Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


1 Commento

Brescia vola a Torino

Rossella BresciaRientrando da Torino a Roma ieri sera, dopo un’intensa e faticosa giornata di lavoro, ho avuto il piacere di veder allietato il mio volo da:

1. un pilota sù di giri, che ogni tanto nel silenzio più assoluto urlava nel microfono "a destra potete vedere la famosa Piombino!" o "signori, a sinistra una cartolina magnifica di Roma in notturna!!" (giuro, ad alta voce e con piena gioia evidentemente da condividere… ma con i nostri soprassalti, immersi nel torpore del rientro)

2. un posto in business, con poltrone finalmente abbastanza larghe per non dover deambulare ridicolmente all’arrivo per riconquistare una corretta postura

3. una ragazza molto carina ed abbastanza simpatica alla mia sinistra, intenta nella lettura di un voluminoso libro (che non ho capito quale fosse)

4. la signorina qui di fianco alla mia destra che ammetto, avevo fin qui sempre sottovalutato; molto carina e – lo ammetto – gli sguardi che ha regalato erano più o meno come quelli che vedete in foto (salvo la maglietta, che non era né trasparente né bagnata)

Beh, nonostante questo, credo proprio di aver dormito almeno dieci minuti!


3 commenti

Sassi/1

Su questo blog ho già fatto la parte della comare che resta interdetta dai prezzi delle zucchine. Il presente ragionamento non è poi così lontano dai precedenti. Sono alcuni giorni che guardando le pubblicità in televisione mi rendo conto di quanto siano stupide, finte, irritanti.

Partiamo da Barilla: un cuoco prepara un sugo pronto in una cucina industriale modello ristorante e – in parallelo – lo si vede cucinare nella cucina di casa, circondato dalla moglie e da due figli. La voce della moglie ci dice che il sugo è così buono perché mentre lo prepara pensa alla famiglia… Primo: se la Barilla il sugo lo preparasse in una cucina come quella e su tegami normali, ogni barattolo costerebbe 20 euro. Perché non farci vedere lo stabilimento industriale coi suoi bei fusti in acciaio? Secondo: per me il cuoco mentre cucina pensa a quanto manca alla sirena o alla moglie rompiscatole che non ha voglia di vedere quando esce… Ma no! Tutte le famiglie tv sono felici, con bimbi belli e ogni cristo di cliché possibile e immaginabile. Da nausea.

Mulino Bianco (stessa proprietà, stessi cliché): famiglie felici, in case con giardini da sogno, tavole imbandite per colazione e tanto ma tanto tempo per mangiarsi una briochina prima di andare a lavoro. Io mi sveglio con l’occhio pallato, stanco, incazzato perché debbo correre che sono già in ritardo, con il caffé che non viene su dalla moka, col rumore del traffico che arriva dalle finestre e qualche notizia infausta dal tg. Uguale! La normalità sono io o la famiglia media rappresentata in pubblicità? E chi compra, io o loro? Un pò di rispetto, please.

In questi giorni c’è un’altra pubblicità che impera: solita famiglia del cavolo, il più piccolo dei figli raccoglie una stella marina agli estrogeni, il primogenito spinto da vocazione animalista la prende e la restituisce al mare sotto il sorriso contento della madre politically correct che ha cucinato e che serve il pranzo a tavola. La tavola deve essere imbandita su uno scoglio, perché attorno si vede solo il mare modello Stintino. Primo: un bambino in media la seziona una stella marina. Secondo: la madre se prepara il pranzo mentre il marito poltrisce a tavola è mediamente incazzata. Terzo: se io avessi una casa con una vista del genere non mangerei surgelati, di certo, e forse nemmeno mi cucinerei. Quarto: ma chi ha una casa così a parte Tronchetti Provera?

Eppoi ci sono le pubblicità sceme. Quelle senza un senso. Che non fanno ridere, che non comunicano nulla, che fanno solo rabbia perché ti considerano un demente. E le eccezioni sono veramente poche (quelle poche sono delle chicche piacevoli, che sei anche disposto a guardare). Se volete, utilizzate i commenti per indicare quelle oscene e quelle meritevoli di menzione.


Lascia un commento

Qual'è la sinistra, qual'è la destra

Mi torna in mente la voce di Gaber… ma a leggere di questi tempi le dichiarazioni di Fini si resta a bocca aperta (anche un pò ammirati, molto più di quando parla Rutelli in Ruini):

"tutto possiamo essere, tranne che un popolo xebnofobo, perchè il mondo è pieno di gente che porta cognomi italiani". [da Corriere.it]

Aggiungo l’intervista riportata da Repubblica, del "compagno" Fini:

"Noi siamo uno strano Paese, dove si ondeggia sempre fra politiche troppo dure o troppo morbide. Ma su questa storia dell’immigrazione bisognerebbe conoscere la storia prima di parlare".  "Gli italiani tutto possono essere tranne che un popolo xenofobo, visto che il mondo è pieno di gente che porta cognomi italiani. Non vedo molta differenza tra gli immigrati che oggi vengono dai Paesi sottosviluppati e gli italiani che sbarcavano in questi porti con le valigie di cartone. Chi scappa dal proprio Paese perché cerca lavoro e un’esistenza dignitosa per sé e i propri figli merita tutto il nostro rispetto".

"Consiglio una visita al museo dell’emigrazione a Ellis Island, a New York. Quei volti scavati di italiani, quei braccianti meridionali, hanno contribuito a fare grande quel Paese. E quegli emigranti italiani di cento anni fa non erano diversi da quelli che vengono in Italia dal terzo e quarto mondo. Lo molla è sempre la stessa, la fame, il bisogno di lavorare. La risposta vera a questo fenomeno di massa di dimensioni bibliche può essere solo nell’integrazione. Guai se ci si concentra solamente sulla repressione dei clandestini".

Sconfessa la legge sull’immigrazione? "Non disconosco assolutamente una legge che porta anche il mio nome, ma faccio notare che in Italia si parla solo della repressione. Io credo che sia sbagliato, di fronte ai clandestini che attraversano le nostre frontiere, pensare solo ad alzare barriere".

All’inizio della legislatura lei propose di estendere il diritto di voto amministrativo agli immigrati regolari. Quella proposta di legge però è finita su un binario morto e anche nel suo partito ci furono delle polemiche accese. La riproporrete? "E’ vero, quella proposta di legge si è fermata in Parlamento e non credo che farà passi avanti da qui alle politiche. Ma mi impegno a ripresentarla nella prossima legislatura".


1 Commento

Dell'educazione

Sono alcune mattine che con disagio noto la maleducazione dei condomini del palazzo in cui lavoro. Ogni mattina arrivo, imbocco sorridente il vialetto e – incrociando qualcuno – sorrido salutando come dovrebbe suggerire la buona educazione. Nisba! Dall’altra parte un silenzio quasi astioso e la faccia di persone che pensano “ma chi ti conosce!”. Penso proprio che al prossimo che non saluta gli rovino la giornata con una piazzata degna di essere tramandata ai posteri.


Lascia un commento

dBlog 2.0

Me la sto rischiando: ho installato la versione 2.0 RC1 di dBlog, l’ottimo open source per siti e blog messo a disposizione da Marlenek. Per un paio di giorni, impegni di lavoro permettendo, vedrete una grafica standard, almeno fino a quando non riuscirò a migrare il template di Lebowsky.

Incrociamo le dita!


Lascia un commento

Via del Comune 44

Sabato scorso, 2 luglio, mi sono piazzato davanti alla tv per godere di uno spettacolo che chi non ha vissuto da vicino non può comprendere. Il Palio di Siena. Molti anni fa ho vissuto, ed amato, Siena da vicino; le finestre di casa affacciavano su Via del Comune da una parte e sul giardino della Nobil Contrada del Bruco dall’altra.

Bandiere e sbandieratori, cene di contrada, rulli di tamburi… e poi le prove, i cavalli, i 75 secondi impiegati per completare i tre giri di piazza. Adrenalina. Insomma, il Palio ce l’ho nel sangue e con esso l’attaccamento al Bruco. Finisce così che un sabato di luglio mi ritrovo ad urlare davanti alla tv come un ultras di calcio (mentre per un goal non lo farei mai!), felice come una pasqua per la vittoria di Berio (montato da Trecciolino).

Pazienza per le polemiche a volte anche giuste degli animalisti. Comprendo razionalmente, ma non riesco ad affrancarmene emozionalmente.


Lascia un commento

Serve un web designer?

Massimo Pedacchia Web Designer

Vi serve un buon web designer? Bene, ve ne consiglio uno, particolarmente bravo, con cui ho avuto la fortuna di lavorare in questi ultimi due anni e che secondo me ha ancora ottimi margini di crescita. Si chiama Massimo e potete contattarlo via mail all’indirizzo drugantybus@hotmail.com e chiedergli il cv o il numero di telefono per parlarci di persona. Sono sue quasi tutte le realizzazioni sia web che cartacee prodotte da Echo 3 negli ultimi anni. Qui sopra una sua elaborazione.


2 commenti

Il valore delle cose

Lire, euro, carovita… questi discorsi li leggo sui giornali e li sento per la strada, ma ci casco anche io, allibito ogni volta da come quello che anni addietro era un signor stipendio oggi consenta una vita appena dignitosa.

Ieri era il giorno del mio compleanno e per recuperare una giornata che definire pesante è un eufemismo, mi sono concesso del sushi in uno dei ristoranti giapponesi migliori di Roma. L’ho fatto con coscienza, dunque sapendo a cosa andavo incontro. Eppure l’idea di avere nel piatto davanti a me 82mila lire di riso e pesce in si e no quindici “pezzettini” mi ha lasciato ancora una volta la sensazione che questo mondo va a rotoli.

Così penso che l’unica soluzione sarebbe lasciare anche l’euro, ma non per la lira, bensì per una nuova unità di misura: i giorni di lavoro. Sì. Se contassimo in giorni di lavoro la nosra spesa, probabilmente rifiuteremmo una volta per tutte questo sistema.

PS: comunque la cena era ottima ed il pesce freschissimo…


Lascia un commento

Uèltroni for President?

da Wittgenstein (e prima da Vanity Fair):

Arrivasse un marziano a Roma e leggesse i giornali, alla ventesima volta che vedesse qualcuno dichiarare “la leadership di Prodi non è in discussione”, gli verrebbe qualche sospetto.

Già. Trovo personalmente Veltroni un gran paravento (mi sono censurato…), piuttosto furbetto ed intelligente, politicamente capace. Non mi fa impazzire, ma condivido ciò che molti pensano e pochi scrivono: sarebbe comunque meglio di Prodi e riscuoterebbe molti più consensi nell’elettorato di centro-sinistra.