Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


3 commenti

E se tornasse alle imitazioni?

Recupero da Luca Sofri la piccola posta che Adriano ha dedicato sul Foglio a Sabina Guzzanti, in riferimento ad un ripugnante articolo della medesima uscito – ma va là – su La Repubblica qualche giorno addietro:

“Cara Sabina Guzzanti, ho dunque appreso, pressoché per caso, che col passare degli anni – moltissimi anni – ti sei formata un’opinione negativa sul mio conto, al punto di dedicarle un paragrafo del tuo spettacolo. Se fossi libero, verrei a teatro e ti interromperei, chiedendoti conto, non dell’opinione, ma degli strafalcioni coi quali la sostieni, coincidenti con quelli cari a Marco Travaglio, persona ai miei occhi repellente e vile, già fautore nei miei confronti di agguati, dai quali dovrei guardarmi “strisciando lungo i muri”: non so se anche quell’antico testo, del quale Travaglio si è dichiarato ancora poco fa fiero, sia entrato nel tuo copione. Siccome poi tu hai accolto il più volgare e mellifluo degli argomenti a mio carico, che contrappone la mobilitazione privilegiata di cui godo (con quali risultati, è evidente) all’indifferenza o peggio verso i detenuti anonimi, ti interromperei non per chiederti notizia del tuo impegno su carceri e carcerati oscuri, che è affar tuo, né per informarti del mio impegno su carceri e carcerati, prima volontario, poi obbligato, e durato una lunga vita, bensì per suggerirti la lettura di decine di scritti del tuo soggettista Travaglio ribollenti di disprezzo per i detenuti, di sarcasmo verso la licenziosità del sistema penale e penitenziario italiano, di scandalo per l’eventualità di qualsiasi misura di clemenza. Anche lì, contraffacendo dati di fatto e verità. Naturalmente mi dispiace di tutto ciò, perchè avevo chissà perché equivocato il tono delle nostre eventuali conversazioni passate e future. Se uscissi, verrei a interromperti dalla platea. E’ improbabile che succeda: peccato. Mi accontento intanto della piccola posta, e ti saluto. Adriano Sofri”


1 Commento

Tempismi/2

Via Manteblog, un’aggiunta ironica alle sconcertanti coincidenze di questi giorni (di Brodo Primordiale):

Pare che Bush sia molto incazzato con Reagan. Gli aveva chiesto di morire verso ottobre, e quello ha anticipato i tempi. Se gli si rompe il surgelatore, c’è anche il rischio che Bin Laden vada a male durante l’estate.


1 Commento

Giornate di sole

Ri-guardando il banner VespaBlog da me proposto e presente nei migliori blog italiani (si dice sempre così no?), ho ripensato a una pubblicità comparsa in questi giorni a Roma: un nuovo collegamento via mare tra Civitavecchia e Barcellona. Ora è vero che ho una nuova compagna da soddisfare, ma la vecchia cara Vespa meriterebbe ancora un bel viaggio e la Spagna potrebbe essere meta interessante in un prossimo futuro.
Il ricordo della Corsica, dei chilometri percorsi, dei portapacchi carichi oltre ogni ragionevole limite e del cavalletto “limato” ad ogni curva risvegliano il mio cuore di vespista. Chi ha provato, sa.


3 commenti

Tempismi

Lo so, con queste due righe mi attirerò giudizi pesanti e attacchi frontali, mi sarà dato del pazzo, della persona che legge dietro ogni cosa complotti loschi e indicibili. Allora, prima di dirla tutta, ci tengo a precisare che sono contentissimo per la liberazione degli ostaggi italiani, che non approvo la politica da oratorio messa in piedi dal centro-sinistra sulla questione irachena, che pur essendo stato contrario all’intervento militare oggi sono parimenti contrario ad una fuga, ecc. ecc.

Detto tutto questo, a me la liberazione degli ostaggi quattro giorni prima delle elezioni suona veramente strana. Bene, ora potete pure scatenarvi con le accuse.


2 commenti

Pe' dove devo da anna' mo?

Spassosa scenetta in treno (metropolitano) questa mattina. Due autisti bus di linea romani, uno dei due evidentemente assegnato ad una linea mai percorsa prima, il secondo che cercava di dargli lumi su come non perdersi per strada.

“Via Cicerone, c’hai presente!”
“Ah, si!”
“Beh, ar semafero giri a sinistra, poi arivi a piazza Cavour, je ggiri attorno e te butti su Lungotevere, sempre dritto nun te sbagli!”
“E poi?”
“Poi arivato a Piazza Trilussa te butti a sinistra, che ar ponte dopo, Ponte Garibbaldi, devi da girà a sinistra”
(…)
“Ammazza ahò, quanto c… ce metto pè fà tutto sto giro?”
“No, mica tanto… n’ora e cinquanta e sei al capolinea!”
“Me coj…ni!”

Quanto avrei voluto seguire l’autista fresco di linea e vederlo ogni tanto cercare con occhio bisognoso un passeggero di quelli che tutti i giorni prendono lo stesso autobus, chiedendogli “Pe’ dove devo da anna’ mo?”. E in dieci avere tutti teorie diverse sulla retta via, come sempre.


8 commenti

Bobo's Version

“Mamma sono un ribelle!”

(ANSA) – ROMA, 4 GIU – Disobbedienti si’, ma anche se si sceglie di essere un po’ ribelli, alla mamma non si scappa. Stando nei cortei dei pacifisti che hanno attraversato Roma, stamani non era inusuale ascoltare le telefonate dei piu’ giovani che rispondevano spazientiti a mamme o parenti ansiosi. ”Si’, si’, stai tranquilla – si poteva sentir ripetere dal malcapitato di turno – non e’ successo niente, e’ tutto tranquillo”, mentre, gli occhi si levavano verso il cielo e le mani facevano ampi ed eloquenti gesti agli amici vicini. Altri giovani pacifisti piu’ accondiscendenti, venuti anche da altre regioni, spiegavano al genitore premuroso e un po’ pedante, con dovizia di particolari, cosa stava accadendo. ”Ma no – dicevano – non c’e’ niente di preoccupante, solo qualche cassonetto rovesciato e un po’ di fumogeni. Sto bene, nessun problema” e poi via di nuovo a far sventolare la bandiera della pace e a gridare slogan contro il governo e contro ”il signore della guerra”.(ANSA).

DE/TER
04-GIU-04 15:13 NNNN

ps ‘mbeh! ? C’è mica da fare della facile ironia, sapete: pure James Dean c’aveva ‘na mamma… pure Lenin, se è per questo: e Mao Tze Dong, e Rosa Luxemburg, e il ciccione dei 99posse (magari ce l’ha ancora… complimenti, signora!)

pps oh! Ieri sera i nogrobbar convenuti nella capitale per confliggere contro Darth Vader si sono ritrovati in un centro sociale, per un concerto di Caparezza. Costui un tempo si faceva chiamare Mikimix e partecipò a Sanremo – nel 1998 – con una canzone dal titolo “E la notte se ne va”. Recitava strofe tipo “Cado morbidoso sul rettangolo di letto / Ding ding dong dodici rintocchi, chiudo gli occhi / Ed il paese dei balocchi è qui / E le porte sono tutte aperte, quante scoperte / Si fanno sotto le coperte / Ed è dolce come panna l’eco della ninna quando vado a nanna…”. Dite quello che vi pare: per me il culo di Jamelia c’ha più spessore politico. E attendo che Topo Gigio diventi marxista, cominci a fare teatro d’avanguardia e si metta a capo di moti di contestazione di piazza. In Italia tutto è possibile.


3 commenti

Bobo's Version

Il bobo ci vorrebbe dire grazie, a costoro. Al sig. Presidente Bush, e anche agli amici Nogrobbar. Che stamattina è uscito di casa, ha inforcato la Vespa: e mai Roma era stata più sgombra dal traffico, mai la viabilità era stata tanto agile e a misura di bobo. Dico sul serio: pareva ferragosto. Gli allarmi dei giorni scorsi hanno dissuaso i cittadini dell’urbe dall’utilizzare i loro mezzi per recarsi al lavoro. Forse li hanno dissuasi dal recarsi al lavoro tout court. E le arterie principali, anche quelle del centro, erano aperte e percorribili. Il bobo ha viaggiato felice sul suo due ruote retrò. Sopra di lui, ‘sti elicotteri che volavano e volavano; e, ad ogni semaforo o angolo di strada, amici delle forze dell’ordine che lucidavano i loro manganelli. C’era da sentirsi al sicuro, con tanta milizia di stato schierata a modo. Grazie davvero: al sig. pres. americano, al sig. pres. del cons., ai sig.ri amici pacifisti nogrobb. Sta’ variazione sul tema “traffico cittadino tragitto casa-ufficio” al bobo ci è piaciuta. Anche l’attenzione dimostrata nell’aver aspettato che io arrivassi a destinazione per cominciare a bruciare cassonetti, copertoni, bloccare la metro, inscenare tafferugli stile “gavettoni dell’ultimo giorno di scuola alle medie”… ‘sta cosa che Bush ha fatto tutti i suoi giretti, Fosse Ardeatine, Papa, Quirinale, senza mai starmi tra le scatole o tagliarmi la strada… ahò, il bobo le ha apprezzate tutte ste’ cosucce. Bravi.

Ps c’è una cosa, invero, che il bobo proprio non sopporta: questa rappresentazione del conflitto, che conflitto non è, questa guerriglia urbana parolaia, vetero-fricchettona e pauperista, finisce spesso per trasformare in operette da quattro lire faccende molto serie; rassegnarsi al bipolarismo dell’idiozia, e quasi quasi sentiri costretti a scegliere tra gli slogan di quattro figli di papà vestiti da straccioni – che urlano “10, 100, 1000 Nassirya” – e i sorrisi di gomma di un nano milanese tutto rifatto che pare Renato Balestra, accompagnato da un pirla del Texas, … ‘azzo, ma come si fa? Come diceva Gaber…


4 commenti

Giur-impudenti

Roma, alcuni gruppi sono intenzionati a bloccare le linee. Sarebbe la paralisi del traffico. Caruso: “Azione legittima” (da Repubblica di oggi).No, non è legittima. E’ interruzione di pubblico servizio. Aggiungerei anche il reato di sfasciamento di maroni ai danni dei cittadini dissenzienti. Ergastolo, grazie.


3 commenti

Sondaggio ancora aperto

Caro Bobo, come vedi non censuro nulla… in fondo è la Bobo’s Version, dunque te ne assumi tutte le responsabilità! Piccolo sunto delle preferenze ad oggi, ma spero continuiate a scrivere e scegliere ancora fino a domenica:

Il mio primo film era così brutto che in sette Stati Americani aveva sostituito la pena di morte” (by Rudy, perché adoro il vecchio Allen)

Play it again, Sam” (by Annie, perché anche se somiglio più al Bogart di Woody, è sintetico, suggerito da Annie di cui il Bobo mi ha detto un gran bene e la traduzione italiana del provaci ancora ricorda che ad esser caparbi qualche volta ci si guadagna nella vita)

Questo non è il Vietnam, è il bowling, ci sono delle regole.” (by Bobo, perché quantomai attinente al nome del blog)

Il mio cervello è il mio secondo organo preferito” (by Bobo, senza perché)

Attendo consigli!