Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Schifilitudini/2

Dopo le immagini dei prigionieri iracheni umiliati e maltrattati da soldati e civili Usa, la cui notizia a fatica avevo dato, Luca Sofri anticipa che stasera ne vedremo altre… e non belle:

Un elicottero Usa in Iraq mitraglia a morte tre persone che non costituivano nessuna minaccia. Due freddate sul colpo, una terza mentre si era rifugiata sotto un camion. “E’ ferito”, dice la voce dall’elicottero via radio. E l’ufficiale: “Sparagli, spara sul camion e su di lui”. La sequenza della nuova atrocità delle Forze Usa sarà mostrata questa sera dalla Tv via cavo francese “Canal Plus” nel programma “Merci pour l’info”. Il materiale video è stato rubato da “personale europeo che lavora in una ditta subappaltatrice dell’esercito Usa” e che ha lasciato l’Iraq due settimane fa.

PS: vedo che non ero l’unico a preoccuparsi dei propri punti Millemiglia ; - )


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Lucy getta la spugna

Avevo parlato di “Lucy il fenomeno” e come al solito qualcuno non aveva capito nulla. Il divertissement non era incomprensione per la gravità della situazione, semmai forte sottolineatura di quanto fossero in gioco i valori di credibilità e di serietà del servizio pubblico RAI.

Oggi la notizia: Lucia Annunziata getta la spugna. Evidentemente i “calci in culo” di Cattaneo, sotto forma di nomine non concordate, sono arrivati a destinazione.


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Compagnia di bandiera (a mezz'asta)

Alitalia precipita in borsa“. Prima riflessione: dire di una compagnia aerea che precipita mi sembra veramente di cattivo gusto. Detto questo c’è da affrontare un problema reale, importante e dalle conseguenze potenziali disastrose: il fallimento della nostra compagnia di bandiera.

Mi sembra di vedere i nodi venire infine al pettine:

negli anni delle “vacche grasse” (e degli aiuti statali) ci fu un turbinio di assunzioni in Alitalia, con stipendi e benefit forse sproporzionati e che oggi rappresentano un problema di gestione e di trattativa sindacale;

negli anni delle “vacche magre”, quando un settore affronta una crisi, restano sul mercato solo quelle realtà capaci di razionalizzare i costi, massimizzare i profitti, rubare spazi alla concorrenza e – ultimo ma non ultimo – fare bene il proprio lavoro.

Ora, se il ruolo del sindacato è quello di blindare le trattative, pensare che anche in strutture elefantiache i tagli siano impossibili e dannosi più delle nuove assunzioni senza tutele (che fanno numero e vanno perciò bene), stiamo freschi. Non dico che si debba accettare la strada della non tutela, della deregulation selvaggia, della precarietà: in assoluto no. Esistono però equilibri da rispettare in un mercato che pian piano sta diventando mercato vero, con interventi assistenziali sempre minori. Insomma, il giocattolo deve stare in piedi da solo.

Detto questo, l’altra faccia della medaglia: ho l’impressione  che il management abbia accumulato una serie di errori strategici tali da mettere in crisi il giocattolo stesso. Parlo ad esempio dell’accordo con KLM, saltato unilateralmente per la questione Malpensa, del titubare nella vendita parziale ad AirFrance, nell’essersi ritrovati con soli 200mln di euro in cassa.

Aggiungerei infine errori politici, di ogni schieramento: la tragedia si riconosce solo quando arriva all’epilogo?

Nota a margine poco seria: il sottoscritto ha la sua bella tessera Millemiglia bella piena: mi volete fallire proprio adesso? Ma scherziamo?


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Impegni

Ultima incursione di questa scarna giornata per dire che:

  1. vorrei tornare sul caso Ustica con stralci di un libro di prossima pubblicazione, un’anteprima dunque; vedo cosa riuscirò fare, dipende dal tempo che troverò per mettermi d’accordo con l’autore.
  2. sul Nuovo mi piacerebbe che qualcuno mi inviasse via mail la sua storia o la sua esperienza o le voci che ha sentito a delineare meglio quanto io ho rapidamente riassunto.

Grazie per la collaborazione e per la pazienza di ronzare da queste parti anche quando è giorno di magra.


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Il lavoro fa male

Tanto male che oggi non ho avuto un secondo di tempo per scrivere qui. Ma così tanto male che l’unica cosa che non posso esimermi di pubblicare è questa:

Casta, la sirena nuda che conquista la Francia
L’attrice nuota sulla copertina di Elle. All’interno sessanta foto per illustrare uno speciale sulla bellezza in attesa dell’estate.

Se qualcuno di voi abita in Francia me ne spedisce una copia?
NB: di sottofondo la canzone di Cochi&Renato… e lo sputtanamento, cos’è…


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M.o.i.g.e./2

Proprio non ci resisto. Tornando oggi a casa, su un cartellone pubblicitario titanico recante la pubblicita Parah di cui già detto pochi giorni fa (qui), campeggiava una scritta a spray: “la pubblicità fa male al pensiero”, o qualcosa del genere.
La particolarità è che lo spray nero è stato passato giusto giusto per coprire il seno della bionda Fontana. La cosa un pò mi ha fatto ridere. Messaggio condivisibile ma lasciato evidentemente da bacchettoni della prima ora.
Chissà perché mi è tornato in mente anche il post sul Moige del 29 aprile. A questo punto non posso non linkare ciò che con maggior pazienza è andato a scrivere Macchianera sull’associazione, mettendo in luce una serie di ridicole asserzioni presenti sul sito. Buon divertimento!


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Cosa c'è di Nuovo?

Il Nuovo?

Ci pensavo proprio ieri: che fine avrà fatto il Nuovo? Casualmente oggi, navigando su alcuni blog, vedo recuperato l’argomento. Verrebbe da dire, c’era una volta il Nuovo…

Per chi non conosce la storia, qualche link e qualche accenno (spero di pubblicare qualcosa di più organico a breve, dunque non pretendete nulla da questo post che è solo un pensiero appuntato al volo su un post-it stropicciato).

Con gran clamore l’esperienza di un giornale solo ed esclusivamente online (dunque non una testata giornalistica traghettata in Rete) fu lanciata da giornali e televisioni, che ospitarono nella prima settimana l’allora Direttore che promuoveva l’iniziativa editoriale. Nel tempo acquisì un discreto numero di contatti e le due redazioni, Milano e Roma, lavoravano alacremente. Insomma, alla fine aveva un suo pubblico. L’editore di riferimento era E.Biscom, anche lei particolarmente famosa in quel periodo (anche per la quotazione in Borsa nel periodo della bolla speculativa). La pubblicità in Rete non mantiene due redazioni, ma il Nuovo aveva trovato strade alternative molto remunerative: i redazionali per Telecom Italia (chiamati iniziative speciali) o la fornitura di contenuti per Poste ed aziende varie, ad esempio. I debiti però c’erano, immagino. Tanto che ad un certo punto la proprietà passa da E.Biscom a HDC Group (Luigi Crespi, you know?).

Le parole furono di grandi speranze e rilanci. Fatto sta che un certo giorno la sede di Roma viene spostata nel palazzo HDC. Dove? Negli scantinati. Coincidenze. Beh, anche i servizi telematici furono ridotti: mail con spazi di storage ridicoli, banda di connessione minima, agenzie di stampa tagliate (anche qui causa insolvenze). Non sono proprio bei segnali, anche se dall’alto si parlava di uno scintillante futuro. Era anche il momento, penso, di una lesa indipendenza editoriale. So per certo però che gli editoriali di Marini (per citarne uno) erano a dir poco esilaranti.

Il destino HDC si avvita, il Nuovo vacilla. Comitati di redazione da una parte, voci tranquillizzanti dall’altra. Alla fine però Fastweb stacca la spina: il debito accumulato era divenuto insostenibile. Alla bell’e meglio, si rattoppa una versione senza archivi e la si mette on line all’indirizzo web di HDC. Nemmeno il cambio-mnt del dominio all’inizio!

E oggi? Oggi la redazione romana prima e poi quella milanese hanno chiuso. Posti a perdere. Un’iniziativa gettata al vento da parte del management, forse. Non saprei.
So che oggi mentre l’home page riporta la data corretta i contenuti sono fermi al 27 febbraio scorso. Come un orologio rotto durante un incidente. Una specie di monito.

Un saluto sentito a chi lavorava al Nuovo, ça va sans dire.


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Fangala

Non fumo sigarette, solo qualche sigaro di tanto in tanto. Insomma, non sono un fumatore di quelli canonici. Epperò notizie come questa mi sembrano meritare una sola espressione: fangala!

“Divieto di fumo sulle spiagge di Santa Monica, ai trasgressori multe fino a 250 dollari” [ANSA]

PS: capisco nei treni, nei locali, negli ambienti chiusi in genere, ma in spiaggia! è per le cicche? allora fammi la multa se le getto in terra, non se le fumo diligentemente!