Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Fiumicino, i bagagli persi e Mr. Lebowsky

1 Commento

Come dicevo nel post precedente, il 10 agosto sono ripartito dalla Namibia alla volta dell’Italia. Il volo dell’ottima Air Namibia ci portava nottetempo fino a Francoforte, dove un volo Alitalia ci attendeva per rientrare Roma. Peccato che il tempo per la coincidenza fosse così esiguo da obbligarci ad una corsa tra i vari terminal dell’aeroporto di Francoforte, chiedendo con un certo imbarazzo a chi era già in fila ai varchi di sicurezza di poter passare avanti (immaginate i tedeschi in fila, quanto possono essere stati elastici…).

Comunque, ce la facciamo e a imbarco già iniziato arriviamo al gate. Una hostess di terra Alitalia ci chiede se avevamo armi nei bagagli. Rido e le spiego che no, non ce n’era nemmeno traccia. Ci spiega che la domanda era solo per evitare problemi nei controlli dei bagagli, col rischio che questi non potessero essere imbarcati per tempo. Bene, si parte, del tutto ignari dei problemi che lo scalo di Fiumicino aveva avuti nei giorni precedenti.

Atterrati, ci dirigiamo verso il molo 9, dove i nostri bagagli sarebbero dovuti arrivare. Abituati ai quasi 30-40 minuti di media che impiegano nelle consegne a Fiumicino, uno scandalo da anni che non vede fine, resto paziente e fiducioso nonostante le migliaia di bagagli accatastati in ogni dove, alla portata di qualunque persona avesse voluto impossessarsene. Scioccato ma fiducioso, dunque. Dopo 1 ora e 15, capisco che è inutile attendere oltre e mi reco al banco reclami, dove sporgo denuncia.

Compilo la denuncia, do i particolari e mi viene consegnata una pratica con tanto di numero da citare al call center nel momento in cui avessi chiesto lumi sul destino dei miei bagagli. Mi dicono che ci sono comunque problemi con le etichette stampate a Windhoek, perché il numero di collo era parziale ed illeggibile. Comprendo, ma faccio presente che sotto c’è un bel codice a barre e che loro hanno dei lettori a pistola con cui verificare il numero; ci provano, demordono subito dicendo che lo strumento non era funzionante. Sconsolato accetto il consiglio di provare a telefonare dopo pranzo, quando un successivo volo da Francoforte sarebbe atterrato.

Chiamo, attendo 20 minuti e finalmente una voce mi dice che non c’erano messaggi relativi alla mia pratica e che non avevano idea di dove fossero le mie valigie. Esterrefatto, decido di andare in aeroporto. Passo il varco della dogana ed arrivo al magazzino, dove persone cortesi ma assolutamente svogliate e con una flemma non giustificabile a fronte dell’arretrato da smaltire consistente in quasi 5mila colli (!), mi dicono di cercare tra tutti i bagagli dentro e fuori il magazzino, di passare tranquillamente ogni divieto di accesso e di cavarmela da solo.

Accetto la sfida, improba, e trovo con una certa fortuna il primo collo. Faccio presente la cosa e mi dicono di prenderlo, tranquillamente. Nel frattempo, noto alcune valigie aperte ed altre che vengono man mano sigillate. A terra, accanto al molo 9, una custodia per il trasporto di fucili, lì, in bella vista e pronta ad essere presa dal primo pazzo di transito. Sono ormai decisamente schifato. Però vado al banco reclami, dove non sanno assolutamente nulla degli altri due colli.

Ad un punto, un colpo di genio: gli dico che forse i codici bagaglio inseriti erano fittizi, perché la mattina mi avevano detto che non riuscivano a leggere i numeri. Non leggendoli, non avevano messo una nota in bell’evidenza, ma si erano inventati dei numeri forse a caso, col risultato che nessuno rintracciava più nulla… Insisto e propongo di leggere il codice sull’unico bagaglio rintracciato e di desumere gli altri due poiché in sequenza diretta. Bingo: sono su un volo Lufthansa che atterra dieci minuti dopo.

Attendo, li recupero e torno a casa. Sono ormai le 20, sono partito alle 19 del giorno prima, sono stanco, sfinito, sconvolto dal malfunzionamento dello scalo romano, dal pressapochismo delle persone, da quanta buona volontà ci devi mettere per risolvere in autonomia il tuo problema.

Bentornato in Italia.

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One thought on “Fiumicino, i bagagli persi e Mr. Lebowsky

  1. beato te: linate praga con scalo fiumicino ,prima parte del volo con airone poi con czeck airlines: i bagagli non sono mai arrivati a destinazione.Per precauzione avevo impacchettato la valigia a linate con la trust per la modica cifra di 8 euro.(Conteneva gli abiti migliori che avevo 1 orologio elegante , scape ecc per circa 2000 euro)Il viaggio di lavoro era organizzato da un agenzia di milano che aveva come assicurazione la mondial assistance.A praga dove mi trovavo per un congresso importante per ben 6 giorni non avevo niente se non me stesso.Solito reclamo con rilascio di codice “PIR”.Attesa per alcuni giorni fiducioso.Nel frattempo sono stato costretto ad acquistare generi di prima necessità quali boxer camice abito maglioncino spazzolino ecc.Ho tenuto tutti gli scontrini e mi sono attenuto scruplosamente al mio ritorno alle procedure per ottenere il rimborso.HO dovuto rimandare gli stessi fax in rep ceca ben 4 volte e varie raccomandate.A tutt’oggi (sono passati tre mesi ho ricevuto solo una lettrea di czeck airlines che mi dice che niente mi sarebbe dovuto , mancando gli scontrini del contenuto della valigia (chi tiene per mesi gli scontrini di camice , giacche scarpe pantaloni orologio ecc?)ma che per ragioni “commerciali “mi riconosce 400 euro.Idem la trustsecure.Niente da parte di mondial assistance.Nel frattempo sono pero’ stato costretto a riacquistare quanto era sparito.
    Anche io al ritorno ho peregrinatonei depositi bagagli e cercato su scaffali contenenti migliaia di valige perse sia a linate che a fiumicino senza esito , con impiegati con divise alitalia che guardavano gli europei di calcio nella penombra dei magazzini.A linete ho chiesto con insistenza chio fosse l’addetto all’ ora del mio check alla rampa del volo airone,mi sembrava ovvio che ci fosse un responsabile, uno che firma..ho fatto presente che anche gli addetti alle pulizie dei gabinetti di solito firmano dopo il loro operato, ma niente: i manigoldi si coprivano tra di loro dicendo che era impossibile saperlo.
    Chissa come andra a finire.Cmq capisco sempre di più chi insiste per caricare in cabina trolleys enormi al posto di caricarli nella stiva.
    ciao.

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