Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Olimpiadi cinesi

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Altro che Waterloo

Kevan Gosper e la pessima uscita sulla stampaIn confronto al manager Tim che ribalta la storia a suo piacimento, chi deve veramente vergognarsi è Kevan Gosper, responsabile delle comunicazioni del Cio (Comitato Olimpico Internazionale).

Cito dal Corriere.it di ieri:

“Queste persone non fanno altro che riversare il proprio odio su qualunque questione sia in voga e tutto questo odio contro il Paese ospitante ora si riversa sulla torcia”.

E ancora, ha definito i manifestanti “guastafeste professionistiche non hanno alcun rispetto per gli sforzi compiuti dalla Cina per organizzare i Giochi.

“Gli organizzatori dell’Olimpiade cinese hanno dovuto affrontare un mucchio di problemi per mettere in piedi una delle più grandi Olimpiadi di tutti i tempi e questi guastafeste sono troppo pieni di odio e di rancore per preoccuparsene”.

Personalmente di queste affermazioni mi vergognerei. Allo stesso tempo non mi interessa quali sforzi la Cina ha compiuto a livello organizzativo se non risponde allo spirito olimpico. Con questo concetto allora il colonialismo è stato ineccepibile, visti gli sforzi che i colonizzatori hanno compiuto nel costruire strade e ferrovie…

Il signore qui sopra forse rappresenta fin troppo bene col suo ghigno il peso degli interessi economici che hanno portato alla scelta di Pechino per le Olimpiadi 2008 e quanto questi siano e saranno sempre superiori agli interessi umanitari che da mezzo mondo in questi giorni stanno rivendicando la fine delle violenze in Tibet.

Forse sperano che col fischio d’inizio tutto venga dimenticato. Io ancora ho nello stomaco e nella testa le immagini della Birmania, dove nulla è cambiato. Per ora.


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Siamo uomini o caporali?

Da Totò a Monicelli: non avevamo in fondo noi italiani il mito di Oreste Jacovacci e Giovanni Busacca, i due soldati che ne La Grande Guerra alla fine preferiscono la fucilazione al tradimento?

Lo diciamo sempre che sì, siamo italiani con tutti i nostri difetti ma abbiamo anche un grande cuore, che poi al momento opportuno ecc ecc. A leggere però dei nostri politici che non vogliono ricevere il Dalai Lama, viene da dire che di sicuro abbiamo più cuore che palle (il che semplicemente vuol dire che essendo inesistenti le seconde, il primo è assai piccolo lo stesso).

Concordo con Marco Pannella, l’Italia dovrebbe ricevere ufficialmente il Dalai Lama, che peraltro non è un terrorista, né un estremista né un facinoroso che intende distruggere la Cina. O, in caso contrario, accetteremmo una volta ancora il concetto secondo cui i soldi governano l’etica, rigorosamente a due velocità.