Il sottoscritto questa sera sarà al cinema Farnese di Roma per la prima (anzi, la seconda che la prima c’è stata all’Auditorium) del film Zero, inchiesta sull’11 settembre di Franco Fracassi. Ore 20.30. Buona visione e se qualcuno è da quella parti, il cinema è piccolo 😉
Sic et simpliciter
Un’analisi tanto semplice quanto efficace: un Paese governato da persone anziane, come tali poco consapevoli delle nuove tecnologie ed anzi a volte indispettite dalle stesse, non poteva non pensare all’equiparazione dei blog alle testate editoriali.
Poi con ambiguità burocratica si discolpano e magari è anche vero che non volevano dire proprio quello… epperò, signori miei, fate scrivere le leggi da chi ne sa qualcosa dell’argomento! Magari userebbe le parole giuste e non staremmo a discutere, discolparci, indignarci.
Gmail news & rumors
Sicuramente qualcuno se n’è accorto prima di me, ma il limite dimensionale per gli allegati Gmail (www.gmail.com) è passato da 10 a 20Mb. Lo trovo molto comodo e utile, in un mondo IT malato sempre più di ipertrofia proporzionata al crescere della banda larga.
A breve, pare, sarà anche introdotta la possibilità di configurare la propria casella in IMAP, così da mantenere perfetta sincronia tra il proprio client di posta locale e il server Gmail… ammetto però che il sottoscritto utilizza la sola webmail, da vero nomade tecnologico 😉
Io ce l'ho più lungo
Ripesco qui un articolo comparso su La Repubblica, che scrive quanto già più o meno tutti ci diciamo il giorno successivo ad ogni raduno e/o manifestazione: le cifre numeriche sbandierate dopo ogni manifestazione sono, ad esser buoni, gonfiate. Sono le proporzioni a stupire, semmai.
Al che, al grido di “fatti, non pugnette“, qui proponiamo l’installazione di tornelli conta-manifestanti per Piazza San Giovanni, Circo Massimo ed ogni altro spazio solito a questo uso. Un giro di tornello, un manifestante.
PS: magari di color rosso Trevi…
Fontana di Trevi o la Stazione Termini?
So di attirarmi qualche critica e sdegno, ma personalmente ho trovato la provocazione di Fontana di Trevi tinta di rosso geniale. Un gesto clamoroso, poiché rilanciato in tutto il mondo, compiuto da una persona in pochi secondi, senza gesti violenti, senza danneggiare la fontana, recuperando il nome di un movimento artistico d’avanguardia e rottura. Minimo sforzo, massimo risultato. Con un peraltro bellissimo effetto scenografico!
Mi chiedo in fondo come mai tanta indignazione… le opere di Christo sono in genere acclamate… (qui sono provocatorio, lo so, perdonatemi). Ma soprattutto, fa sorridere che ci si metta una sola notte a ripulire Fontana di Trevi mentre altre situazioni vivono di caos e degrado da anni.
Un esempio? Oggi ho accompagnato M. alla Stazione Termini in auto. Antistante la stazione, su piazza dei Cinquecento, c’è un parcheggio a pagamento che dovrebbe essere utilizzato anche da chi accompagna persone al treno. Credo ospiti non più di 100 auto… a Roma, nella principale stazione ferroviaria. Attorno, terze file e ingorghi mostruosi. Oltre a odore acre di urina, bottiglie sparse e rotte in terra, questuanti ovunque, tassisti abusivi (e aggressivi), uomini buttati in terra e ubriachi.
Una stazione, al pari di un aeroporto, è o non è in fondo il biglietto da visita di una città? Soprattutto, perché non investire in parcheggi dentro e fuori terra, tali e tanti da non far sostare le persone nelle vie limitrofe limitando la scorrevolezza del traffico, riducendo (peraltro) anche l’inquinamento e lo stress? Perché non controllare il parcheggio esistente evitando un doppio pedaggio, quello ufficiale e quello delle persone che chiedono un obolo per sé? A volte mi pare che manchi del buon senso a chi amministra e gestisce… A volte credo che sia preferibile una fontana rossa in una città “vivibile”.
UPDATE 15.39: solo ora, leggendo i feed mi sono accorto che Luca affiancava anche lui il nome di Christo all’affaire Fontana di Trevi… non voleva essere un plagio il mio, semplicemente non lo avevo ancora letto (ma visto che poi c’è sempre qualcuno pronto a commentare ogni cosa leggendoci malizia o malafede, meglio precisare…).
Parlare di testamento biologico in tv
Ieri sera ero in casa, tranquillamente seduto sul divano, tra la cena e il caricamento della pipa (una nuova Parker of London di cui sono molto contento). Accendo la televisione e mi imbatto, ma non è una rarità, in Otto e mezzo su La7. Argomento del giorno, il testamento biologico, l’eutanasia, la buona morte (o vita). Ospiti, oltre a Ferrara e Armeni, Ignazio Marino, Mina Welby, Mario Melazzini, Matilde Leonardi.
Non è la prima volta che se ne parli nella trasmissione, ma anche stavolta sono rimasto per la qualità e levatura del dibattito. Queste pillole andrebbero salvate e messe in teca, per non affogarle nella mediocrità della nostra tv quotidiana. Dimostrano che si può parlare con intelligenza e moderazione di problemi anche etici, con cognizione di causa anche scientifico-medica, con volontà di convincere sulle proprie idee gli altri senza insultarli o soverchiarli col solo tono della voce.
Chapeau.
Il nuovo inno del Partito Democratico
…direi spassoso ma anche indicativo delle nubi fantozziane (o tafazziane) della nostra sinistra.
La fatica di scrivere
Ora, accantonando le scuse più banali quali non avere tempo, essere fuori per lavoro o per piacere, scrivere solo quando se ne ha voglia, ci sono volte in cui non è facile scrivere sul proprio blog, anche se le notizie non mancano.
Ma cosa vuoi scrivere quando leggi che:
- la Cina dà del dissidente al Dalai Lama e si incazza con gli Usa, che la Merkel non gli era bastata (dissidente sarebbe, se il Tibet non fosse stato annesso a forza e col sangue alla Cina, poi…) con un’arroganza che dovrebbe farci riflettere
- la Turchia se la prende sempre con gli Usa e nel frattempo, decide che sì, si possono bombardare le presunte basi del Pkk in Iraq, un posto tranquillo per altro e senza tensioni
- l’Osservatore Romano condanna una sentenza della Cassazione sul caso Eluana Englaro, con toni che in nessun Paese normale sarebbero accettati e forse anche pronunciati, ma di fatto ancora Eluana è legata alle macchine e all’ostinazione del nostro ordinamento
- tra 18 mesi le carceri saranno nuovamente piene e l’indulto sarà stato a quel punto, sul serio inutile, cosa che avevamo detto in tanti ma che chiaramente nessun legislatore ha preso in considerazione, c’est l’Italie
- Prodi è stato capace di arrivare ad un accordo importante sul welfare e metterlo in discussione con dichiarazioni avventate, senza l’aiuto di nessun’altro… poi forse ha messo una pezza
- le elezioni del Pd ci sono state e guarda caso ha vinto Veltroni, vabbé… critiche sistemiche a parte, qualcuno si ricorda anche che la segreteria Ds/Pds di Veltroni è stata quasi catastrofica, con risultati elettorali pessimi?
- in Italia puoi entrare in tribunale e fare una strage…
Ecco, che puoi scrivere senza incazzarti o farti cadere le braccia*?
* consiglio canzone di Edoardo Bennato, Non farti cadere le braccia
Mamma li Turchi
Sono anni che sentiamo parlare di una Turchia europea o meno. Parliamo in linea di massima di interessi economici, come sempre, contrapposti a motivazioni etiche. I primi a questo mondo, tendono a vincere. Nonostante questo la Turchia non è ancora stata ammessa nella Ue e penso sia ad oggi una piccola vittoria dei principi etici e democratici.
Non è il caso di gridare al mostro, ma va da sé che per fare parte di un’unione occorra anche accettarne la visione, le regole e le leggi. Altrimenti si campa lo stesso, ma si sta fuori o si cerca un consesso più vicino ai propri principi. Buffo dunque vedere un Paese che ripete ad ogni momento di voler entrare in Europa che poi dà continui segni di insofferenza quando si toccano argomenti delicati come i diritti umani e il genocidio armeno.
Assurdo anzi che protesti e minacci: l’anno scorso contro la Francia ed oggi contro gli Stati Uniti. Trattasi di genocidio ed è ridicolo affibiargli l’etichetta di danno collaterale della prima guerra mondiale. Le minacce economiche e politiche (negare l’uso delle proprie basi militari in un’area delicatissima) avranno la meglio sui principi, anche stavolta?
Forse. Intanto godiamoci un poco i mal di pancia turchi… che a volte occorre prendere le briciole di una giustizia spesso assente.
Qui un gran bell’articolo (fonte Osservatorio Iraq).
Detto fatto
Il sasso nello stagno prima (la lettera a Repubblica), tanto tempo a contestare i giudizi espressi sui vari blog che ne avevano parlato e dire che non cercava certo notorietà, un blog a sua volta per raccogliere consensi alla “causa” et voilà: Mila Spicola è catapultata nel Partito Democratico, con Veltroni (ma ha partecipato anche alla presentazione del libro di Letta).
Che culo!