Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Senza titolo

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Più spesso leggo la cronaca con distacco, senza grande partecipazione, con quel cinismo figlio del quotidiano bombardamento mediatico e di modelli letterari ritenuti – a torto o a ragione – affascinanti. Così la notizia di un bambino scomparso influisce al massimo su un’alzata di spalle e sulla fretta di girare pagina del giornale, ricercando un più "interessante" articolo di politica. Uniche reazioni di pancia, l’andar contro al modo di fare cronaca dei nostri giornali, sempre in bilico tra familiari piangenti, morbosità e pathos ipocrita.

Epperò, ogni tanto, c’è una notizia che mi colpisce. Una notizia che non ti aspetti, che è legata a mondi che non ti appartengono, che presumibilmente non dovrebbe stringerti il cuore. Eppure lo fa. L’Ansa di ieri come un fulmine a ciel sereno: Pessotto, ex giocatore della Juventus ed ora dirigente della medesima squadra, che si getta – rosario in mano – dai tetti della sede sociale. Io che non sono juventino, che non amo il calcio, che identifico nei giocatori (almeno i più "visibili") il prototipo dei modelli irritanti di questo Paese, resto senza parole e mi emoziono.

Colpito dal gesto, dalla sensazione che in qualche modo conosco della "vertigine", dall’attrazione verso il basso che si può provare, dai labirinti della nostra psiche, dai sensi di insoddisfazione irrazionali alla luce del reale "pescato". Colpito anche perché è lui e non altri. Una persona con un viso che empaticamente interpreti come diverso dalla truppa, normale, umile, posato. Una persona che girava con la Punto e non con il Cayenne. Che teneva alla famiglia e non si faceva fotografare con una velina dietro l’altra. Ecco, ti senti vicino e colpito.

Se, come mi auguro, il recupero fisico sarà possibile, spero lo sarà anche quello psicologico, ben più critico e difficile. Perché di normalità e semplicità ne abbiamo bisogno oggi più che mai, soprattutto nel calcio. In bocca al lupo, allora.

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3 thoughts on “Senza titolo

  1. E’ come se tu avessi preso i miei pensieri, le mie sensazioni, e le avessi scritte direttamente qui. Chi sa, comprende.

  2. Perché l’ipotesi del tentato suicidio è sbrigativa e da rivedere. I veri fatti. Le interpretazioni. L’insostenibile leggerezza dell’ipotesi di tentato suicidio. Il lavoro giornalistico: giustificare lo pseudofatto e trasformarlo in “fatto” PESSOTTO E CALCIOPOLI(ASP) http://www.google.it/search?hl=it&q=pessotto+calciopoli&meta=

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