Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Scemo di guerra

Lascia un commento

Ascanio CelestiniIeri sera mi sono fatto forza e da solo sono andato all’Isola Tiberina dove Ascanio Celestini presentava il suo libro/cofanetto "Storie di uno scemo di guerra", sorta di diario che segna le tappe della nascita del suo spettacolo, oltre a testo e dvd. Anche se penso sinceramente che l’oralità ricca e appassionante di Celestini vada vissuta in presa diretta dalla sua voce e non letta. La platea era vastissima, segno che Celestini è ormai conosciutissimo ed apprezzato anche dal grande pubblico.

Piccolo inciso di cattivo gusto: io ancora non ho capito se felicitarmi della cultura massificata o rimpiangere la cultura per pochi. Brutta frase, ma quando vai alle Scuderie del Quirinale e ti sembra di stare a Porta Portese per la folla presente, ti chiedi veramente che senso abbia. Che senso abbia vedere persone che da come si vestono o parlano la bellezza non sanno dove risiede e cosa sia, in fila a spintonarsi e sparar banalità… ma torniamo a noi.

La prima volta vidi Celestini a Spello, in un minuscolo teatro in cima ad un paese delizioso. Era "Radio Clandestina". Rimasi affascinato dalla parola, dal dialetto, dal fiume di ripetizioni che costruiscono una musica continua e ricca di suggestioni. A memoria, direi che c’erano anche poche persone: erano tanti anni fa.

Poi vidi "Fabrica", non ricordo più dove ma di certo in Umbria (Foligno?). E ricordo la frase "pietre, sassi, breccole, tutto mio, tutto mio!". Altro spettacolo che conservo nella mia memoria con estremo piacere.

"Scemo di guerra" l’ho visto parzialmente un giorno su RaiTre, in uno di quei miracoli del terzo canale, sempre più rari. L’eterna scommessa del teatro in tv. Celestini (come Paolini) credo sia uno dei pochi capaci di rendere bene anche su uno schermo, forse perché il monologo stesso è una forma di drammaturgia che si confà alle telecamere.

Così, ieri sera sono stato contento di battere la pigrizia e in solitudine godermi le parole di Celestini, in un angolo di Roma meraviglioso. Imbarazzante, l’intervistatore. Ma spesso è così. E strano vederlo da solo, ma queste son cose private e le tengo per me.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...