Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Rifarsi la faccia

Repubblica cambia la sua home page. Poche cose, a vista, forse di più navigando tra le notizie. Pare che molti utenti abbiano protestato oggi per questo cambiamento. Personalmente non mi cambierà la vita né potrò dire che i giornali on line italiani abbiano un aspetto organizzato, piacevole, bello.

Pochi esempi diversi, a mio parere migliori, quasi presi a caso:
LeMonde
Libération
El Pais


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Tafazzi

Già il nome Gad mi lasciava interdetto, ma l’idea che politici e comunicatori, nonché markettari, abbiano faticato tanti mesi per uscirsene infine con “L’Unione“, mi deprime.

Fin qui, però, ancora ancora, ma si… passi pure. Ma il logo o simbolo che dir si voglia, fa proprio cagare/cacare (per morettiani e non)! E allora ditelo che volete perdere su tutta la linea. Ditelo che date soldi ad incompetenti e che manco siete capaci di scegliere un grafico più abile di un infante. Il senso estetico e la bellezza, nella vita, sono importanti!

Essere di sinistra è come essere dell’Inter, mi sa.


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L'insostenibile malinconia del Pupi

Vi consiglio l’ultimo film di Pupi Avati, “Ma quando arrivano le ragazze?”. Bello. Sul serio. Ottimo jazz, protagonista assoluto. Ottimo Johnny Dorelli, che vien da pensare a quale spreco tanti anni di silenzio. Ah: c’è anche la solita, incredibile, crepuscolare malinconia di Pupi Avati, quella che finito il film resti in bilico tra l’elogio al film e la depressione…


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Parole in libertà

Alcuni giudizi tranchant che si trovano sul web sono disarmanti. Non comprendo quanto dovuti ad ideologie, pigrizie mentali, ragioni sacrosante o semplici calcoli pubblicitari (la sparo grossa e molti mi linkeranno). Ultimo caso, una frase riportata su One more blog (che non linkerò): «Luca Sofri è uno che ha fatto carriera sulle sfighe del padre. Che differenza c’è con Bobo Craxi?».

Che si sia d’accordo o meno, che si abbia o meno considerazione umana o professionale per Luca Sofri, che lo si giudichi bene o male, una frase del genere è stupida. Stupida perché non spiega ma sentenzia. Stupida perché si fa riferimento a Sofri padre e ad una vicenda ben lungi dall’esser chiarita. Stupida perché affonda nel dramma familiare che – con dignità – è stato ed è vissuto dai Sofri. Stupida perché a seguire nei commenti vien dato libero sfogo alle chiacchiere da “Secondo voi” (programma Mediaset di interviste del minga, ndb). Stupida perché seppur Sofri piccolo non è Sofri grande, Bobo è men che meno! Insomma, stupida.


1 Commento

Marcenaro's Version

L’ha scoperto il Giornale: “Quando il giovane Silvio salvò un uomo”. Cioè: “Nel 1968, a Portofino, il dottor Berlusconi riportò a riva un pittore che si era gettato dalla scogliera dopo l’addio della fidanzata”. Il sindaco di Portofino conferma. “Il sindaco Devoto è già in moto”, annuncia infatti il Giornale, “sta cercando il miracolato a Parigi per riportarlo in Italia”. Complimenti per lo scoop, perciò. Ma ci auguriamo che diventi una serie. Quando nel 1969, a Cortina, il giovane Silvio salvò la fidanzata del pittore che, appresa la notizia, si era lanciata a capofitto in un crepaccio. Quando nel 1970, alle Bermude, il giovane Silvio scolpì una madonnina di legno semplicemente fissando con intensità un albero del pepe. Quando nel 1971, a Capri, soffiando nello zucchero, diede vita a una fabbrica di lecca-lecca per i bambini del ceto medio-basso. Quando nel 1972, a Porto Rotondo, il dottor Silvio trasformò l’ultima foca monaca, che soffriva di solitudine, in una capretta con quattro fratellini. E così via per il ’73, il ’74, il ’75, fino al 2005. Vogliamo vedere, appena diventa santo, se insisteranno a romperci i coglioni. [Il Foglio]


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Ennesima sfida

Braccio d’oro ieri sera al bowling, come sottolineato anche dal mitico Loris sempre presente in sala. E il Bobo perde ancora, tutte le quattro partite giocate:

Lebowsky 555 (media 138,75)
Bobo 442 (media 110,50)

Leggo che il punteggio massimo per partita, con dieci strike, è di 300. Torno dunque coi piedi per terra… Alcune notizie di contorno: il bowling dove andiamo a giocare col Bobo è li primo che fu aperto a Roma, nel lontano 1961 (a vederlo, direi che non è mai stato ristrutturato). Pullula di personaggi strani (come Loris) e di filippini (sarà il loro sport nazionale?). Io e il Bobo siamo gli unici due che non hanno ancora capito il calcolo del punteggio dopo uno spare o uno strike. A nostro uso e consumo, di seguito, le regole:

Se i 10 birilli vengono abbattuti al primo tiro è detto strike. Lo strike vale 10 punti cui viene sommato il valore dei birilli abbattuti con i due tiri successivi.

Se si utilizzano tutti e due i tiri della frazione per abbattere i 10 birilli, è detta spare. Il valore dello spare è di 10 punti cui viene sommato il valore dei birilli abbattuti con il primo tiro successivo.


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Non è bello ciò che è bello, ma…

Sei Bielorussa? Sei bella o addirittura una top model? Non puoi uscire dai confini nazionali. Uno scherzo? No, assolutamente no:

Il presidente (Lukascenko, ndr) ha accusato ministri e burocrati di non fare nulla per evitare che “l’esodo in Occidente delle donne migliori impoverisca il Paese e indebolisca la razza bielorussa”. La polizia, secondo giornali e agenzie indipendenti, si è scatenata. Interrogatori, perquisizioni, verifiche fiscali, intercettazioni telefoniche, multe per irregolarità normative, sigilli: terra bruciata attorno a modelle, scuole e agenzie. Nelle ultime due settimane sono state pedinate e interrogate oltre 500 ragazze, sottoposte anche all’esame della “macchina della verità”.

Follia.


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Green Mt. Wild Riders

Possedere un mezzo oggi è un’avventura. Possederne tre, nemmeno a dirlo.

Ieri sera lascio la Vespa PX dal meccanico per un piccolo intervento (l’ennesima ri-filettatura per l’innesto gli specchietti) senza ricordarmi che oggi, a Roma, c’è il blocco della circolazione per le targhe dispari. Ogni giovedì per non so quante settimane. Sembra studiato a tavolino per prendere in castagna i più distratti e fare cassa con le multe.

Questa mattina dunque sono stato costretto a lasciare a casa l’auto, non prendere la Vespa poiché indisponibile e ricorrere alla moto, da mesi ferma in garage. E’ una moto d’epoca, restaurata, che circola meno di una volta al mese d’inverno, dunque perennemente con la batteria a terra. Un classico. Dieci minuti di cavetti e tante gambe a scalciare sulla pedivella, ma alla fine è partita.

Però. Mi sono rotto le scatole. L’auto la prendo solo per i viaggi e le trasferte di lavoro o piacere, molto frequenti ma extraurbane. Incido assai poco dunque sul traffico cittadino. Eppure hai le seguenti scadenze: bollo, assicurazione e bollino blu annuali; revisione biennale. Fortunatamente è catalitica e ecodiesel. Ma col blocco non può circolare!

La Vespa è il mezzo quotidiano con cui mi muovo. E’ un 2 tempi Euro1, dunque a breve dovrebbe non poter circolare più a Roma. Come e quando non si sa, anzi c’è la più totale schizofrenia in merito a sentire vigili, Sta o Comune. Mettetevi d’accordo! Anche per lei devi avere un’agenda, perché le scadenze sono quelle di cui sopra.

Infine una moto. D’epoca. Quattro tempi ma non catalizzata. Passa il bollino blu ma non si sa se lo deve o meno fare. Forse se iscritta FMI o ASI può evitarlo. Ma dal 2006 o 2007 sarà destinata alla vendita o al garage: non potrà più circolare. Pare (anche qui è ancora tutto un bailamme di voci). Scadenze: bollo, assicurazione, tessera motoclub e bollino blu annuali; revisione biennale.

Tredici date, scadenze, pagamenti, rotture di balle l’anno (se includiamo anche le revisioni). A questi ci aggiungiamo il fatto che in alcuni giorni non si può circolare e che a breve saranno decisi per estrazione come fossimo al lotto… un giovedì sì e uno no… una domenica a piedi… una solo motorini… una solo con le targhe che iniziano col 5!

Visto che la revisione è divenuta biennale, non sarebbe quantomeno “simpatico” rendere biennale anche il bollino blu (che tanto le persone modificano marmitta o parzializzatore appena escono dall’officina) e contestuale alla revisione? Su un biennio, due impegni in meno per mezzo.

E non sarebbe corretto che ci venisse rimborsata la quota parte di bollo, ovvero tassa di circolazione, per i giorni in cui il mezzo è costretto a restar fermo? Non sarebbe giusto dare certezze in materia di circolazione? Di Euro 4 in giro ce ne son veramente pochi modelli, dunque chi compra oggi sa già che sarà costretto tra qualche anno a riacquistare il mezzo!

Verrebbe quasi voglia di vendere tutto, sia ciò che ci serve per la quotidiana mobilità che ciò che collezioniamo per passione (nel mio caso, il Four 500 del ’73), per acquistare una bici elettrica: fanculo al bollo, all’assicurazione e ai bollini blu, viola o verdi! Per favore, semplificateci la vita! Di questo passo saremo tutti fuori legge, per necessità e scelta.