Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Un problema italiano

Non voglio scrivere più una riga sulla querelle Alitalia, inizio ad averne quasi la nausea per la ridda di voci, smentite, falsità che vengono quotidianamanete sciorinate da molti soggetti. Però due cose le metto nero su bianco.

Il Sole 24 Ore e con lui altri soggetti, in questi mesi hanno fatto i conti in tasca ad AirOne e quello che ne è uscito fuori è un sostanziale tornaconto di AirOne alla fusione con Alitalia, per recuperare perdite forti. Il patron Toto ha ribattuto oggi con una lettera, ma Ferruccio De Bortoli ha spaccato il capello (e che capello), ribadendo l’esposizione finanziaria forte di AirOne.

I sindacati hanno visto emissari Lufthansa oggi, per definire il partner straniero. Ecco, che cosa c’entrano i sindacati con la scelta del partner? Hanno fatto la loro parte, ora dovrebbero – in un paese normale – tirarsi indietro e lasciare all’imprenditore le scelte strategiche! Solo dopo la scelta semmai potrebbero discutere con l’imprenditore pro e contro di un’opzione piuttosto dell’altra. Questo, almeno, in un mercato non viziato…

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2 commenti

No future

La rottura dei sindacati con AirFrance-Klm mi ha portato ieri sera a pensare due cose.

Primo: in un paese normale i sindacati coinvolti si sarebbero dovuti accollare la responsabilità di ciò che comporta una rottura come questa. In Italia, probabilmente, nessuno gliene chiederà mai conto incalzandoli seriamente (bravo Ivan Scalfarotto oggi, parole assai condivisibili) e come sempre continueranno in questo gioco al massacro ancora ed ancora.

Secondo:  sul declino di questo Paese, i sindacati hanno un peso importante. Hanno ingessato, bloccato, annichilito ogni ricerca di ricambio/modernizzazione, difendendo in maniera cieca ed egocentrica i soli interessi consolidati. In pratica, hanno sempre (o quasi) difeso negli ultimi dieci/quindici anni interessi corporativi e particolari, traducibili in tessere e adesioni sicure. Non l’interesse di una nazione. Poco l’interesse di un precario. Ad esser difese sono sempre quelle categorie fidelizzate.

Vedremo se il risultato di evitare n esuberi non comporti per contro una dismissione totale. Epperò, se così sarà, vorrei che pagassero il prezzo di una scelta cieca come quella operata.