Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Le comari

1 Commento

Ieri sera sono uscito a cena con Bobo. Un’enoteca carina, zona Trastevere, tavolini all’aperto e l’idea di scambiare qualche chiacchiera davanti ad un piatto. Vuoi per gli accadimenti personali di questo periodo, vuoi per le ultime polemiche sull’euro, vuoi infine per frustrazioni comuni sulla vita da condurre, è la seconda volta che ci ritroviamo a discorrer come due comari al mercato. “Signora mia, ma ha visto quanto costano ormai le zucchine?”. Il passo era quello.

Però abbiamo ragione, con buona pace dell’Istat e del nostro Premier, che ha infatti poco da preoccuparsi visto che ha investito sul mattone, unica – sembra – certezza di questo decennio (Maldive, Sardegna, ecc.). Una rapida disamina di alcuni annunci su giornali di settore ci ha lasciati a bocca aperta: due stanze, cucina e bagno in zona centrale, 900mila euro. Mi faceva notare Bobo che se scrivono “centrale”, di sicuro non è Piazza di Spagna… e che se ogni stanza fosse grande come un campo di calcio, anche qui, probabilmente, lo avrebbero detto. Un appartemento da single sfiora i due, dico due, miliardi di vecchie lire. Sarà un prezzo da pazzi, un annuncio sopra le righe, ma vi assicuro che il mercato immobiliare romano cresce a vista d’occhio e rasenta la follia.

Da qui mi viene in mente la pubblicità di molte banche che oggi consentono l’accensione di mutui con un anticipo del 5% o addirittura senza anticipo, quando ricordo invece bene che anni fa dovevi necessariamente partecipare in misura maggiore all’acquisto di una casa. E’ cioè evidente che oggi una persona “normale” non può permettersi nemmeno l’anticipo di un’abitazione!

Veniamo alle banche. Il mio primo libretto di risparmio era in una filiale Cariplo a Roma. Ricordo ancora che misi centomila lire e che a fine anno, tolte le spese, avevo qualche migliaio di lire in più sul conto, i cari vecchi interessi. Bene, oggi quasi tutte le banche si stanno adeguando ad un altro concetto: non sono loro a doverti ringraziare per i soldi che gli affidi ed a pagarti di conseguenza, ma siamo noi a doverle pagare con “convenientissimi” canoni mensili! Insomma, metti i soldi in banca e dopo un anno te ne trovi meno, molti meno.

Ne hai meno anche se utilizzi carte di credito o carte di consumo oppure rateizzi gli acquisti: in ogni caso stai intaccando le tue disponibilità future, indebitandoti con qualcuno e non sarai libero al momento che vorrai di lasciare tutto e cambiare vita. Il sistema ti avrà conquistato. Considerati però gli stipendi di oggi (e molti nemmeno li hanno, disoccupati o randagi del lavoro che si scrive “flessibile” ma si legge “sfruttamento”), forse non ci sono altre strade per arrivare a fine mese.

Ultima considerazione. Ricordo ancora quando uno stipendio da 3 milioni di lire era un signor stipendio. Beh, oggi con millecinquecento euro, campicchi, togliendoti qualche sfizio ma non mettendo da parte nulla. Parola.

Tutto questo fa incazzare ed oggi paiono ridicoli i detrattori dell’ultim’ora della moneta unica (leggasi Maroni & co.). Il problema non è l’euro in sé, ma come è stato gestito in Italia, con quali controlli, con quali accortezze. Se penso che l’Istat sta ancora “studiando” in quale punto della filiera agroalimentare si siano impennati i prezzi delle zucchine… ho poca speranza in un miglioramento. Anzi, percepisco sempre di più la follia del nostro oggi.

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One thought on “Le comari

  1. io infatti non ho parole..
    pensa che di uno stipendio medio quasi la metà se ne va in affitto..
    qualità della vita pari a ZERO.

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