Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Indulto e amnistia reloaded

Su questo blog ho scritto a lungo negli anni scorsi di provvedimenti di clemenza verso i detenuti, che si chiamassero indulto, amnistia o misure alternative.

Potete leggerne a questi link:

E ne mancano almeno altri 4 o 5 che potete trovare usando la funzione Ricerca di questo blog.

Leggerete cosa pensavo allora e cosa penso oggi di questi provvedimenti, del sistema carcerario e di come in Italia il concetto base della pena riabilitativa venga tradito dalle condizioni inumane di detenzione. Dunque, ritengo di non essere sospettabile di giustizialismo e/o demagogia per quello che scriverò oggi.

Oggi sono contrario all’amnistia proposta da Napolitano e di cui si sta discutendo in questi giorni. Sono contrario non senza pena e pietà per chi attende un provvedimento di questo tipo in cella. Sono contrario contro i miei principi. Sono contrario perché un provvedimento di clemenza che mira ad alleggerire la capienza delle strutture carcerarie ha senso nel momento in cui sia il primo passo verso soluzioni definitive al problema, strutturali. Doveva essere così nel 2007, salvo poi sparire da ogni giornale e dalla bocca di ogni politico che si era battuto pro o contro l’indulto. Sarebbe così anche stavolta. Dunque, occorre una presa di coscienza collettiva che dia forza e spinta ad un piano organico e di medio periodo, dove il primo step sia l’amnistia ma contemporaneamente – e con copertura finanziaria e certezza dei tempi – si intervenga su tutto il sistema giustizia.

Su questo mi piacerebbe che Renzi non si limitasse ad una convenienza elettorale o di “rispetto della legalità”, ma si spingesse oltre, primo tra tutti, dicendo come affrontare un problema che tale è e tale resterà senza un progetto degno di questo nome.

 

 

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Un Paese che cade dal pero

Siamo un Paese ben strano, capace di infuocarsi su singoli casi e mai capace di trovare soluzioni generali e risolutive.

E’ stato così per l’indulto, di cui ancora si discute con fuorvianti statistiche o titoli di giornali sensazionalistici: l’indulto è un provvedimento spot, teso a risolvere un problema contingente ovvero il sovraffollamento delle carceri, ma che non incide sulle linee di tendenza del fenomeno più generale. Serve e serviva solo a guadagnare tempo per una riforma capace di evitare il problema alla fonte, diminuendo il flusso in ingresso e trovando misure alternative alla carcerazione. Chiaramente, nessuna riforma è stata varata, anzi, nemmeno se ne parla più e non è più individuato come problema. Tra dieci anni o forse anche meno, ci troveremo forse ancora a parlare di indulto…

E’ così con il testamento biologico e con la buona morte. Il caso Welby ha fatto sensazione, ha fatto discutere, ha generato un profondo dibattito. Di una legge che metta chiarezza nella materia, però, nessuna traccia. Così, il padre di Eluana Englaro, oggi, assisterà ad una seduta della Cassazione sul destino di sua figlia, da 18 anni in stato vegetativo. Spero di no, ma ho molta paura che si vivrà l’ennesimo nulla di fatto. Mi chiedo anche se sia corretto che un potere dello Stato debba ogni volta sostituirsi, nel bene e nel male, ad un altro preposto invece a indicare la strada mediante la promulgazione di leggi ad hoc. In questo senso, il lavoro di alcune associazioni come quella intitolata a Luca Coscioni o A Buon Diritto, guidata da Luigi Manconi, fanno un lavoro molto importante, rintuzzando continuamente la nostra memoria fallace.


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Indulto

Dopo l’indulto colpi in banca raddoppiati“.

Aggiungerei: dopo l’indulto Lebowsky ha fumato di meno e pisciato un terzo di più.

PS: abbiamo ammantato le statistiche di valore scientifico, dimenticando che i risultati dipendono dal metodo e dai dati che si è scelto di prendere in considerazione, oltre che dai ricercatori; oltre ciò, preferiamo evidentemente alimentare una paura popolare anziché risolvere i vari problemi che hanno portato ad una decisione eccezionale come l’indulto, problemi al momento irrisolti ed anzi quasi dimenticati.