Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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MilleMiglia, un programma con pochi vantaggi

Avevo seguito con interesse le vicende Alitalia in passato come oggi, con l’acquisizione da parte di Etihad Airways. Ho sempre viaggiato abbastanza in aereo, in passato soprattutto, accumulando miglia e poi spendendole per qualche viaggio. Un giorno, quando non si sapeva se Alitalia sarebbe sopravvissuta o meno, decisi di accumularle su Flying Blue di Air France o di accumulare punti sul Membership Rewards di American Express.

Ora vi spiego perché secondo me non ha senso trasferire punti da American Express Membership Rewards al Club MilleMiglia di Alitalia.

American Express offre un servizio di agenzia viaggi su cui acquistare biglietti o soggiorni anche “spendendo” i propri punti. La scelta della compagnia è libera e i posti disponibili sono tutti quelli liberi sul volo scelto, senza limitazioni (limiti piuttosto bassi se invece si acquista un biglietto premio tramite Club MilleMiglia).

Nonostante questo, vedendo le tariffe risultanti, penso di trasferire i miei punti dal programma Membership Rewards al Club MilleMiglia. Ero convinto di poter volare con la compagnia di bandiera a un prezzo inferiore, cosa che però non puoi verificare fino a quando non hai sul conto le miglia utili a simulare l’acquisto del biglietto premio.

Mi sono così ritrovato con più di 100.000 miglia disponibili, un bel gruzzolo. Quanto basta per prenotare un volo Roma-New York a/r per 2 persone. Qual’è stata la sorpresa? Che tasse e supplementi sono comunque a carico dell’acquirente, come ricordavo, ma in una quantità imprevista: ben 591€ sul volo in questione (per 2 persone, andata e ritorno)!

Ora, se non utilizzassi le miglia e cercassi sempre su Alitalia un biglietto normale, pagherei a ottobre 490€ circa a persona. A questo punto, utilizzare le miglia per acquistare un biglietto premio tramite Club MilleMiglia non conviene. 100.000 miglia valgono a conti fatti meno di 400€. Molti di più debbono comunque essere pagati.

Avrei speso la stessa cifra o poco meno acquistando il volo con l’agenzia American Express, potendo però scegliere più liberamente la data e – magari – una compagnia migliore.

Allora, che senso ha accumulare miglia? Personalmente, tornerò ad affidarmi solo ed esclusivamente al Membership Rewards, dove almeno i punti hanno un valore.

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Roma, Auditorium, Gigi Proietti, Tiziano Ferro… caos

A Roma ci sono nato e ci ho vissuto per trent’anni. Come tutti i romani, in qualche modo la amo e la ritengo una città bellissima. Ho scelto però di vivere altrove, perché allo stesso tempo la ritengo oggi invivibile, poco civile, sporca e senza segni di miglioramento. Gli ultimi sprazzi di positività li registrai nei mandati Rutelli (che pur non amo politicamente né come persona, ma che come sindaco funzionò eccome) e nel primo di Veltroni (al secondo pensava già alla Presidenza del Consiglio e si spense progressivamente).

Il 26 giugno u.s. sono tornato all’Auditorium dopo tanto tempo, per vedere Gigi Proietti e i suoi cavalli di battaglia. Avevo acquistato i biglietti online. Arrivato all’Auditorium decido di parcheggiare internamente, nel multipiano dello stabile, avendo diverse valigie nel portabagagli. Fin qui, tutto bene…

Decidiamo di fare un aperitivo da Red. Da come me lo ricordavo all’inizio, appena aperto da Enrico e i suoi soci, ormai è un locale dozzinale. Numeri e non qualità. Buffet mediocre, grande confusione. Per essere l’unico spazio dell’Auditorium con qualche pretesa enogastronomica, un disastro.

Torniamo al botteghino per ritirare i biglietti. Fila chilometrica e unica, sia per chi deve acquistare che per chi deve solo ritirare biglietti già acquistati. Follia organizzativa pura. Tanto più che oggi, con codici a barre o app come Passbook o Eventbrite è possibile avere titoli validi sia su pdf che su smartphone! Una coda interminabile per nulla, insomma. Da cui usciamo solo per la buona volontà delle persone al botteghino, che si fanno in quattro per esser veloci e fornire i titoli validi.

Al bar, confusione più assoluta, code e pochissima scelta. Saltiamo a pié pari.

Lo spettacolo si teneva nella cavea all’aperto. Bellissima. Peccato che per incassare qualche migliaio di euro in più, sia stata soppalcata con tubi innocenti… Come uccidere esteticamente il progetto di Renzo Piano.

Il clou è però al termine dello spettacolo, quando andiamo a ritirare l’auto. Una sola cassa automatica che accetta solo monete o banconote da 20€ (nessun altro taglio, nessuna card). Fila interminabile e grande contegno degli spettatori, al caldo asfissiante del sotterraneo. Possibile questo degrado? Possibile non si riesca a installare almeno 2/3 casse per piano sapendo che per uno spettacolo o concerto gli spettatori escono tutti nello stesso momento?

Per l’uscita, funziona solo una sbarra, dunque fila e smog anche in uscita. E una volta usciti, troviamo il traffico impazzito del concerto all’Olimpico di Tiziano Ferro… Due ore per tornare a casa.

Ecco, per il bene dei romani e di Roma, mi auguro che non vengano assegnate Olimpiadi e che il Papa rinuncia al Giubileo. Roma non è più una città che può organizzare alcunché, è alla deriva e senza una guida che dia fiducia.