Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Sassi/1

3 commenti

Su questo blog ho già fatto la parte della comare che resta interdetta dai prezzi delle zucchine. Il presente ragionamento non è poi così lontano dai precedenti. Sono alcuni giorni che guardando le pubblicità in televisione mi rendo conto di quanto siano stupide, finte, irritanti.

Partiamo da Barilla: un cuoco prepara un sugo pronto in una cucina industriale modello ristorante e – in parallelo – lo si vede cucinare nella cucina di casa, circondato dalla moglie e da due figli. La voce della moglie ci dice che il sugo è così buono perché mentre lo prepara pensa alla famiglia… Primo: se la Barilla il sugo lo preparasse in una cucina come quella e su tegami normali, ogni barattolo costerebbe 20 euro. Perché non farci vedere lo stabilimento industriale coi suoi bei fusti in acciaio? Secondo: per me il cuoco mentre cucina pensa a quanto manca alla sirena o alla moglie rompiscatole che non ha voglia di vedere quando esce… Ma no! Tutte le famiglie tv sono felici, con bimbi belli e ogni cristo di cliché possibile e immaginabile. Da nausea.

Mulino Bianco (stessa proprietà, stessi cliché): famiglie felici, in case con giardini da sogno, tavole imbandite per colazione e tanto ma tanto tempo per mangiarsi una briochina prima di andare a lavoro. Io mi sveglio con l’occhio pallato, stanco, incazzato perché debbo correre che sono già in ritardo, con il caffé che non viene su dalla moka, col rumore del traffico che arriva dalle finestre e qualche notizia infausta dal tg. Uguale! La normalità sono io o la famiglia media rappresentata in pubblicità? E chi compra, io o loro? Un pò di rispetto, please.

In questi giorni c’è un’altra pubblicità che impera: solita famiglia del cavolo, il più piccolo dei figli raccoglie una stella marina agli estrogeni, il primogenito spinto da vocazione animalista la prende e la restituisce al mare sotto il sorriso contento della madre politically correct che ha cucinato e che serve il pranzo a tavola. La tavola deve essere imbandita su uno scoglio, perché attorno si vede solo il mare modello Stintino. Primo: un bambino in media la seziona una stella marina. Secondo: la madre se prepara il pranzo mentre il marito poltrisce a tavola è mediamente incazzata. Terzo: se io avessi una casa con una vista del genere non mangerei surgelati, di certo, e forse nemmeno mi cucinerei. Quarto: ma chi ha una casa così a parte Tronchetti Provera?

Eppoi ci sono le pubblicità sceme. Quelle senza un senso. Che non fanno ridere, che non comunicano nulla, che fanno solo rabbia perché ti considerano un demente. E le eccezioni sono veramente poche (quelle poche sono delle chicche piacevoli, che sei anche disposto a guardare). Se volete, utilizzate i commenti per indicare quelle oscene e quelle meritevoli di menzione.

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3 thoughts on “Sassi/1

  1. Mi la pubblicità della carne Montana… griiingooo, gringo…Beh, che c’è? Sì, è dei tempi di Carosello, anni ’70. A me piacciono quelle.

  2. meglio quella che dici tu piuttosto che “Ma io ho una fame blu!”… MA CHI L’HA CAPITA?

  3. Io sono rimasto alla pubblicità della Lagostina con il cartone animato. Ironica, sto messo peggio di te…

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