Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Bobo's Version

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Ricevo e pubblico:

Era una mattina della scorsa settimana e il Bobo se ne stava casalingo causa influenza. Olè. Egli si imbatte per la prima volta nella trasmissione diurna di Costanzo Maurizio. Alla trasmissione partecipano:

a) in collegamento da qualche provincia ligure, giovane donna (anni 20) anoressica, con tentato suicidio alle spalle; nel suo tentativo aveva coinvolto la sua migliore amica, anch’essa anoressica: la quale non aveva fallito e c’era rimasta. La giovane donna della provincia ligure dichiarava di vivere nel rimorso e nel dolore. La chiameremo Pina;

b) in studio (la sua presenza in trasmissione si intuiva essere abituale) una signora tra i 50 e i 60: faccia pulita, piccolina, vestita sobriamente, piglio da laboriosa massaia padana. Ad una prima occhiata la si direbbe cattolica, impegnata in qualche forma di volontariato missionario; una di quelle tipe che le incontri in gita a qualche santuario di qualche madonna sconosciuta, con tanti vecchietti, arzilli quanto lei, che la sera se ne vanno a ballare e alla fine limonano. La signora, mi sembra di intuire, è malata di cancro. La chiameremo Pinuccia.

Costanzo Maurizio sollecita la signora al punto b) ad interloquire con la giovane al punto a).
“Pinuccia, spieghi a Pina che cos’è la vita…”
La Pinuccia non ci pensa un istante e non se lo fa ripetere due volte: “La vita è un alito di vento, è il sorriso di un bambino, una passeggiata al tramonto. La vita sono gli occhi della persona che si ama, un fiore che sboccia al mattino, il primo giorno di primavera… la vita è come un tramonto in riva al mare, è una continua rinascita nell’amore…”

Costanzo Maurizio appare soddisfatto della lezione impartita dalla Pinuccia e la blocca prima che cominci a parlare delle gioie del sesso, della bontà di un Big Mac, di quanto si gode al bagno quando si espunge qualcosa che ingombrava parecchio. E si rivolge a Pina: “Allora, ha capito cos’è la vita?” Pina, in collegamento con lo studio delle meraviglie, piange sconsolata e irrimediabilmente triste. Seguono chiose del dott. Morelli e di Costantino.

Il Bobo percepisce un acuto e improvviso peggioramento dei suoi sintomi influenzali; e pensa che andrebbe istituito il reato di “lesione dell’etica pubblica”. Che prevede pene fino all’ergastolo. ‘azzo, quanto schifo…

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