Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Solo un gioco di ruoli?

Guerra o non guerra, da sempre gli organi di intelligence o militari cercano di occultare informazioni ritenute sensibili o capaci di mettere a rischio la sicurezza nazionale. A volte a ragione, altre per semplice desiderio di impunità o per coprire brutte storie.

I giornalisti dovrebbero (non sempre è così, per pigrizia, paura o parzialità) raccogliere di volta in volta tutte le informazioni e ridisegnare i contorni della verità, confermando o contraddicendo quella “ufficiale” raccontata dai signori di cui sopra.

E’ un classico gioco delle parti che però rappresenta una garanzia per tutti. Ultimo ma non ultimo il caso delle sevizie ai prigionieri in Iraq: i media hanno messo con le spalle al muro i vertici militari che non hanno potuto far altro che confermare, scusarsi (poco), indagare e punire.

In Parlamento è ora in discussione il disegno di legge contrassegnato con il codice 5433, ossia “Delega al governo per la revisione delle leggi penali militari di pace e di guerra, nonché per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare”. Tra gli articoli in discussione un paio limiterebbe fortemente la divulgazione di informazioni non secretate ma considerate riservate e concernenti la sicurezza, la difesa e le forze militari (inclusi CC e GdF). Le pene in caso di violazione, anche per un giornalista, sarebbero consistenti e da scontarsi in un carcere militare. Qui maggiori approfondimenti.


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Ancora Taormina…

dal Barbiere della Sera:
La presidenza della Commissione parlamentare di indagine sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin ha fatto svolgere oggi una perquisizione nei confronti del giornalista Maurizio Torrealta, cercando in redazione a Rainews 24 e a casa sua un materiale che l’ordinanza definisce come “occultato”.

Nel mandato alla Guardia di Finanza sarebbe inoltre contenuta la richiesta di acquisire presso l’ufficio Risorse Umane della Rai il fascicolo personale di Torrealta.

Leggi tutta la notizia e poi scopri che la presidenza della Commissione è affidata a Carlo Taormina…


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Tabagisti alla riscossa

Esce a fumare e ruba un orologio da 30 mila euro“. Questa notizia, spassosa, fa il paio con l’idea che continuo a rilanciare agli amici dal 10 gennaio:

  1. andare in un grande magazzino di quelli squallidissimi e acquistare un set di cappotti o giacche a 5 euro;
  2. fare un elenco di ristoranti e pizzerie di cui non si è clienti abituali;
  3. con ordine, uscire a cena in uno di questi locali vestiti con gli abiti di cui sopra, mangiare tutto tranne il dolce, lasciare le giacche a tavola e uscire con sigaretta alla mano per andare a fumare… e andarsene;
  4. depennare il locale dall’elenco.

Regole: non includere nell’elenco i locali che hanno approntato per tempo una sala fumatori. Detto questo, mangiate a costo fisso e a prezzi ridicoli (secondo me un posto come MAS vi tira appresso una giacca a 5 euro).


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Capisci Internétt? (attendere prego…)

Da qualche tempo si parla di un browser by Google, il Gbrowser. Dopo la Gmail, di cui peraltro ho parecchi inviti che sono pronto a girare a coloro cui interessassero (prego scrivermi una mail), Google pare dunque interessata a fare il grande passo con un proprio browser web.
Non solo voci: il dominio Gbrowser.com è infatti registrato. Ma non solo: dopo un recruitement di alcuni ingengneri Microsoft, si sono portati a casaanche Ben Goodger, ingegnere capo del progetto Firefox. Staremo a vedere. Di certo le strategie di Google sembrano di lungo respiro. Sembra sia alla ricerca di fibre ottiche dismesse per eventuali servizi di telefonia IP; ha lanciato i servizi Scholar, Froogle e Local e – per gli USA – il servizio di ricerca dei programmi televisivi in onda, TV search.


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La7, una (continua) bella sorpresa

Altre volte mi è capitato di citare La7 negli ultimi tempi. Dopo le iniziali bufere (l’affaire Fazio e l’improvviso acquisto dell’emittente da parte di Tronchetti Provera), questa televisione è cresciuta. Oggi presenta forse il miglior sito web tra le tv nazionali e trasmissioni più che guardabili se non belle (addirittura).

Ieri sera dovevo uscire per una cena ma sono rimasto, io scettico per eccellenza, “incollato” allo schermo guardando Ottoemezzo, argomento del giorno i miracoli e la fede. Nota stonata la presenza di Socci-Savonarola, compensata però dall’ottimo Giorello che ha distillato, a mio parere, analisi e commenti equilibrati e intelligenti. Livello del dibattito, alto. E la sensazione che ogni tanto in tv si può fare (e vedere) buona televisione.


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Lebowsky vs Bobo

Seconda serata dedicata al bowling da queste parti. Vi terremo aggiornati con le nostre elucubrazioni filosofiche maturate durante il gioco e il relativo punteggio. La settimana scorsa, prima sfida: Lebowsky vs Bobo, 670 a 646 (in partite, 5 a 1). Ieri, supremazia confermata: Lebowsky vs Bobo, 760 a 660 (4 a 2). Ma il ragazzo ce la può fare a battermi: in fondo è sempre una sfida tra due mezze calzette…

Abbiamo scoperto che il bowling è una metafora della vita osservando le tante persone che accanto a noi giocano peggio, tirano pianissimo e senza effetto e fanno strike. Ci sarà sempre chi raccoglierà più di noi, anche non meritandolo. La solita beffa…


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Nel 2006 vinco io

(nessuna battuta sul titolo, che rimanda a un libro che ha una lunga storia da queste parti)

Questa mattina su La7 mi son goduto tra una doccia e un caffé il siparietto degli esponenti del centro-sinistra raccolti per parlare di primarie, candidature, Puglia. C’è mancato poco che litigassero, figuriamoci nei prossimi mesi cosa potrà accadere.

Sul nome dell’alleanza, che Gad non si può sentire, hanno ingaggiato dei markettari e da quello che leggo su Repubblica manco troppo bravi.

Continuano a parlare di primarie ma queste dovrebbero servire a individuare un premier (che sennò si chiamavano secondarie o che so io verifiche) che tutti dicono essere già scelto. Parte dello schieramento le ritiene utili (quelli che vogliono alzare il proprio prezzo) e parte inutili se non rischiose.

Prodi da Vespa sembrava proprio un frate del convento e da queste parti non è un complimento.

Insomma, mettendo tutto insieme, non tira aria di speranza per le prossime elezioni.


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Pastoncino

Approfitto del prolungarsi della permanenza in ufficio per scrivere, dopo qualche giorno di assenza, sul blog. Anche alla luce dei tanti accadimenti. Ieri sera prima di uscire ed andare al cinema, in tv ho visto Ferrara che dileggiava Rutelli (beh, sai che fatica!). Oggi su Falso Idillio mi sono divertito a leggere queste cose:

Operazione riuscita a metà: il tono “alto” e un paio di buoni tocchi di autoironia che rendono tanto umano, si scontrano purtroppo con l’impressione di ogm della politica che il Nostro non riesce proprio a levarsi di dosso, la favella sempre piuttosto vacua, l’impostazione della voce da “ora vi faccio vedere il futuro che ci aspetta” con braccio destro semovente, il tono che presto diventa monocorde e alla lunga soporifero perché, insomma, se non dici niente anche dirlo col tono ispirato conta nulla. Di questo futuro il Rutelli pare sempre conoscere solo i titoli dei capitoli. “Insomma, come riformarlo, il welfare?”. “Settimana prossima la Margherita farà un grande convegno e si diranno cose forti e innovative su questo tema”. Ok, un’anticipazione? Un’ideuzza? Nessuno ti ha fatto leggere gli appunti? Capisco che in politica tra manovratori e pensatori ci sia un’utile divisione del lavoro, ma insomma… E’ così: a precise domande, Rutelli si lancia in estenuanti – per lo spettatore – filippiche circolari sulle generali senza mai dare risposte precise. Il Ferrarone c’ha provato a chiedergli ma insomma, cosa c’è dietro ai suoi scazzi con Prodi? Niente, quello ha pontificato sull’incipiente avvento del tempo della democrazia (il suo pezzo forte, si fa per dire) in vista del quale tutti ci dobbiamo unire, sollevarci le maniche e compagnia bella eccetera eccetera.

Non ho potuto aimé seguire che poche battute della trasmissione di ieri sera, ma ero piuttosto curioso di sapere come il rutilanteRutelli avrebbe commentato la “prova di democrazia” (Prodi dixit) delle primarie in Puglia. Io, in linea di massima, ho sorriso alla lettura sui quotidiani del risultato, con una lieve soddisfazione.

Intanto però c’è chi parla a ruota libera. Il nostro premier in pectore, per primo, che profetizza un futuro di “miseria, terrore e morte” se vincerà la sinistra alle prossime elezioni. Perché? Perché sono comunisti, semplice… Io sarei anche un poco stanco di questi non-argomenti. Mi piacerebbe per contro, pur non incensando di norma la nostra sinistra, riconoscere che il nostro Paese deve molto, moltissimo al fu PCI. Inclusa parte dell’esser Stato democratico. Incluse anche tante cazzate, ça va sans dire. Da queste alla morte, però…

Per fortuna che c’è il filosofo! Rocco Buttiglione, usa parole “delicate” nei confronti di Daniel Cohn-Bendit, europarlamentare verde. Il siluramento evidentemente brucia, chissà dove… Anche qui, parole in libertà, gravissime.

Quasi quasi mi accendo un sigaro (caro Sirchia)…