Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


Lascia un commento

Otto e mezzo update

Lo dicevo il 22, poi ieri sera nell’appuntamento con Alemanno mi si è quasi accapponata la pelle… mi pare che anche Grasso la pensi alla stessa maniera, andandoci pesante (il giudizio su Berti è pur’esso condivisibile).

PS: complimenti al Corriere per questo bell’errore…

Errore ortografico su Corriere.it

Annunci


3 commenti

Tzunami marrone (o al lupo al lupo 2)

Uno.
Nella pozza di cacca in cui avrebbe dovuto “navigare” Ferrara è stato lanciato un sasso e l’onda sta sommergendo tutti i media, cosa un pò imbarazzante perché come al solito la dice lunga sullo stato della nostra società e sull’attenzione alle questioni di contorno piuttosto che ai problemi reali.

Due.
Il fatto che le parole non sono pietre ma nemmeno aria, è avvalorato dal numero di commenti accidiosi, volgari, violenti e stupidi che via via si stanno assommando in blog e giornali. Luttazzi ha lanciato parole, gli altri si preparano a scagliar pietre. Facendo peraltro un pessimo servizio al loro “assistito”.

Tre.
In una società civile la libertà non è infinita ma si misura sul rispetto delle regole di convivenza e non solo delle leggi. Ovvero, ci sono leggi non scritte, legate al buon senso, al rispetto reciproco e alle abitudini acquisite, parimenti importanti. Insomma, non è sufficiente inneggiare ai Tribunali come come bilancia del giusto/consentito.

Quattro.
In una società privata, un editore è libero di scegliere la linea del proprio giornale o canale televisivo, con buona pace di tutti. Ne risponderà sugli ascolti, magari.  Dire che non può mi sembra contrastare col concetto di mercato cui dobbiamo, volenti o nolenti, confrontarci.

Cinque.
Complottismo sempre e comunque, oscuri disegni e giochi di potere… che palle! Ma una volta provare a leggere la realtà senza ideologie o preconcetti? Se Ferrara vi sta antipatico, non necessariamente un’offesa alla sua persona , se tale è,  deve essere difesa a spada tratta. Si può anche riconoscere un errore del proprio “beniamino” senza per questo sostenere la “vittima”. Ho letto addirittura che dietro questa cacciata c’è stato il lavoro della Chiesa, tanto attaccata (ed a ragione) da Luttazzi. Bene, benissimo: se così è, male ha fatto Luttazzi a dare motivo alla rete di sospenderlo, a fornirne il pretesto.

Sei.
Mi sono così stancato a leggerne, che mi pare un pò assurdo essere arrivato fino al punto sei. Magari di cose da dire ce ne sarebbero ancora tante, certo, ma alimentare ulteriormente la polemica forse è inutile. Ecco, forse che Luttazzi in trasmissione da Ferrara dovrebbe andarci, dimostrando coraggio e idee oltre che aprirsi al confronto con uno dei suoi  bersagli prediletti.


1 Commento

Al lupo al lupo

Apprezzo Daniele Luttazzi, mi piace ciò che scrive e ritengo che sia uno di quei comici originali e quasi unici nel nostro panorama nazionale. L’unicità è data in alcuni casi anche dagli eccessi verbali, dalle provocazioni. Però, quando questi paiono gratuiti, volgari senza esser comici, vuoti di reale significato, bisogna prendere atto che non parliamo più di satira o comunque che si è esagerato, che i limiti sono stati passati.

Gridare alla censura mi pare eccessivo. Se io editore ti assegno uno spazio libero, ma tu ne abusi e peraltro ledi l’immagine di altre persone della stessa rete, forse sarai chiamato a doverne render conto. Poi possiamo parlare di sospensione e richiesta di chiarimenti o scuse, piuttosto che di chiusura di un programma. Ma anche in questo caso non ci trovo nulla di scandaloso né di censorio.

Mi pare equilibrata questa analisi. Il coro dei colleghi scandalizzati mi pare sinceramente stonato invece. Il video che ho visto e le parole che ho sentito non sono giustificabili, né mi hanno fatto ridere. Gridare alla censura mi sembra la solita scorciatoia, facile ma parziale.

Update: anche le parole di Aldo Grasso sul Corriere della Sera mi paiono condivisibili dalla prima all’ultima e rispecchiano quanto penso e quanto ho espresso sopra.


Lascia un commento

Parlare di testamento biologico in tv

Ieri sera ero in casa, tranquillamente seduto sul divano, tra la cena e il caricamento della pipa (una nuova Parker of London di cui sono molto contento). Accendo la televisione e mi imbatto, ma non è una rarità, in Otto e mezzo su La7. Argomento del giorno, il testamento biologico, l’eutanasia, la buona morte (o vita). Ospiti, oltre a Ferrara e Armeni, Ignazio Marino, Mina Welby, Mario Melazzini, Matilde Leonardi.

Non è la prima volta che se ne parli nella trasmissione, ma anche stavolta sono rimasto per la qualità e levatura del dibattito. Queste pillole andrebbero salvate e messe in teca, per non affogarle nella mediocrità della nostra tv quotidiana. Dimostrano che si può parlare con intelligenza e moderazione di problemi anche etici, con cognizione di causa anche scientifico-medica, con volontà di convincere sulle proprie idee gli altri senza insultarli o soverchiarli col solo tono della voce.

Chapeau.