Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


Lascia un commento

La locomotiva

Ieri ero stato nebuloso sul titolo, che voleva significare più o meno “se lèggi le leggi, ti senti male”. Oggi sarò assai meno indiretto. Io a Trenitalia ci lancerei un treppiedi! E mica gli chiederei scusa dopo!

Avevo acquistato un biglietto del treno via Internet, prima classe su un IC (Intercity). I miei programmi cambiano all’improvviso e decido che invece di scendere alla stazione X, arriverò direttamente alla stazione Y. Recupero la mail e leggo che si può comodamente cambiare prenotazione con il codice apposito (CP, cambio prenotazione), sempre via Internet. Peccato che nella mia prenotazione questo codice CP non ci sia.

Incuriosito, chiamo il call center che mi spiega molto semplicemente il problema: il cambio prenotazione è previsto per i soli Eurostar. Ma va oltre: la procedura è complessa e a prima vista assurda. Dovrò recarmi in stazione, recuperare il biglietto dal self service, andare alla biglietteria ordinaria e chiedere alla persona fisica di cambiare il mio biglietto. Non comprendo per quale motivo tale modifica non possa operarsi via Internet, ma mi rassegno e vado in stazione.

Cosa scopro? Che pur cambiando un IC prima classe con un Regionale seconda classe, pur perdendo la prenotazione che nessuno mi rimborserà nonostante abbia chiesto il cambio due giorni prima della partenza, finisco anche per doverci mettere sopra mezzo euro a titolo di differenza! Purtroppo non è il primo caso di questo tipo che mi capita: ho scoperto a mie spese che ormai hanno affinato i regolamenti in modo tale che non rimborseranno mai un cazzo, a nessuno. Alé!

Pensi proprio al Bel Paese. E accumuli l’accaduto a quanto successo nell’ultimo mese: una cartella di pagamento per una multa non pagata del 2002 e una richiesta di pagamento per tasse non pagate nel 2001 di quasi 1.300 euro. Però: la multa fu pagata proprio nel 2002 e le tasse idem. Contestazioni, ricorso, annullamento delle cartelle (per le tasse già avvenuto). Ma quanto tempo dobbiamo perdere appresso alle due-tre richieste annuali di questo tipo che ci arrivano?

L’Italia è un Paese in cui devi conservare tutto, qualsiasi ricevuta e qualsiasi scontrino. Altrimenti sei fregato, beffato. Tanto che inizio a pensare che il meccanismo sia tutt’altro che casuale. Su 100 richieste di doppio-pagamento inoltrate, quanti saranno in grado di dimostrare l’avvenuto pagamento?


Lascia un commento

Lèggi le Leggi

Isoradio, qualche giorno fa, mentre viaggiavo in autostrada, ricordava che per eccesso di velocità sopra i 40Km/h dal limite, inversione di marcia in autostrada e occupazione della corsia d’emergenza, il codice prevede la decurtazione di 10 punti patente. Ora io mi domando e dico: ma secondo voi, quale mente malata può ritenere che viaggiare a 131Km/h su una superstrada sia grave come e quanto fare un’inversione di marcia in autostrada? No, dico, vi sembra normale? A me no.


Lascia un commento

Privacy & Co.

La tecnologia ha riempito la nostra vita di nuovi canali e mezzi di comunicazione. Il paradosso però, a mio parere, è che nella società dell’informazione e della comunicazione regni l’incomunicabilità tra gli esseri umani. Qualche esempio ringhiamo al vicino di casa, ignoriamo ciò che succede attorno a noi (non lontano, a migliaia di chilometri: lì siamo bravissimi), non parliamo quanto dovremmo con le persone vicine e guardiamo con sospetto quelle che sono troppo gentili con noi. Per fortuna non siamo tutti così, ma ammetterete che in parte è vero.

Insomma, la tecnologia ha portato benefici ma anche problemi. Tra questi, la protezione della privacy e dei dati personali. Telefonini ed sms sono forse uno dei casi più eclatanti in questo senso. Leggo oggi dal Corriere:

…dopo che i messaggini affettuosi ricevuti dal telefono della conduttrice televisiva Simona Ventura e partiti dal cellulare del produttore Giorgio Gori sono apparsi su un settimanale, ci si chiede se questo tipo di comunicazione sia a prova di intrusione“.

“Tra la documentazione presentata dai legali del calciatore ci sono anche i tabulati delle chiamate fatte con un telefonino della Ventura, la trascrizione degli sms, arrivati tra settembre e ottobre su un altro cellulare della stessa conduttrice, provenienti da un apparato nella disponibilità di Gori”.

“…i tabulati il calciatore li avrebbe ottenuti presentandosi a un ufficio a nome della moglie senza che questa l’avesse autorizzato. Per quanto riguarda il testo degli sms (sulla cui completezza la difesa di Gori nutre anche dubbi) essi erano probabilmente memorizzati su uno dei due telefoni della Ventura (…). Le querele ipotizzano a carico di Bettarini una serie di reati, a partire dalla violazione della corrispondenza”.

Come al solito il problema non è nella tecnologia, ma nell’uomo. In questo caso parliamo di reati belli e buoni:

“la Costituzione dice che la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione è violabile solo dall’autorità giudiziaria (…) è il Codice penale a fissare le pene per chi non si attiene a questo principio. Lo fa con l’articolo 616: reclusione fino a un anno e multa fino a 516 euro per chi viola la corrispondenza al fine di svelarne il contenuto. Una lettera, un telegramma, una telefonata o un messaggio informatico o telematico sono esattamente la stessa cosa. Pena che sale a tre anni se la diffusione c’è davvero. Sei mesi per chi, solo venuto in possesso della corrispondenza, ne rivela il contenuto causando un danno a qualcuno. E non basta: le sanzioni sono aggravate dalle legge sulla privacy. In soldoni, se il marito legge di nascosto un messaggino arrivato sul telefono della moglie, teoricamente compie un reato che si aggrava se l’sms, anche solo per provare a un giudice che la consorte è infedele. Solo la magistratura può accedere ai dati telefonici. (…) sui tabulati (…) rimangono registrati i dati (non le parole) delle comunicazioni in entrata e in uscita. Degli sms non rimane il contenuto. Per legge i gestori conservano questi dati 48 mesi.”

In ogni caso la storia è ben triste e squallida e fa venire in mente quanti altri problemi ci siano a monte, inclusa l’incomunicabilità tra le persone e la difficoltà di mantenere in piedi un rapporto.


Lascia un commento

Tirate (d'orecchia)

Ai telegiornalisti in cerca delle dichiarazioni del secolo dagli scampati italiani appena sbarcati a Malpensa o a Fiumicino. Interviste penose, domande banali. E tralasciamo le facce dei calciatori, che è meglio.

Ai telegiornali, che inzuppano il biscotto nel latte dell’evento, sottolineando pesantemente la realtà che ci è vicina, i turisti occidentali, e poco la realtà più devastante, quella locale e lontana, di persone già indigenti rimaste senza nulla. Nulla.

All’opposizione, che riesce a litigare ogni giorno. E che riesce a trovare un nome come Gad per l’alleanza: ricorda Lerner ogni volta che la pronunci; fa pensare (e ci tocchiamo) all’occhettiana “macchina da guerra”, nome altisonante nonostante il quale perdemmo le elezioni non troppi anni fa.

A me, che solo questa mattina ho inviato per la prima volta un SMS solidale, sempre astioso come sono nei confronti della solidarietà massificata. Oggi, per la prima volta.


Lascia un commento

Tirature

Conosco bene l’Umbria, per motivi personali. Ho anche la guida rossa del Touring, che a quanto ho capito oggi usciva allegata a La Repubblica a titolo gratuito. Alle 9 in edicola era già terminata. Di qui due sole considerazioni:

1) se dici gratis, le persone correrebbero anche a prender merda;
2) quando esce un allegato di sicuro successo, perché non vengono “tirate” copie a sufficienza? Mica tante: quante bastano per arrivare a mezzodì, almeno…


Lascia un commento

La consulenza, brutta bestia

Chi fa il mio mestiere sa bene che un cliente percepisce il costo di un “pezzo di ferro” (e tira anche su quello!) ma è assolutamente ottuso per ciò che concerne i costi della consulenza che viene prestata, volenti o nolenti, nella progettazione di un prodotto o nell’erogazione di un servizio tecnico. La storiella qui di seguito è una piccola rivincita:

Alcune volte è sbagliato giudicare un’attività semplicemente per il tempo che occorre realizzarla…
Un buon esempio è il caso dell’ingegnere che è stato chiamato per aggiustare un computer molto grande ed estremamente complesso…un computer che valeva 12 milioni di Euro.
Seduto di fronte allo schermo, preme un paio di tasti, asserisce con la testa, mormora qualcosa a se stesso e spegne il computer. A quel punto estrae un piccolo cacciavite dalla tasca e dà un giro e mezzo ad una minuscola vite. A questo punto, accende il computer e verifica che funziona perfettamente.
Il presidente dell’azienda è felicissimo e si offre di pagare il conto immediatamente.

Quanto le devo?” chiede.
Sono Mille Euro, per cortesia” risponde l’ingegnere.
Mille Euro? MIlle Euro per pochi minuti di lavoro? Mille Euro per stringere una semplicissima vitina? Mi rendo conto che il computer vale 12 milioni di Euro, ma mille Euro mi sembra una cifra veramente esagerata. Pagherò solamente se mi manderà una fattura dettagliata che giustifichi una cifra del genere.

L’Ingegnere acconsente con un cenno e se ne va. Il mattino dopo il presidente riceve la fattura, la legge attentamente, asserisce con la testa e la paga immediatamente, senza una lamentela.
La fattura diceva:

Servizi effettuati
– Avvitamento di una vitina: EURO 1
– Sapere quale vitina avvitare: EURO 999


Lascia un commento

Alien vs Predator

Pare che lunedì scorso ad Otto e mezzo ci sia stata una bella baruffa tra Ferrara e Tremonti. A leggere il resoconto del Corriere, sogghigno: c’è a chi esser “stronzetto” riesce proprio bene. Per questo forse ispira, al sottoscritto, simpatia.

da Corriere.it:
La domanda del giornalista sul perché un uomo del Nord come l’ex ministro dell’Economia sponsorizzi una banca del Sud, ha fatto perdere le staffe a Tremonti che ha nervosamente ribattuto: «La prego di smetterla con questa menata che sono un uomo del Nord…». Ferrara si è subito infiammato e la risposta è stata bruciante: «A parte che la parola menata è proprio del Nord, ma menata lo va a dire a sua sorella… e cerchi di essere meno arrogante e faccia meno il professorino…».