Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

London calling


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London calling

Incredibile a dirsi, considerato il fatto che per tutta la mia adolescenza ho sempre rifiutato Londra come città accecato dall’amore per Parigi di tipo quasi partigiano, ma Londra mi manca. Ci volle il regalo della mia compagna per convincermi, ma superata la prima diffidenza, scoprii una città ricca di stimoli e vitale, sempre, comunque ed ogni volta in modo nuovo. Mi verrebbe da partire subito e saziarmi di cibi etnici, che qui a Perugia scarseggiano. A Londra ho mangiato il miglior cinese di sempre, Haozan ed uno dei migliori giapponesi, Sakura (prima in Hanover Street, ora vedo che si è spostato in Conduit Street), per dirne solo due. Ora per esempio mi andrebbe un bel the alla menta (foglie fresche!) a Covent Garden, da Le Pain Quotidien. Le Pain Quotidien London   Eppoi camminare senza meta, attraversare i parchi, entrare nei musei sbirciando le prime sale… Uff, invece sono ancora qui al palo e non ho capito quando e dove riuscirò ad andare in vacanza. Stavolta, vorrei tornare in questo hotel, il primo in cui sono stato a Londra: il Premier Shaftesbury London Piccadilly. Quando ci andai, non si chiamava così ma più prosaicamente Shaftesbury London Piccadilly se non ricordo male, era quasi identico ma costava anche meno della metà ed io lo pagai ancora meno per una incredibile botta di c…o! Avevamo prenotato un hotel non troppo centrale nella lista di Venere.com. Arrivammo la sera tardi in questo hotel della stessa catena ma di classe inferiore. Gli si era appena rotta la caldaia, non c’era acqua calda e visto che noi ancora non avevamo disfatto la valigia ci proposero di spostarci di hotel a loro spese e senza sovrapprezzo. Anzi, ci misero anche il taxi a carico loro. Come sempre a questo mondo ti aspetti la fregatura e stavamo per non accettare, ma poi ci decidemmo e ci andò decisamente bene. Hotel delizioso, in pieno centro che fai due passi e sei ovunque, per una prima esperienza londinese indimenticabile. Ed irripetibile visti i prezzi di oggi! :-S PS: queste fortune non mi sono più capitate, sia chiaro


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Bettinelli

Sono stato svegliato con la notizia di un lutto, dunque male. Poi arrivo in ufficio e leggo che Giorgio Bettinelli, il grande viaggiatore in sella a una Vespa, è morto in Cina. Chi ama la Vespa o il viaggio di certo lo conosce almeno di nome, se non ha letto i suoi libri o sperato di avere il coraggio prima o poi di compiere gesta meno incredibili ma pur sempre su due ruote.

“Tutto cominciò per gioco, quando nel luglio del 1992 partì da Roma a bordo di una Vespa e nel marzo del 1993 raggiunse Saigon. Caricò ragazze, viaggiò con le ruote bucate, in tre, rischiò più volte la vita e non si fermò più: andò dall’Alaska alla Terra del Fuoco, da Melbourne a Città del Capo e poi dal Cile alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa, Africa, Asia e Oceania. Durante uno dei suoi viaggi Bettinelli è stato anche rapito da un gruppo di guerriglieri in Congo.”

Su Repubblica/Kataweb, uno speciale completo e suggestivo.