Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

E son botte…

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Marcenaro pesante sul Foglio (via Luca Sofri). Prima col Giornale: 

Tutto il rispetto del mondo per Mario Giordano, editorialista e direttore. Se va pazzo per gli ergastoli, è un suo diritto. Odia Sofri? Comprensibile. La cosa non ci piace, eppure è comprensibile. Importante è capire. Giordano ha terribilmente sofferto la sinistra. Era piccolino, vivacetto, tanta voglia di emergere. Gli capitò tra capo e collo quel disinteressato di Gad Lerner. La televisione, il palcoscenico, Milano-Italia. E che fece di Giordano il grande Lerner? Lo prese , lo mise in bicicletta, gli disse. “Adesso fammi il circo”. Lui lo fece, girò, rigirò, si adattò e sotto le telecamere, con un discreto share, e meditò la vendetta. Lerner era amico di Sofri. Il giovane ciclista scrive sul Giornale. Due più due fa finalmente quattro. Troppo poco maudit.

Tutto il rispetto del mondo per Marcello Veneziani, editorialista del Giornale e consigliere Rai. Veneziani va veramente scusato, se ce l’ha con Sofri. Si mette lacipria, si mette i foularini, parla come Flores, scrive come Flores, pensa su molte cose come la pensa Flores, indossa le Tod’s e dicono che è fascista. Molto fascista. O trova il modo di fare il fascista da qualche parte, o passa per una checca di San Francisco. Non conoscendo bene Lerner, prova a fare il fascista con Sofri. E, bisogna ammettere, ci riesce.

Poi con l’Indipendente (di)/(e con) Giordano Bruno Guerri:

Ma che coraggio, ma che autoironia, ma che prova di spiritosa audacia, di impavida autoirrisione, di spregiudicata baldanza, di canzonatoria prodezza. Chi? Ma come chi? Ma l’Indipendente, cari, il quotidiano nuovo uscito il 1° aprile, non a caso nel giorno degli scherzi, diretto dal Pitigrilli dei piccoli il quale, come lancio per l’esordio, si è scelto la seguente: “Indipendente fino all’ultima riga”. Fino all’ultima riga. Come se qui la partenza fosse stata: “Esce il Foglio, grasso che cola”. Non abbiamo avuto fegato. Loro lo hanno avuto. Chapeau. Ma davanti a un simile coraggio e a tanto humour, scappa di dare una mano al Pitigrilli. Contributo alle prossime campagne: “Indipendente, non si perde una pista”. “Indipendente, tanta farina e tutta del suo sacco”. “Indipendente, il quotidiano che vi dà la polvere”. “Indipendente, la cipria sulle notizie”. “Indipendente, il giornale che fiuta e rifiuta”. “Indipendente, dove mai il commento si ritira, piuttosto tira”. E altre ancora ce ne sarebbero. “Indipendente, per una destra ad alta tiratura”, per esempio. Ma poi perché, provando a ripensarci, insistere con Indipen-dente? E chiamarlo Indipe-naso?

Alè.

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