Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Gaza, Santoro e la politica

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Ricevo da Alessandro Abati e volentieri pubblico il seguente articolo.

Vivo da alcuni anni in medio Oriente, dopo aver vissuto negli USA e nei Balcani. Vista da qua, la tragedia di Gaza (genocidio e non guerra) è stata trattata da molti media italiani con molto provincialismo (che non sarebbe una colpa ma un limite) e, purtroppo, da altri con servilismo (che non è un limite ma inciviltà) alla Comunità Ebraica e alle ragioni dello Stato di Israele.

Temo che Santoro sia stato contagiato dalla grande frustrazione sofferta del lettore/ascoltatore medio e della più parte dei cittadini europei che si son dovuti sorbire oltre 20 giorni di un conflitto, avviato da Israele per ragioni elettorali, commentati come un diritto e necessità dello Stato di Israele di difendersi, con il massimo dispiegamento di soldati ed armi tecnologiche (anche illegali per le Convenzioni di Ginevra), dagli impotenti assalti dai razzi Kassam di Hamas. Peraltro, con il triste risultato di annientare anche persone inermi: donne e bambini. Certo, la trasmissione è stata al 99,9% focalizzata sulle perdite umane subite a Gaza, ma non ha ripagato nessuno per lo sdegno e il dolore provocato dalle perdite di questo genocidio.

Quando l’esercito italiano è stato impiegato in tante missioni con compiti di peace-keeping, per ricostruire gli scenari post-bellici (per il quale i nostri soldati risultano fra i migliori, come di recente in Libano), gran parte degli italiani si avvolgeva nella bandiera arcobaleno e li ha accusati di ogni infamia. Quando uno Stato, che sistematicamente viola le Risoluzioni dell’ONU, aggredisce persone anche civili, cresciute e forzatamente confinate in quelle aree senza diritti umani, questi stessi italiani dichiarano che Israele ha diritti di difendersi. Un Paese non è democratico perché indice elezioni politiche trasparenti, ma allorché i suoi Governi e le sue Istituzioni agiscono nel pieno rispetto della legalità internazionale nei rapporti con gli altri Stati e territori: quindi, l’Italia è un Paese democratico, Israele no.

Avendo inoltre lavorato come ADVISOR per quasi 10 anni a Roma per Governi di destra e sinistra, posso tristemente affermare che al di là delle numerose ‘massonerie’ che più o meno lecitamente sono le uniche forze a decidere nomine e cariche di POLITICI e Direttori di Giornali, esistono poi anche delle forze e istituzioni culturali e politiche che agiscono con trasparenza ma anche straordinaria efficacia. Ebbene, tra i maggiori sponsor dei nostri Parlamentari (e di conseguenza dei Ministri che fra essi vengono scelti), ci sono l’Ambasciata USA, la COmunità Ebraica e lo Stato del Vaticano. Ciscuno di loro asserve alle legittime logiche culturali, economiche e/o poltiche di queste lobby di potere. Il problema, per noi cittadini, è quando la levatura di alcuni nostri Parlamentari è così scarsa da dover trasformare la quasi totalità delle loro azioni in puro servilismo dei loro sponsors.
Ovviamente, il non esistente Stato della Palestina, non potrà mai ottenere fra i media un equilibrato trattamento delle informazioni, e questo, soprattutto, per colpa delle Istituzioni/Organismi internazionali come le Nazioni Unite. Infatti, in questi giorni, il povero Sarkozy, unico ad aver sollevato la sproporzione dell’intervento militare israeliano, sembrava un matto esagitato in mezzo a tanti politici smidollati e senza alcuna visione della politica civile (=non commerciale e non militare).

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