Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Teatro Italia

2 commenti

Ciò che segue è copiato pari pari da Minimamoralia. Il sottoscritto, che ha visto Paolini a teatro, freme dalla voglia di vedere il nuovo spettacolo.

Marco Paolini e l’esser vivi
“..ci sono stati degli anni nei quali i più autorevoli quotidiani mi chiamavano per commentare ogni singola catastrofe che avveniva nel nostro Paese, addirittura mi scrisse l’Università di Yale per partecipare ad un congresso sulle disgrazie in Italia e la lettera d’invito faceva più o meno così:
visto che voi Italiani siete fra tutti gli Europei quelli che avete subito il maggior numero di tragedie, naturali o causate (e giù una sfilza impressionante di nomi dal terremoto in Friuli alla bomba alla stazione di Bologna), e visto la sua esperienza in materia, vorremo invitarla a dibattere della questione, ma una domanda ci preme farvela:
con tutte queste catastrofi, come fate ad essere ancora vivi?”

Già, se uno ci pensa e fa due conti come fa a non domandarselo? ma tant’è, che siamo ancora siamo qui, e Marco Paolini sembra l’unico che di tanto in tanto ci ricorda questa domanda, che sta alla base del suo recente lavoro teatrale, “Aprile ’74 e 5” da me visto ieri sera. Nonostante queste premesse, e’ sicuramente il Paolini più leggero e spensierato mai sentito fin’ora, insomma c’è il rischio di ridere dall’inizio alla fine ascoltando per due ore il suo privato intrecciarsi con il pubblico italiano, partendo dalla strage dell’Italicus (1974), il terremoto di Gemona, la sua avventurosa partenza per gli Stati Uniti per fare l’attore alle prese con lavanderie sconosciute e giacche di Woody Allen, fino a giungere all’84 (morte di Berlinguer) dove il nostro dovrà allestire uno spettacolo con quel tipetto niente male che era il grandissimo Carmelo Bene.
Lui, Paolini, è come sempre in polo e jeans neri su un palco scarno, con la solita fisicità eccezionale anche perchè su quel palco non calpesterà più di un metro quadrato, ed un eloquio affabulatorio da far invidia a chiunque.
Certo il racconto sul Vajont era altra cosa, ma questo spettacolo merita molto, anche se probabilmente come facciamo ancora ad esser ancora vivi, non ce lo spiegherà mai nessuno.

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2 thoughts on “Teatro Italia

  1. Paolini non mi è simpatico. Però è bravissimo

  2. Io ho smesso di provare simpatia per colore che vengono presi ad esempio da questa sinistra. Però l’ho seguito a teatro ed è sempre stato capace di comunicare e raccontare come pochi altri. Tra gli altri, Ascanio Celestini.

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