Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

Gabanelli, Monicelli e Luttazz…

1 Commento

Gabanelli, Monicelli e Luttazzi, una boccata d’ossigeno. Su #raiperunanotte

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One thought on “Gabanelli, Monicelli e Luttazz…

  1. SIGNOR JAZZ
    ..Chi lo avrebbe mai immaginato,
    di improvvisarti, fare parte di te
    e scritturare il mio sollievo..

    Non ho mai sentito nulla di più bello
    Il Jazz è come un sogno
    È la casa mentale di tutti gli accecati artisti.
    Lui è un elegante signore
    Il signor Jazz
    Ti guarda
    È tutta una risposta
    In lui
    C’è candore e tanta gentilezza
    Lui può esserti di male
    Ma ti capisce se l’ami.

    Le mie note parole
    Sono lacrime agli occhi.

    Non c’è altro da fare
    Scrivi in continua saggezza
    Il Jazz poetico
    È il tuo annuncio
    La tua memoria
    Il tuo vecchio impiccato Jazz.

    Le mie note parole
    Sono lacrime agli occhi
    Ancora sulle guance
    In un lungo silenzio personale.

    L’insensato Jazz
    È il controllo del volto in volo
    Un tipo curioso e galante
    Un quadro tenuto sotto uno stato impensabile
    O una donna
    Conosciuta in un giorno affollato
    Nel centro di un’idea.

    Il Jazz
    È un cielo giunto fra città nemiche
    Con i suoi imminenti
    Cambi di umore e stagione
    Il primo segno
    Il primo colpo di tosse
    E contatti di luce fuoristrada..
    Autostrade incalzanti.

    Un bel po’ di storia
    Il Jazz
    Fra orecchio
    Palato fine
    E spalle minacciose
    Un bel po’ di vita
    Il Jazz
    Scarabocchio indelebile
    Infilato nella tasca anteriore della carne
    La bestia originaria
    Puro investimento
    Di un artista in ascesa o discesa.
    Un bel po’ di note
    Il nontiscordardimè improvvisato Jazz.

    Non ho mai libato nulla di più libero
    Un sorso di caffè
    È la mia vecchia impressione
    Un sorso di contentezza
    È la pelle d’oca
    Di starmene accolto
    In tua compagnia
    Per luoghi accoccolati ad occhi abbassati.

    Le mie note parole
    Sono lacrime agli occhi
    Ma sane e forti
    Come correnti di eventi
    E dentro un’occhiata a quei fogli inesistenti..
    Che individuano l’immortalità del Jazz.

    Lettera poetica del signor Jazz:
    Maurizio Spagna

    ©
    di Maurizio Spagna
    http://www.ilrotoversi.com
    info@ilrotoversi.com
    L’ideatore
    paroliere, scrittore e poeta al leggìo-

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