Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Pastoncino

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Approfitto del prolungarsi della permanenza in ufficio per scrivere, dopo qualche giorno di assenza, sul blog. Anche alla luce dei tanti accadimenti. Ieri sera prima di uscire ed andare al cinema, in tv ho visto Ferrara che dileggiava Rutelli (beh, sai che fatica!). Oggi su Falso Idillio mi sono divertito a leggere queste cose:

Operazione riuscita a metà: il tono “alto” e un paio di buoni tocchi di autoironia che rendono tanto umano, si scontrano purtroppo con l’impressione di ogm della politica che il Nostro non riesce proprio a levarsi di dosso, la favella sempre piuttosto vacua, l’impostazione della voce da “ora vi faccio vedere il futuro che ci aspetta” con braccio destro semovente, il tono che presto diventa monocorde e alla lunga soporifero perché, insomma, se non dici niente anche dirlo col tono ispirato conta nulla. Di questo futuro il Rutelli pare sempre conoscere solo i titoli dei capitoli. “Insomma, come riformarlo, il welfare?”. “Settimana prossima la Margherita farà un grande convegno e si diranno cose forti e innovative su questo tema”. Ok, un’anticipazione? Un’ideuzza? Nessuno ti ha fatto leggere gli appunti? Capisco che in politica tra manovratori e pensatori ci sia un’utile divisione del lavoro, ma insomma… E’ così: a precise domande, Rutelli si lancia in estenuanti – per lo spettatore – filippiche circolari sulle generali senza mai dare risposte precise. Il Ferrarone c’ha provato a chiedergli ma insomma, cosa c’è dietro ai suoi scazzi con Prodi? Niente, quello ha pontificato sull’incipiente avvento del tempo della democrazia (il suo pezzo forte, si fa per dire) in vista del quale tutti ci dobbiamo unire, sollevarci le maniche e compagnia bella eccetera eccetera.

Non ho potuto aimé seguire che poche battute della trasmissione di ieri sera, ma ero piuttosto curioso di sapere come il rutilanteRutelli avrebbe commentato la “prova di democrazia” (Prodi dixit) delle primarie in Puglia. Io, in linea di massima, ho sorriso alla lettura sui quotidiani del risultato, con una lieve soddisfazione.

Intanto però c’è chi parla a ruota libera. Il nostro premier in pectore, per primo, che profetizza un futuro di “miseria, terrore e morte” se vincerà la sinistra alle prossime elezioni. Perché? Perché sono comunisti, semplice… Io sarei anche un poco stanco di questi non-argomenti. Mi piacerebbe per contro, pur non incensando di norma la nostra sinistra, riconoscere che il nostro Paese deve molto, moltissimo al fu PCI. Inclusa parte dell’esser Stato democratico. Incluse anche tante cazzate, ça va sans dire. Da queste alla morte, però…

Per fortuna che c’è il filosofo! Rocco Buttiglione, usa parole “delicate” nei confronti di Daniel Cohn-Bendit, europarlamentare verde. Il siluramento evidentemente brucia, chissà dove… Anche qui, parole in libertà, gravissime.

Quasi quasi mi accendo un sigaro (caro Sirchia)…

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