Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Counter impazzito

Risolto il problema al counter impazzito che da almeno due settimane accreditava circa 9mila utenti connessi contemporaneamente al mio blog… Pensavo di attendere la pubblicazione di un nuovo template per sistemare tutto quanto, ma non avendo ancora iniziato il lavoro ed essendo pare imminente il rilascio di una nuova versione di dBlog, procedo con più modeste “pezze”.


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Marcenaro vs Facci

Andrea’s version (su Il Foglio di oggi):

Dio ci guardi dall’entrare nel merito. Se Filippo Facci ha pensato bene di intervenire sul Giornale per dire che non ha fatto il Sessantotto perché era troppo giovane, né il Novantotto perché era troppo vecchio, avrà avuto le sue ragioni. Se si dispiace che i suoi coetanei si dividano tra chi coltiva soltanto gli “interessi prevalenti come Internet, la tecnologia, i fatti propri, insomma, che bada a lavorare”, e coloro che altro non cercano se non l’accondiscendenza dei vecchi sessantottini, conosce così a fondo i coetanei suoi da saper quel che dice. Se poi Facci insiste, indicando la sua generazione come quella che, “teoricamente, dovrebbe poter raccontare gli anni del Sessantotto perché in fondo è priva di abbagli giovanili dei quali pentirsi e ha il solo torto di essere stata dalla parte giusta in anni di riflusso”, niente da dire. E ancor meno quando spiega: “Forse è per questo che si attarda tra il mendicare insegnamenti e carriere a chi nella vita ha sbagliato tutto e il restare indifferente perché semplicemente impegnata a lavorare”. Sarà. Solo, conoscendo Facci, il termine “lavorare” sembra un po’ eccessivo.


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Se il buongiorno…

Lebowsky girerà al largo da questo blog per un paio di giorni, causa lavoro. In particolare, prenderà un paio di aerei, cofortato questa mattina dalla notizia che a Milano è stata sfiorata una collisione fra due aerei. Al rientro, confido nella pubblicazione di una Bobo’s Version che da troppo tempo viene annunciata e mai fornita al sottoscritto per la pubblicazione. Byez


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Rifarsi la faccia

Repubblica cambia la sua home page. Poche cose, a vista, forse di più navigando tra le notizie. Pare che molti utenti abbiano protestato oggi per questo cambiamento. Personalmente non mi cambierà la vita né potrò dire che i giornali on line italiani abbiano un aspetto organizzato, piacevole, bello.

Pochi esempi diversi, a mio parere migliori, quasi presi a caso:
LeMonde
Libération
El Pais


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Tafazzi

Già il nome Gad mi lasciava interdetto, ma l’idea che politici e comunicatori, nonché markettari, abbiano faticato tanti mesi per uscirsene infine con “L’Unione“, mi deprime.

Fin qui, però, ancora ancora, ma si… passi pure. Ma il logo o simbolo che dir si voglia, fa proprio cagare/cacare (per morettiani e non)! E allora ditelo che volete perdere su tutta la linea. Ditelo che date soldi ad incompetenti e che manco siete capaci di scegliere un grafico più abile di un infante. Il senso estetico e la bellezza, nella vita, sono importanti!

Essere di sinistra è come essere dell’Inter, mi sa.


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L'insostenibile malinconia del Pupi

Vi consiglio l’ultimo film di Pupi Avati, “Ma quando arrivano le ragazze?”. Bello. Sul serio. Ottimo jazz, protagonista assoluto. Ottimo Johnny Dorelli, che vien da pensare a quale spreco tanti anni di silenzio. Ah: c’è anche la solita, incredibile, crepuscolare malinconia di Pupi Avati, quella che finito il film resti in bilico tra l’elogio al film e la depressione…


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Parole in libertà

Alcuni giudizi tranchant che si trovano sul web sono disarmanti. Non comprendo quanto dovuti ad ideologie, pigrizie mentali, ragioni sacrosante o semplici calcoli pubblicitari (la sparo grossa e molti mi linkeranno). Ultimo caso, una frase riportata su One more blog (che non linkerò): «Luca Sofri è uno che ha fatto carriera sulle sfighe del padre. Che differenza c’è con Bobo Craxi?».

Che si sia d’accordo o meno, che si abbia o meno considerazione umana o professionale per Luca Sofri, che lo si giudichi bene o male, una frase del genere è stupida. Stupida perché non spiega ma sentenzia. Stupida perché si fa riferimento a Sofri padre e ad una vicenda ben lungi dall’esser chiarita. Stupida perché affonda nel dramma familiare che – con dignità – è stato ed è vissuto dai Sofri. Stupida perché a seguire nei commenti vien dato libero sfogo alle chiacchiere da “Secondo voi” (programma Mediaset di interviste del minga, ndb). Stupida perché seppur Sofri piccolo non è Sofri grande, Bobo è men che meno! Insomma, stupida.


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Marcenaro's Version

L’ha scoperto il Giornale: “Quando il giovane Silvio salvò un uomo”. Cioè: “Nel 1968, a Portofino, il dottor Berlusconi riportò a riva un pittore che si era gettato dalla scogliera dopo l’addio della fidanzata”. Il sindaco di Portofino conferma. “Il sindaco Devoto è già in moto”, annuncia infatti il Giornale, “sta cercando il miracolato a Parigi per riportarlo in Italia”. Complimenti per lo scoop, perciò. Ma ci auguriamo che diventi una serie. Quando nel 1969, a Cortina, il giovane Silvio salvò la fidanzata del pittore che, appresa la notizia, si era lanciata a capofitto in un crepaccio. Quando nel 1970, alle Bermude, il giovane Silvio scolpì una madonnina di legno semplicemente fissando con intensità un albero del pepe. Quando nel 1971, a Capri, soffiando nello zucchero, diede vita a una fabbrica di lecca-lecca per i bambini del ceto medio-basso. Quando nel 1972, a Porto Rotondo, il dottor Silvio trasformò l’ultima foca monaca, che soffriva di solitudine, in una capretta con quattro fratellini. E così via per il ’73, il ’74, il ’75, fino al 2005. Vogliamo vedere, appena diventa santo, se insisteranno a romperci i coglioni. [Il Foglio]