Se vera, come immagino, infonde certo ottimismo…
Natale buono? Bah…
La notizia appresa poche ore fa della morte di Benazir Bhutto in Pakistan, alla vigilia delle elezioni presidenziali già così difficili e piene di morte, atti unilaterali e interessi, mi ha scosso profondamente. Non che considerassi la Bhutto la soluzione ai problemi o una persona al di sopra di qualsiasi sospetto. Il fatto è che è l’ennesima notizia infausta che insanguina il Pakistan e il Mondo. E’ l’ennesima persona morta per la politica. Per dire la propria. Per un confronto che dovrebbe essere solo verbale.
Ecco, questo fa il paio col silenzio assordante della Birmania, coi bambini che sniffano colla negli slum kenyoti (o ovunque altrove a parità di condizioni), coi rospi che il 26 dicembre non trovano di meglio che fare se non ricattare un governo per interessi del tutto personali, che aggiungono inutili parole alle troppe già spese. Con le finte o vere elezioni russe, sbagliate a prescindere dai risultati. Con tutta questa montagna di merda cui ci stiamo abituando. Ormai il naso è assuefatto all’odore. Tra poco inizieremo anche a mangiare… e diremo, ci scommetto, che buona questa merda.
Così, la scelta di fare quest’anno come regali solo donazioni a onlus o enti fidati che lottano contro una situazione di fatto, mi pare una goccia nel nulla, un gesto quasi inutile. Almeno oggi, che prevale lo sconforto.
Non servirebbe nemmeno esser tutti santi. Basterebbe esser solo uomini…
Hot line
Oggi ero in auto, stremato dal traffico romano sotto Natale che se possibile è peggio di quello solito, quando alla radio hanno trasmesso per intero la telefonata tra Berlusconi e Saccà che spopola in questo momento ovunque. Ne avevo appena letto ma non avevo avuto ancora tempo di approfondire. Sono rimasto a bocca aperta, non giudicandomi peraltro io persona ingenua. Per i seguenti motivi:
- che una telefonata privata compaia sui media nazionali e circoli liberamente mi sembra un fatto di una gravità inaudita; la telefonata deve e dovrebbe restare nei palazzi di giustizia, se così non è, i responsabili dovrebbero essere individuati e puniti severamente.
- Saccà mi ricorda un poco Fantozzi alla vista del mega-capo-generale, deferente, agitato e servizievole, un mix assai imbarazzante.
- Berlusconi che dice di venir scambiato per il Papa è il mega-capo-generale di Fantozzi, nel modo anche di porsi e di dettare agenda.
- le cose che si sono detti sono anch’esse imbarazzanti, non per la gravità (sono gravi ma è un malcostume che non sconvolge né sorprende ormai, anche se condannabile e deprecabile) quanto per la pochezza, l’italiano, il frasario; mi hanno ricordato le trascrizioni di Moggi, che non è un bel dire.
- la difesa di Berlusconi, sul fatto che tanto in Rai funziona così, è disarmante, come a dire che se uno ammazza allora tutti sono giustificati a farlo, una delle prime cose che da bambino cercano di farti valutare come sbagliate; aggiungere poi che chi ci lavora o si prostituisce o è di sinistra, fa venire l’imbarazzo della scelta su quale delle due opzioni abbiano scelto le ragazze così premurosamente consigliate a Saccà.
C'era un francese, un inglese e un italiano
Meglio di una barzelletta, quasi incredibile: Berlusconi si ustiona con la borsa dell’acqua calda. Magari un candidato premier con trent’anni di meno sul groppone…
Servizi in hotel
Così, un pensiero che mi è venuto ieri sera che ero fuori per lavoro e ho dormito in hotel: ma questi ultimi, oggi come oggi, non farebbero meglio a offrire la connessione Internet ai propri clienti come servizio gratuito piuttosto che chiedergli 10-20 euro per 24 ore di wi-fi? Io personalmente ho una card gprs ed uso quella, ma penso che anche senza, non avessi particolari urgenze, eviterei di regalare questi soldi…
E' tutto relativo
Senti e leggi la frase “l’Italia nella morsa del gelo”, poi vedi un filmato come questo e ti rendi conto che è tutto relativo (e che i nostri media amano tanto le catastrofi).
Un'opportunità per l'Italia
Se le voci partite da Reuters fossero vere (e credo lo siano), l’ipotesi di assegnare la compagnia di bandiera Alitalia ad Airone sarebbe una scelta politica e non di mercato. La differenza di prezzo per quota – 0,35 eurocent contro 0,01 – in un Paese normale basterebbe ad assegnare un primato, da mediare coi piani industriali ma che sicuramente darebbe una precedenza nelle trattative.
A sentire poi le dichiarazione di Spinetta, a.d. di Air France, e passando al setaccio la storia del matrimonio con Klm, si comprende come infine, dopo tanto essersi nascosti, i cugini d’oltralpe abbiano presentato una candidatura forte. La mia paura è che la scelta sarà dettata dalla politica e non dall’economia, privilegiando un imprenditore italiano su cui indubbiamente la politica avrebbe maggior voce e potere.
Per una volta, confido però che saremo in grado di decidere con serietà. Il che non vuol necessariamente assegnare ad Air France la compagnia: significa solamente fare valutazioni oggettive e strategiche e non dare peso a discorsi che con i bilanci hanno poco a che fare.
PS: Resta peraltro il mio dubbio sul fatto che avere eventualmente una sola compagnia su tratte nazionali (o quasi, visto che altre collegano solo pochi aeroporti) sia controproducente per la concorrenza, dunque una sola AirOne probabilmente non farebbe bene al nostro sistema.
Meravigliosa
Come faccio a sopportare lo sciopero dei camionisti?
Penso ai tassinari che hanno finito la benzina e non possono lavorare.
Cliché
Appena di parla di influenza, raffreddori o mali di stagione, sui Tg è un pullulare di scene ripetitive di persone che starnutiscono, si soffiano il naso, tossiscono con vistose sciarpe al collo. Girate male, attori reclutati forse nelle redazioni e… ripetitive. Basta! Di questo passo, se parlano di problemi intestinali che fanno, mostrano uno che caga con la faccia contratta?
L'Italia è una Repubblica fondata sullo sciopero
L’istituto dello sciopero è un istituto democratico, da difendere. Difendere il suo uso distorto o motivazioni indifendibili è più difficile e rischia di mandare a carte quarantotto l’intero istituto. Per cui occorre buon senso nel suo utilizzo e nella sua invocazione.
Non ci si può opporre all’inserimento di cinquecento licenze taxi a Roma, che sono necessarie e anche insufficienti. Soprattutto non si può usare violenza in questo modo al resto della cittadinanza: un blocco del servizio lo rende inservibile ed è ben accetto, un blocco stradale è pura violenza perché nega a tutti la libertà di circolare.
Nel caso dei Tir, siamo addirittura al blocco non solo del servizio ma di punti nevralgici di un’intera nazione. Siamo poi alla violenza pura, perché viene imposto il blocco anche ai colleghi che vogliono lavorare (cosa inaccettabile) o agli automobilisti che vogliono in ogni caso muoversi, come è loro diritto, per lavoro o per fatti propri.
Ora una provocazione: ma l’esercito per liberare le strade? O una provocazione minore ma secondo me plausibile e semplice come l’uovo di Colombo: le multe. Se io mi fermassi prima di un casello impedendo il passaggio di altre auto, sarei multato pesantemente. Non sono un esperto ma credo verrebbero addotti motivi come interruzione di pubblico servizio, divieto di fermata o sosta, intralcio al traffico, ecc ecc.
Ecco, la stradale passi mattina e sera e multi tutti i Tir bloccati. Credo che dopo 500/1000 euro a testa, qualcuno rimuoverebbe il proprio Tir.
Update: questa cosa non l’ho letta da nessuna parte, ma va da sé che una crisi di questo tipo dice ancora una volta, ce ne fosse bisogno, che il trasporto su gomma in Italia ha quote di mercato altissime. Questo con buona pace dell’ambiente, dei costi, del traffico.