Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Tetris

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L’integrazione sociale di più confessioni e culture e razze, non è una partita a tetris. Non è possibile forzare i pezzi, non esistono incastri preordinati. E’ una scommessa però che va vinta, se vogliamo e crediamo in un futuro di pace. E va vinta anche con intelligenza a partire dagli Stati occidentali, sul cui terreno spesso si gioca questa partita.

Oggi salta alla ribalta l’affaire Ucoii, che dopo aver pubblicato a pagamento (19/08/2006) sui giornali un parallelismo crimini nazisti uguale crimini israeliani in Libano, è stata richiamata all’ordine da Amato in una riunione della Consulta islamica in Italia. Giusto e sacrosanto richiamo, perché in un momento storico così delicato e difficile la moderazione dovrebbe essere la retta via da seguire e perseguire da ogni parte, senza strumentalizzazioni di sorta. Mi viene però da pensare che Israele utilizzi troppo spesso il senso di colpa della società occidentale per l’Olocausto, che alla fine profitti di ampi margini di manovra per compiere errori (ed orrori) indicibili.

Ciò che trovo assurdo è pensare che una carta dei valori firmata dalle rappresentanze degli immigrati possa sanare il problema dell’integrazione e del rispetto reciproco. Sarebbe troppo facile e bello. Esistono leggi e principi sanciti dalla nostra Costituzione e dalle nostre Leggi che sono già base di accettazione tacita da parte di chi calca la nostra terra. Vivere qui vuol dire accettare e fare proprie le regole dello Stato ospitante. Inutile vergare su un pezzo di carta la condanna degli omicidi familiari (vedi il caso di Hina), perché è già un reato. Idem per le vessazioni fisiche e morali contro le donne. Eccetera eccetera. Mille cose già previste e condannate dalla carta esistente.

Il rispetto per le culture altre è fondamentale, ma il rispetto è confronto, non paura né accettazione supina di deroghe tacite alle proprie regole. Scrive oggi Kureishi sul Corriere una cosa che condivido pienamente: il terreno di confronto è la scuola, pubblica e laica, unica per tutti. Occorre rifiutare l’idea di segmentare ulteriormente la nostra società con scuole ad hoc per ogni confessione. Anzi, fosse per me abolirei anche le scuole cattoliche e concentrerei fondi e risorse su una migliore ed unica scuola per tutti. Se non partiamo dalle fondamenta, prima o poi il tetto ci crollerà in testa.

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