Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Foursquare, Gowalla & co.

2 commenti

E’ da un po’ che volevo scriverne, ma di tempo per il blog ne ho assai poco. Leggendo però l’articolo di Massimo Mantellini, ho deciso questa mattina di pubblicare questo post. Foursquare e Gowalla sono due software e due progetti che, utilizzando i nuovi telefoni con gps e la loro capacità di geolocalizzarsi e di navigare su Internet, consentono a chiunque di dire agli amici (e/o al mondo) dove ci si trova e cosa si sta facendo. Di base e con alcune forti distinzioni.

Foursquare è oggi il più diffuso, con numeri non paragonabili al concorrente diretto e forse per questo nel mirino di Facebook per un accordo commerciale o per un’acquisizione. Consente di individuare Luoghi di interesse attorno a sé (Places) o di crearne uno e di dire che ci si trova lì, allegare una foto o una recensione al luogo visitato. Possiamo così sapere se un amico si trova in zona o leggere quale ristorante preferisce o – questo sì molto interessante lato marketing/aziende – inviare promozioni o messaggi (Tips) a chi si trova nelle vicinanze ed è iscritto a 4sq.

Sono stati molto furbi nell’organizzare un meccanismo di gratificazioni all’ego del singolo user che hanno forse fatto il successo dell’applicazione: chi fa check-in più volte in luogo ne diviene Sindaco; più check-in si operano, più punti si accumulano e si può primeggiare nelle classifiche settimanali che mettono a confronti gli amici. Come sempre il successo su Internet viene dalle cose meno utili…

Cosa non mi piace di Foursquare: la possibilità di fakes è altissima. L’ho testato personalmente facendo check-in al Porto di Piombino pur essendo realmente in auto e sull’Aurelia (in corsa, non fermo) ed in altre occasioni. Dunque il check-in non corrisponde all’essere realmente in quel posto.

Gowalla è un ottimo software prodotto in Texas, graficamente molto piacevole e usabile. I suoi numeri sono però bassi, molto più bassi di 4sq, cosa che in qualche modo ne decreta una crescita sempre più bassa anche per il futuro (nei social, conta il numero degli iscritti, la massa critica che porta gli altri utenti ad iscriversi).

Consente anch’esso di verificare i luoghi d’interesse vicini (Spots), l’attività dei propri amici (Activity) e la propria (Passport). Al posto dei Nearby Tips ha i Trips: tour organizzati che ti guidano in una città o in un posto (es. puoi visitare Firenze con Florence sightseeing by Michela Simoncini, o i pub di Londra e mille altre attrattive). Questa è una funzione invece che trovo molto interessante e che potrebbe essere integrata in guide turistiche su device mobili.

Non consente molti fakes, perché il raggio dello Spots può essere impostato (via web) ed in genere è più corto rispetto a 4sq.

Entrambi consentono poi di pubblicare su Facebook e Twitter il proprio check-in.

Fatta questa piccola premessa, concordo con Mantellini che forse buona parte del clamore suscitato da questi software (e per numeri, da 4sq in particolare) è fuffa. Fuffa alimentata dall’ego delle persone, dalla loro volontà di mettersi in mostra e di primeggiare. In barba alla privacy, sulla quale le stesse persone fino a qualche anno fa avevano insistito e battagliato, e che con l’avvento dei social network pare un valore primitivo e non più utile.

Allo stesso tempo ritengo che la strada sia segnata, almeno per il momento. Facebook con i suoi 500 milioni di iscritti è una realtà. Realtà che trovo imperfetta, poco usabile e poco completa, che forse nemmeno amo tanto (e uso poco, pochissimo) ma con cui, volenti o nolenti, ci si deve confrontare. Se Foursquare crescerà ancora (e tale crescita potrebbe essere drogata da un accordo con Facebook), non potremo limitarci a snobbarlo.

Come sempre poi, la fuffa verrà setacciata negli anni (non solari sul web, che corre) e resterà a galla solo ciò che vale di più (non è il caso di SecondLife 😉

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2 thoughts on “Foursquare, Gowalla & co.

  1. Pingback: Tweets that mention Confronto tra Foursquare e Gowalla | Il Blog di Lebowsky -- Topsy.com

  2. I numeri sono ancora esigui (qui ce ne sono alcuni http://www.blog.showmedata.com/2010/05/monetizing-foursquare/ ma l’articolo è di maggio) e me ne rendo conto guardando i così pochi check in che vengono fatti negli spot di città d’arte come Firenze, però l’articolo di Mantellini mi sembra un po’ troppo riduttivo, per non parlare dei commenti, dove si vede benissimo che c’è gente che non l’ha mai testato foursquare.
    Di sicuro il fenomeno delle mappe, della geolocalizzazione etc non è da poco, anche all’inizio di twitter eravamo (e parlo in prima persona) poco convinti. Bisogna vedere sempre che uso si fa degli strumenti!

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