata compaia sui media nazionali e circoli liberamente mi sembra un fatto di una gravità inaudita; la telefonata deve e dovrebbe restare nei palazzi di giustizia, se così non è, i responsabili dovrebbero essere individuati e puniti severamente.
  2. Saccà mi ricorda un poco Fantozzi alla vista del mega-capo-generale, deferente, agitato e servizievole, un mix assai imbarazzante.
  3. Berlusconi che dice di venir scambiato per il Papa è il mega-capo-generale di Fantozzi, nel modo anche di porsi e di dettare agenda.
  4. le cose che si sono detti sono anch’esse imbarazzanti, non per la gravità (sono gravi ma è un malcostume che non sconvolge né sorprende ormai, anche se condannabile e deprecabile) quanto per la pochezza, l’italiano, il frasario; mi hanno ricordato le trascrizioni di Moggi, che non è un bel dire.
  5. la difesa di Berlusconi, sul fatto che tanto in Rai funziona così, è disarmante, come a dire che se uno ammazza allora tutti sono giustificati a farlo, una delle prime cose che da bambino cercano di farti valutare come sbagliate; aggiungere poi che chi ci lavora o si prostituisce o è di sinistra, fa venire l’imbarazzo della scelta su quale delle due opzioni abbiano scelto le ragazze così premurosamente consigliate a Saccà.