Tonino Guerra in versione uncensored. Attenzione agli ultimi secondi del filmato (in formato wmv).
PS: il video pesa circa 900Kb, dunque consiglio il download solo a chi possiede una buona connessione
Tonino Guerra in versione uncensored. Attenzione agli ultimi secondi del filmato (in formato wmv).
PS: il video pesa circa 900Kb, dunque consiglio il download solo a chi possiede una buona connessione
Da qualche tempo si parla di un browser by Google, il Gbrowser. Dopo la Gmail, di cui peraltro ho parecchi inviti che sono pronto a girare a coloro cui interessassero (prego scrivermi una mail), Google pare dunque interessata a fare il grande passo con un proprio browser web.
Non solo voci: il dominio Gbrowser.com è infatti registrato. Ma non solo: dopo un recruitement di alcuni ingengneri Microsoft, si sono portati a casaanche Ben Goodger, ingegnere capo del progetto Firefox. Staremo a vedere. Di certo le strategie di Google sembrano di lungo respiro. Sembra sia alla ricerca di fibre ottiche dismesse per eventuali servizi di telefonia IP; ha lanciato i servizi Scholar, Froogle e Local e – per gli USA – il servizio di ricerca dei programmi televisivi in onda, TV search.
Altre volte mi è capitato di citare La7 negli ultimi tempi. Dopo le iniziali bufere (l’affaire Fazio e l’improvviso acquisto dell’emittente da parte di Tronchetti Provera), questa televisione è cresciuta. Oggi presenta forse il miglior sito web tra le tv nazionali e trasmissioni più che guardabili se non belle (addirittura).
Ieri sera dovevo uscire per una cena ma sono rimasto, io scettico per eccellenza, “incollato” allo schermo guardando Ottoemezzo, argomento del giorno i miracoli e la fede. Nota stonata la presenza di Socci-Savonarola, compensata però dall’ottimo Giorello che ha distillato, a mio parere, analisi e commenti equilibrati e intelligenti. Livello del dibattito, alto. E la sensazione che ogni tanto in tv si può fare (e vedere) buona televisione.
Seconda serata dedicata al bowling da queste parti. Vi terremo aggiornati con le nostre elucubrazioni filosofiche maturate durante il gioco e il relativo punteggio. La settimana scorsa, prima sfida: Lebowsky vs Bobo, 670 a 646 (in partite, 5 a 1). Ieri, supremazia confermata: Lebowsky vs Bobo, 760 a 660 (4 a 2). Ma il ragazzo ce la può fare a battermi: in fondo è sempre una sfida tra due mezze calzette…
Abbiamo scoperto che il bowling è una metafora della vita osservando le tante persone che accanto a noi giocano peggio, tirano pianissimo e senza effetto e fanno strike. Ci sarà sempre chi raccoglierà più di noi, anche non meritandolo. La solita beffa…
(nessuna battuta sul titolo, che rimanda a un libro che ha una lunga storia da queste parti)
Questa mattina su La7 mi son goduto tra una doccia e un caffé il siparietto degli esponenti del centro-sinistra raccolti per parlare di primarie, candidature, Puglia. C’è mancato poco che litigassero, figuriamoci nei prossimi mesi cosa potrà accadere.
Sul nome dell’alleanza, che Gad non si può sentire, hanno ingaggiato dei markettari e da quello che leggo su Repubblica manco troppo bravi.
Continuano a parlare di primarie ma queste dovrebbero servire a individuare un premier (che sennò si chiamavano secondarie o che so io verifiche) che tutti dicono essere già scelto. Parte dello schieramento le ritiene utili (quelli che vogliono alzare il proprio prezzo) e parte inutili se non rischiose.
Prodi da Vespa sembrava proprio un frate del convento e da queste parti non è un complimento.
Insomma, mettendo tutto insieme, non tira aria di speranza per le prossime elezioni.
Approfitto del prolungarsi della permanenza in ufficio per scrivere, dopo qualche giorno di assenza, sul blog. Anche alla luce dei tanti accadimenti. Ieri sera prima di uscire ed andare al cinema, in tv ho visto Ferrara che dileggiava Rutelli (beh, sai che fatica!). Oggi su Falso Idillio mi sono divertito a leggere queste cose:
Operazione riuscita a metà: il tono alto e un paio di buoni tocchi di autoironia che rendono tanto umano, si scontrano purtroppo con l’impressione di ogm della politica che il Nostro non riesce proprio a levarsi di dosso, la favella sempre piuttosto vacua, limpostazione della voce da ora vi faccio vedere il futuro che ci aspetta con braccio destro semovente, il tono che presto diventa monocorde e alla lunga soporifero perché, insomma, se non dici niente anche dirlo col tono ispirato conta nulla. Di questo futuro il Rutelli pare sempre conoscere solo i titoli dei capitoli. “Insomma, come riformarlo, il welfare?”. “Settimana prossima la Margherita farà un grande convegno e si diranno cose forti e innovative su questo tema”. Ok, un’anticipazione? Un’ideuzza? Nessuno ti ha fatto leggere gli appunti? Capisco che in politica tra manovratori e pensatori ci sia un’utile divisione del lavoro, ma insomma E’ così: a precise domande, Rutelli si lancia in estenuanti per lo spettatore filippiche circolari sulle generali senza mai dare risposte precise. Il Ferrarone cha provato a chiedergli ma insomma, cosa cè dietro ai suoi scazzi con Prodi? Niente, quello ha pontificato sullincipiente avvento del tempo della democrazia (il suo pezzo forte, si fa per dire) in vista del quale tutti ci dobbiamo unire, sollevarci le maniche e compagnia bella eccetera eccetera.
Non ho potuto aimé seguire che poche battute della trasmissione di ieri sera, ma ero piuttosto curioso di sapere come il rutilanteRutelli avrebbe commentato la “prova di democrazia” (Prodi dixit) delle primarie in Puglia. Io, in linea di massima, ho sorriso alla lettura sui quotidiani del risultato, con una lieve soddisfazione.
Intanto però c’è chi parla a ruota libera. Il nostro premier in pectore, per primo, che profetizza un futuro di “miseria, terrore e morte” se vincerà la sinistra alle prossime elezioni. Perché? Perché sono comunisti, semplice… Io sarei anche un poco stanco di questi non-argomenti. Mi piacerebbe per contro, pur non incensando di norma la nostra sinistra, riconoscere che il nostro Paese deve molto, moltissimo al fu PCI. Inclusa parte dell’esser Stato democratico. Incluse anche tante cazzate, ça va sans dire. Da queste alla morte, però…
Per fortuna che c’è il filosofo! Rocco Buttiglione, usa parole “delicate” nei confronti di Daniel Cohn-Bendit, europarlamentare verde. Il siluramento evidentemente brucia, chissà dove… Anche qui, parole in libertà, gravissime.
Quasi quasi mi accendo un sigaro (caro Sirchia)…
Mancano le righe sintetiche e quasi sempre pungenti di Mattia Feltri, alias Feltrino, sul Foglio, ormai (uno dei rari casi di nepotismo che non disturbano; ah, ho ritrovato una sua vecchia intervista qui). E Boncompagni resta indigesto e banale. Mi rifaccio con Crippa, anche oggi:
Al Direttore – Puglia e Lombardia, due Regioni a fottuto speciale.
Ieri serata Simpsons: due ore di bowling col Bobo e pizza in un nuovo locale su viale Trastevere da sconsigliare vivamente per il pessimo servizio e la catastrofica cucina. A tavola, un pensiero inquietante:
si, d’accordo, nei locali non si può più fumare… ma l’estate, seduti all’aperto, si potrà?
Se qualche esperto di codici volesse illuminarci…
Lettere al Direttore, Il Foglio
Scherzi da Sirchiapone: gli assembramenti di fumatori saranno dispersi con i fumogeni.
Maurizio Crippa
Non ho mai fumato sigarette. L’ho fatto prima con sdegno, rimarcando quanto fosse stupido arrecare scientemente danno al proprio corpo; poi con più lieve giudizio, preferendo il gusto del sigaro a quello delle sigarette. Sì, perché col tempo sono diventato fumatore anch’io. Atipico, di soli sigari, moderato e discontinuo nel vizio, fino a lunghi periodi di astinenza senza sentirne necessità, ma fumatore.
Così leggo diversamente, oggi, quelle leggi che anni addietro avrei salutato con favore. E’ evidentemente la legge del contrappasso: i non fumatori hanno subito per anni l’arroganza dei fumatori ed oggi, con pari arroganza, restituiscono il favore. Non starò qui a sindacare sulla salubrità del fumo attivo o passivo, sulla necessità di una legge, sulla sua utilità sociale. Paiono ai miei occhi tutti giudizi scontati e condivisi.
Rifletto solo sul fatto che lo Stato con una mano sconsiglia, avverte, vieta, riempie i pacchetti di simpatiche scritte (riportano alla mente il “Ricordati che devi morire!” del film Non ci resta che piangere), e con l’altra vende e incassa quanto poco prima vituperato. E che i ristoratori, causa specifiche di legge troppo stringenti o manine corte, non hanno mai speso una lira (un euro, pardòn) sugli impianti di aspirazione e ricambio dell’aria. Né lo faranno ora, almeno a sentire in giro.
Fumeremo fuori dei ristoranti, nessun problema. Almeno però risparmiateci le crociate e gli eccessi verbali!