Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Una lezione impartita agli alchimisti

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Spagna, vincono i socialisti. I popolari non possono che accusare il colpo, anche se una dichiarazione mostra una lettura del voto a senso unico; è quella di Zaplana, portavoce del governo uscente: “ci sono state delle circostanze che hanno generato una commozione nella società spagnola in questi ultimi tempi”. Come a dire che forse l’attentato stesso ha generato questo voto. Le reazioni del Polo in Italia paiono dare valore a questa tesi: secondo Selva addirittura saremmo di fronte ad una vittoria elettorale del terrorismo.

Penso che i popolari abbiano perso per vari motivi e che i socialisti abbiano vinto per altri, numerosi motivi. E’ la politica. E’ la democrazia. Dare giudizi netti sullo scollamento dell’elettorato, ostaggio di Bin Laden, mi sembra solo carenza di cultura democratica. Quali dati reali abbiamo in mano? Nessun dato statistico elaborato, certo e valido, al momento. Possiamo dire ragionevolmente che l’11 marzo ha pesato sul risultato, ma non sappiamo quanto. Forse di più ha pesato l’atteggiamento del governo spagnolo, incapace di gestire il dramma o (perché c’è una bella differenza, quella che passa tra la buona e la cattiva fede) di essere sincero con i propri elettori.

Io so poco della Spagna e poco della sua vita politica. Eppure già alla prima smentita ufficiale dell’Eta ho pensato che, forse, gli indipendentisti baschi non erano colpevoli del massacro. Non come Eta, almeno. Ho pensato semmai a “fuoriusciti” in disaccordo con la base, decisi a dare vita ad una nuova sigla ed a mostrare in modo eclatante il salto di qualità dello scontro. Che senso avrebbe avuto altrimenti rivendicare la propria innocenza? Ho pensato in alternativa ad un terrorismo internazionale, ad Al Queda (per utilizzare la sigla tristemente famosa). Ripeto: io non so nulla.

La fretta del governo, che molto invece dovrebbe conoscere, di addossare la colpa ai baschi senza quei ragionevoli dubbi che sarebbero stati leciti in un primo momento, ha quantomeno regalato cattivi pensieri a tutti noi. Abbiamo pensato che nella migliore ipotesi fossero non all’altezza del compito. Con più malizia che volessero nel breve volgere a proprio favore la disgrazia. In un caso come nell’altro, non hanno conquistato la nostra simpatia, il nostro rispetto e – in Spagna – il voto dei propri cittadini.

Questa è a mio parere una lezione che tutti i politici dovranno in futuro tenere a mente. Per il presente e se la matrice internazionale dovesse essere confermata (come sembra), a noi restano ancora più paure, più angosce e più dubbi. Tutti siamo a rischio, in Spagna come in Italia; tutti siamo responsabili del nostro futuro e dobbiamo respingere la politica che porta odio e incomunicabilità tra i popoli, che arma la mano di assassini alleati (poi nemici), che è sorda al dialogo. Non penso che il terrorismo possa essere sconfitto con la sola violenza.

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