Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Re: italiani, vacanze e varie amenità

Repetita juvant, evidentemente.
Navigando oggi avevo trovato per ben due volte pubblicato il post del 17 agosto. Ne ho provato a cancellare uno, con accesso negato. Provo allora l’altro, idem. Infine, torno alla home page e scopro che entrambi i post erano stati cancellati! Olé! Che adorabili str… questi computer…

Bon, nulla di troppo importante era scritto su quel post, che non conservo e che non ho voglia dunque di replicare sforzandomi di essere quanto più possibile fedele all’originale. In sintesi, facevo riferimento al post pre vacanziero in cui chiedevo un consiglio sulle letture da ombrellone per l’imminente vacanza (anche se non prendo o porto mai un ombrellone o una sdraio in spiaggia, preferendo di gran lunga le spiaggie libere). Mi sembrava infatti giusto dirvi poi quali erano stati i libri letti. Eccoli, di nuovo:

Philip Roth, L’animale morente
Boris Vian, Lo strappacuore
David Leavitt, Il corpo di Jonah Boyd
Samuel Bellow, Herzog
George Simenon, Maigret e il ministro

Consiglio vivamente il primo, che ricorda da lontano e in poche pagine (è un libello) il nostro caro Barney. Un ennesimo mal-educatore per noi maschietti, insomma. Per chi non conosce Vian, prima legga "La schiuma dei giorni", poi non si perda nemmeno questo, che inanella incredibili e surreali invenzioni letterarie e di accadimenti. Deve però piacere la letteratura surrealista francese. Leavitt: scrive bene, buona trama, a tratti molto coinvolgente; la sensazione è però che sia un buon libro e non un libro da tenere sul comodino a lungo. Bellow: a tratti noioso, inizialmente, poi sempre più interessante. Di certo l’idea e le pennellate che descrivono Moses e il suo mondo e le sue fobie, meritano la lettura del libro. Di Simenon nemmeno ve ne sto a parlare, lo adoro.

Mi soffermavo anche sugli italiani in vacanza, ma non ho voglia di dolermi anche oggi per loro.


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Condivido

Non posso che condividere ciò che oggi scrive Attentialcane sull’intervento, stupido e fazioso ma che lo dico a fare, di Socci che inneggia alle pernacchie contro Fini in occasione del prossimo convegno di Cl.

Primo perché Fini al momento mi sembra la persona più ragionevole e di sinistra che il nostro Parlamento offra… secondo perché Rutelli al momento mi sembra la persona meno ragionevole e di sinistra che il nostro Parlamento offra… terzo perché certi cattolici fanno il paio con gli integralisti islamici in quanto a buon senso e violenza di pensiero.


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Il mercato una sega

Il mercato elegge i migliori. Sui libri, forse. Nella realtà le cose sono assai diverse.
Non voglio però intrattenervi con disquisizioni complesse sul gap tra teoria e pratica economica. Per certi argomenti vi conviene leggere chi ne sa molto più di me, vedi Sofia.  Io sto solo qui a comunicare il mio sconcerto nel leggere sul sito di una web agency perugina un orrore d’ortografia di simil portata! Sorvolo sulla frase che precede, molto "Elio e le Storie Tese" (autostrade per noi gggiovani). Tutti a scuola, di nuovo e di corsa!


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Festa dell'Unità

Ieri sera sono stato alla Festa dell’Unità di Roma, sulla via Ostiense. Non so ancora perché. In ogni caso, ieri ero anche di umore nero (o per dirla alla Montalbano, nìvuro) per cui la mia predisposizione alle stronzate era assai ridotta.
Iniziamo dal luogo: raggiungibile facilmente, spazio immenso, ma… triste, squallido! Ricordo ancora gli anni belli dell’Isola Tiberina o – al più – di Testaccio. Forse un luogo squallido produce una festa squallida. Ma passiamo oltre.
Neanche varco l’ingresso che una sciamannata di cinquantanni iperabbronzata e con una tunica molto "etnica", brandendo un foglio, ci viene incontro per farci firmare chissà quale caspita di petizione per la formica gialla dello Zimbabwe o per batter cassa. Non lo so per cosa. Non lo so perché al sentire "Posso…" rispondo secco e rapido: "No!". E la spiazzo. Le parole le si fermano in gola. Personalmente provo un certo godimento nell’esser bastardo, ma chi era con me ieri sera mi ha dato della bestia. Pace.
Andiamo oltre e mi rendo conto che la Festa dell’Unità non si regge più sui dibattiti, sull’incontro politico, sulla condivisione ideologica, ma sullo shopping. Non è altro che una fila infinita di bancarelle, un mercato rionale. Certo, parliamo di prodotti del commercio equo e solidale, di mobiletti etnici e di "straccetti" colorati che fanno tanto anni ’60… ma accanto a questi ci sono gli stand della Folletto, della Fastweb che promuove il campionato di calcio on Tv, dei villaggi vacanze, della Lavazza, ecc.
In fondo allo spazio, il palco in cui due sfigate facevano cabaret… si sà, Zelig va di moda. Mi vergognavo per loro: in due minuti non mi hanno fatto nemmeno sorridere.
Poi c’è Rinascita, con il suo stand di libri, cd e dvd: un casino di rumori e un piccolo spazio per i dibattiti, che nessuno si fila visto che la musica tutt’attorno dà il mal di testa. E i ristoranti. Di tutti i generi. Ho provato quello sudamericano (un messicano de noantri, per dirla tutta, che negli spiedini di carne metteva la salsiccia nostrana): uno schifo assoluto, da voltastomaco. Ma perché le cose debbono esser fatte male? Possibile che non vi vergognate a servire certi piatti? Livello della gente, sul cafone andante.
Eppure io ricordo le Feste dell’Unità nei paesini in Toscana o in Umbria, le sante mangiate nei tavoloni comuni e le chiacchierate coi vecchi che servivano. Che sono poi diventate le Sagre di paese, molto più vere, belle, semplici. Senza essere ammantate di idee politiche che tanto girano a largo da simil Feste.
Pollice verso.


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Un salto in libreria

Entro fine mese voglio tuffarmi in libreria e fare scorta di narrativa da portarmi in vacanza. Se vi va, consigliatemi pure.

PS: tanto per dare delle coordinate, vorrei ritrovare una Versione di Barney, o un Viaggio al termine della notte, o un La montagna incantata, o un La schiuma dei giorni, o un Anime alla deriva, o un Wonderboys… ecco, insomma, ci siamo capiti. Un libro di quelli che quando lo finisci ti dispiace parecchio e i personaggi che abbandoni sai che ti mancheranno.


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Una cosa di sinistra

Ecco, per dirla con Nanni Moretti, finalmente Prodi ha detto una cosa di sinistra: "Ritengo (…) che un governo debba preoccuparsi dei diritti di tutti i cittadini e della necessità di disciplinare i problemi giuridici e civili anche di coloro che scelgono di vivere insieme stabilmente in forme diverse dal matrimonio".

Si dà così il via libera a sinistra ai Pacs, i patti civili per le coppie di fatto, così come già successo in Francia. Non solo, ha anche richiamato il fermo discorso di Ciampi di fronte al Papa, nell’ultima visita alle nostre istituzioni politiche, sottolineando – pur da cattolico – come lo Stato debba essere laico.

Quanto durerà?


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Cattivoni

Stavolta a Christian Rocca tocca dargli ragione. Soprattutto su Capalbio e la sinistra "di Via del Governo Vecchio":

Al direttore – Ma di che stiamo parlando? Perché sprechiamo tempo e fatica? Si guardi intorno. Una inconsapevole collega del ben più coscienzioso Borghezio, giovedì sulla prima pagina di un giornale comunista, ha commentato la strage di trenta bambini iracheni in fila per le caramelle in un modo che non ci si può credere nemmeno a leggerlo e rileggerlo. Ho dovuto farlo tre volte. L’articolo della poveretta cominciava così: “I bambini di Baghdad usati dai marines come scudi…”. Non so se ha capito: “I bambini di Baghdad usati dai marines come scudi…”. Glielo ripeto: “I-bambini-di-Baghdad-usati-dai-marines-come-scudi…”. Nessuno ha protestato. Non si sono lette prese di distanza. Non c’è stato nessun intellettuale di quelli che si sentono moralmente superiori che ha fiatato. Niente. Nessuno ha detto che, forse, la poveretta comunista è andata un ciccinin oltre. E’ sabato, suvvia. Fa caldo e c’è da andare a Capalbio a parlar di rivoluzione.