Si riapre l’indagine sull’incidente del 1991 che provocò 140 vittime sulla Moby Prince. Le ricostruzioni di allora e le successive inchieste giornalistiche (anche un paio di interessanti passaggi in tv non ricordo se a Blu Notte e/o da Minoli) mostrarono come la quadratura del cerchio e la verità fossero non proprio vicine.
Poi leggi che un consulente tecnico viene prelevato, picchiato e quasi ammazzato. Come dire: avete ragione, la verità non era quella e nessuno deve venirne a conoscenza. O no?
Via Quintarelli, di cui mi fido, un appello per il Nord Uganda dove le condizioni di vita dei rifugiati sono miserabili e dove la guerra, ancora una volta, ha prodotto solo odio e sofferenza. Una frase al termine dell’appello dice:
La pace ha bisogno di mille passi, anche fuori dalle capitali.
Io ribalto appena il concetto:
La pace ha bisogno di mille passi, anche fuori daicapitali.
A Napoli si è sommersi dai rifiuti. A Napoli la maggioranza dei ragazzi circola in moto o motorino senza casco. Però, da oggi, non si può più fumare nei parchi. Ovvero non si può più fumare all’aperto! Mettendo tutto in fila, lascia ancor più il sapore di un’immensa cazzata. A casa, potremo ancora fumarci una pipa in pace?
“E’ accaduto in un negozio del centro di Milano. Zampe d’elefante in vetrina: erano state mozzate e trasformate in portabottiglie. Rimosse dopo l’intervento della Lav.”
Criminali, idioti, di pessimo gusto. Resto sbigottito, poi dopo averli visti nel Park Etosha quest’estate, mi chiedo come solo si possa pensare di mozzargli una gamba. Oltre alla rimozione forzata mi auguro anche in sanzioni pesanti.
Ma femme in questo momento è a Nairobi, in Kenya: volontariato, anche se vorrebbe essere un lavoro (le critiche al mondo Ong ve le risparmio però, dico solo che è più facile passare attraverso un muro che lavorare pagati per una Ong italiana senza sonori calci nel culo).
Mia cugina è a Stoccarda: lavora da alcuni mesi, a termine, in uno studio di architettura composto da 80 persone e più, con progetti in tutto il mondo e pubblicazioni sulle principali riviste di settore (qui le uniche proposte erano di lavorare in cantiere, mal pagati e con orari schifosi).
Più passa il tempo, più viaggio, più raccolgo esperienze di persone che sono scappate dall’Italia con massima soddisfazione. O di persone che vorrebbero scappare dal sistema, anche restando in Italia, ovvero adeguarsi e nascondersi lavorativamente parlando, rinunciando a visibilità e regolarità (ma non pagando più tasse che per livello sono quasi inique, lo dice uno che ha sempre pagato tutto, non ha mai chiesto un condono ed oggi infatti non ha un soldo da parte…).
Arrivo e leggo il post di due amici che a gennaio dell’anno scorso fecero una scelta coraggiosa: licenziarsi e partire per un viaggio lungo almeno 12 mesi. Paolo e Cristina stanno facendo un viaggio eccezionale, li seguo costantemente e penso che abbiano avuto al contrario di altri (me compreso) tanto coraggio. Leggendoli vedo che sono storie ricorrenti. Bel post.
Ieri ci sono ricascato e sono tornato al Big Mama a sentire i Mad Dogs. Tanto rock e blues dal 1957 ai primi ottanta. Una serata sempre meravigliosa, che consiglio a chi dovesse trovarsi a Roma quando, l’8 dicembre prossimo, suoneranno alla Locanda Blues. Io dovrei esserci, a meno di impegni che interverranno nel frattempo; se qualcuno avrà voglia di andare e interesse a incontrarsi, perché no, lasci un commento o mi mandi una mail. Stay tuned!
Guardare Anno Zero e vedere certe immagini del G8 di Genova, fa male e fa vergognare. Non serve il dibattito in studio: bastano le immagini, per capire che una commissione d’inchiesta era dovuta e che la verità è quanto una democrazia e uno Stato sano dovrebbero cercare pervicacemente. Un esempio dell’Italia che non vogliamo più.
Vedere il telegiornale e scoprire che il lavoro diplomatico italiano ha portato all’approvazione della moratoria sulla pena di morte presso l’Onu (manca il passaggio all’assemblea generale ancora), infonde invece orgoglio e fiducia. Un esempio dell’Italia che vorremmo sempre.
Perugia sta vivendo un momento di celebrità, anche se non positiva: un omicidio con tutti gli elementi della notizia da prima pagina (e quale eco per una cittadina di provincia) e uno scandalo finito sotto i riflettori delle Iene, l’adozione di telecamere semaforiche o T-red (installate successive alla rilevazione del buco di bilancio, con un’installazione passata sotto silenzio, con “strane” riduzioni in tempo dell’arancione, ecc.).
A breve credo ne scoppierà un altro, il minimetro, infrastruttura sulla quale il Comune ha speso somme ingentissime e che a dire di tanti perugini sarà del tutto o quasi inutile a sottrarre la città al traffico. Il problema principale al momento sembra l’inquinamento acustico, molto forte, su molte parti del tracciato vicine ad abitazioni. Io sono invece sconvolto dall’impatto ambientale. Qui un filmato interessante:
Comunque, è un peccato per una città che conosco così bene e che è vivibile e bella.
Un peccato che continuino a costruire capannoni industriali e centri commerciali tutti attorno, con grave nocumento per la viabilità. Un peccato che sia una città con una massoneria così presente e incisiva (io ancora mi chiedo perché non sia illegale, laddove tutela così bene gli interessi economici e di potere dei suoi accoliti al di fuori della loggia). Un peccato che il potere economico sia raccolto attorno a poche famiglie e che il “forestiero” sia ben accetto ma sempre tenuto in secondo piano, poco integrato. Un peccato che sia una roccaforte tanto solida della sinistra, che questa ha una faccia tosta incredibile e non si preoccupa in alcuni casi nemmeno di far finta di governare bene o con senso della misura.
E nonostante tutto questo, adoro quella città e quella regione. Anzi, la sento mia e ci vivo felicemente.
Il riconoscimento dei diritti umani anche più basilari è oggi chimera in molte parti del mondo. Ci sono Paesi che non sono democratici e che reprimono (vedi Birmania); Paesi che non sono democratici ma sono in qualche modo riconosciuti ed accettati dalla comunità internazionale che poi al dunque mostrano il lato peggiore del potere (vedi Pakistan oggi, con arresti di massa alcuni eccellenti); poi ci sono quei Paesi che sono tanto democratici da volerla esportare la democrazia, come gli Usa, peccato poi leggere per puro caso, un documento come questo.
Video interessante del software made in Google, opensource e pensato per dispositivi mobili (cellulari, smart phone, palmari e nomi derivati). Alcune funzionalità sono molto interessanti e – like Google style – usabili.