Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Chi di parole ferisce…

Non ho molta pietà né mi associo all’assordante mormorio di solidarietà nei confronti di mons. Bagnasco. Certo, non sono parole edificanti e le minacce sono un pessimo strumento di dialogo, solo condannabile. Epperò penso che la stessa ferocia sia uscita dalla bocca del prelato.

Consiglio il post di Ironica sull’argomento.


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Pentitevi!

Savonarola A vedere questa foto, finisce che mi vien quasi nostalgia di Ruini… Bagnasco, fresco di nomina alla Cei, lancia anatemi e strali su tutti noi scostumati e immorali, sostenitori dei Dico o dei Pacs o – aggiungerei – del rispetto di basilari diritti civili. Continuiamo così, continuiamo a farci del male.


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Riflessioni a voce alta

Leggevo un articolo sulle votazioni alla Camera per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. Nel testo, il nome di Caruso. Spontaneo un pensiero: ma è mai possibile che prenda uno stipendio da parlamentare, che ne abbia tutti i privilegi e che se perdura nel ruolo ancora qualche anno si prenda una bella e ricca pensione da onorevole? Questa cosa mi ha parecchio innervosito…


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BeneDiCo?

Ieri sera torno a casa e trovo un cartello sul portone. Sabato 3 marzo il prete passerà per la benedizione delle famiglie. Da me, né in ufficio né in casa, negli ultimi anni è mai entrato un prete. Non credo, personalmente, e mi stanno anche un pò sulle palle.

Stavolta ci sarà un motivo in più per chiudere la porta all’impiegato vaticano:

  • voi non avete aperto la porta a Welby, perché io dovrei aprirla a voi?
  • voi non date speranze alle coppie di fatto, non le benedite purché si amino, perché io dovrei farvi benedire la mia casa?
  • io non vengo in Chiesa durante la messa a rompervi i maroni contestando le parole o le scelte del vostro rappresentante, perché voi non perdete occasione di “influenzare” i miei di rappresentanti (che poi i politici nostrani si facciano influenzare, beh, quella è un’altra bella storia…)

Dunque, domani, gambe in spalla e camminare.


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Repetita juvant? O è semplicemente diabolico?

Leggevo di Welby e mi sono ritrovato a pensare che su questo blog, ma anche nella mia testa, sui giornali e sulle tv, finiamo per discutere e parlare più o meno sempre delle stesse notizie, senza che nulla cambi. Per questo trovo molto intelligente un passaggio della lettera del medico Roberto Santi:

“Allargare il suo problema all’eutanasia – prosegue il medico – significa disperdere il suo personale bisogno ed il rispetto di un suo sacrosanto diritto in un oceano di disquisizioni etiche rese praticamente inaffrontabile dalla forte presenza ed influenza delle gerarchie ecclesiastiche nel nostro Paese e sulle forze politiche. Il suo caso è un altro. Si tratta semplicemente di interrompere un atto terapeutico che era già accanimento nel momento stesso in cui fu deciso”.