Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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La consulenza, brutta bestia

Chi fa il mio mestiere sa bene che un cliente percepisce il costo di un “pezzo di ferro” (e tira anche su quello!) ma è assolutamente ottuso per ciò che concerne i costi della consulenza che viene prestata, volenti o nolenti, nella progettazione di un prodotto o nell’erogazione di un servizio tecnico. La storiella qui di seguito è una piccola rivincita:

Alcune volte è sbagliato giudicare un’attività semplicemente per il tempo che occorre realizzarla…
Un buon esempio è il caso dell’ingegnere che è stato chiamato per aggiustare un computer molto grande ed estremamente complesso…un computer che valeva 12 milioni di Euro.
Seduto di fronte allo schermo, preme un paio di tasti, asserisce con la testa, mormora qualcosa a se stesso e spegne il computer. A quel punto estrae un piccolo cacciavite dalla tasca e dà un giro e mezzo ad una minuscola vite. A questo punto, accende il computer e verifica che funziona perfettamente.
Il presidente dell’azienda è felicissimo e si offre di pagare il conto immediatamente.

Quanto le devo?” chiede.
Sono Mille Euro, per cortesia” risponde l’ingegnere.
Mille Euro? MIlle Euro per pochi minuti di lavoro? Mille Euro per stringere una semplicissima vitina? Mi rendo conto che il computer vale 12 milioni di Euro, ma mille Euro mi sembra una cifra veramente esagerata. Pagherò solamente se mi manderà una fattura dettagliata che giustifichi una cifra del genere.

L’Ingegnere acconsente con un cenno e se ne va. Il mattino dopo il presidente riceve la fattura, la legge attentamente, asserisce con la testa e la paga immediatamente, senza una lamentela.
La fattura diceva:

Servizi effettuati
– Avvitamento di una vitina: EURO 1
– Sapere quale vitina avvitare: EURO 999


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Alien vs Predator

Pare che lunedì scorso ad Otto e mezzo ci sia stata una bella baruffa tra Ferrara e Tremonti. A leggere il resoconto del Corriere, sogghigno: c’è a chi esser “stronzetto” riesce proprio bene. Per questo forse ispira, al sottoscritto, simpatia.

da Corriere.it:
La domanda del giornalista sul perché un uomo del Nord come l’ex ministro dell’Economia sponsorizzi una banca del Sud, ha fatto perdere le staffe a Tremonti che ha nervosamente ribattuto: «La prego di smetterla con questa menata che sono un uomo del Nord…». Ferrara si è subito infiammato e la risposta è stata bruciante: «A parte che la parola menata è proprio del Nord, ma menata lo va a dire a sua sorella… e cerchi di essere meno arrogante e faccia meno il professorino…».


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La gente pare che sta a Monza…

…fa a gara a chi è più s…

Cito una vecchia canzone di Califano per definire il comportamento degli automobilisti nostrani, soprattutto romani. Sempre incazzati, non rispettano mai una segnaletica, un diritto di precedenza o uno stop, rischiano un incidente pur di sopravanzare l’altro di un metro. E se per caso suoni il clacson per esprimere la tua sana contrarietà al loro comportamento, sono pronti ad uccidere per lavare l’offesa (perché si sentono anche dalla parte della ragione). Poi ci sono quelli che scambiano le strade di una città per un circuito di Formula 1.

Stanotte a Roma è morta una persona, in pieno centro alle 4 di mattina. Guardate la foto e ditemi a quanto poteva viaggiare la macchina…


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Forse c'è una speranza

Il mondo forse non è così brutto, cupo e perverso come vogliono farci credere. Forse esiste una speranza. Forse l’uomo non è così stupido…

La Ford ha annunciato che sospenderà la produzione del suo maxi SUV, deforme automobile 4×4 come se ne vedon tante oramai anche in Italia e – pare – adattissima a bionde rifatte in vena di shopping o a maschi impotenti bisognosi di conferme esteriori.


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9/11

Qualche giorno fa ho visto in dvd Fahrenheit 9/11 di Michael Moore. Mi era molto piaciuto Bowling a Columbine, il precedente film-documentario, ma avevo molte perplessità sull’ultimo lavoro per un semplice motivo: non ho mai digerito chi si atteggia a capo claque. Né a destra, né a sinistra. L’opposizione si deve fare altrove e con altri strumenti, politici e non di spettacolo; o meglio: dopo lo spettacolo deve venire altro. Per questo motivo ho apprezzato lo storico sfogo di Nanni Moretti a Piazza Navona ma non le sue partecipazioni ai girotondi dei mesi a seguire.

La formula del film-documentario però si addice a Moore e debbo riconoscere che il film, a chi non è avvezzo ai soli blockbuster di Natale – è più che godibile (parola quantomai inadatta, per argomenti e immagini trattate), girato bene e montato meglio. Qui non voglio però discernere su Moore o sul film, che altrove illustri blogger hanno saputo fare di meglio, quanto sottolineare tre sole cose.

La prima: il film parte dalle elezioni USA 2000 che videre Al Gore perdere la Casa Bianca per una manciata di voti. L’ho detto e continuerò a ripeterlo finché le leggi me lo consentiranno: io sono certo che una serie di elementi “falsarono” i risultati di quelle elezioni e che il vincitore, se tutto fosse andato a regola d’arte, sarebbe stato proprio Gore. Certo. Perché troppi parenti e amici di Bush presidiavano nodi nevralgici del sistema (la responsabile delle elezioni o il governatore della Florida, guarda caso; i giudici della corte suprema che dovettero pronunciarsi; chi decise la composizione delle liste elettorali; ecc.).

Seconda cosa: la guerra in Iraq viene fatta vedere nella sua crudezza, pur se in poche immagini. Un ostaggio occidentale con il coltello alla gola, senza la patinatura da telegiornale; o un bambino operato su un tavolo di legno, senza anestesia, con un filo che gli tiene unita la testa; i cadaveri dei soldati americani dati alle fiamme, trascinati da un auto e poi ridotti in parti minute dalla folla. Ecco, la guerra è questa, non quella raccontata di bombe intelligenti e di civili colpiti di rado e solo per errore.

Terza cosa: prove a supporto della scelta unilaterale di dichiarare guerra all’Iraq non ne sono state fornite, anzi la CIA stessa ha messo nei guai Bush (ed infatti i capi sono stati rimossi appena chiuse le elezioni del mese scorso) per le prove sbandierate a tutto il mondo per mesi ma inesistenti. Ma nessuno pagherà per le non verità. Anzi, la compagine è stata rieletta. Ecco, per chi come me crede nel giusto e sbagliato, legale e illegale, una storia di questo tipo è uno schiaffo sonoro che lascia segni. Come spesso ripeto, non sono un ingenuo, dunque comprendo molte cose. E in alcuni casi le accetto. Però c’è un limite, anche per me.


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Ma domani…

Sono giorni che non riesco a scrivere. In genere lo faccio quando penso di aver qualcosa da dire, a me stesso, e lo comunque sempre in momenti ritagliati sul luogo di lavoro. Spiace assentarsi, invero. Per cui questo post vuole essere un incentivo a trovare di nuovo tempo e cose da dire, già da domani.

Oggi scopro che sono un web di sinistra (vedi Leibniz). Bene… iniziavo ad avere anch’io dubbi su me stesso! Riniziamo da qui, domani.


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Stelle cadenti

Leggo grazie a Giulia:
Sto seduta sulla mia comoda poltrona di prima classe, sorseggiando un aperitivo al gusto di fragola, e non posso fare a meno di pensare alla guerra in Iraq“.
Martina Stella, per Vanity Fair.

Forse questo commento al post è la risposta migliore:
“Sto seduto sulla mia scomoda sedia dell’ufficio, bestemmiando al telefono con un cliente, e non posso fare a meno di pensare a Martina Stella che sorseggia un aperitivo in prima classe. Alla faccia mia. Sta troia…”.


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Amici di merda

Così è stato definito Carlo Rossella, neo direttore del Tg5, dalla moglie di Enrico Mentana ieri sera su Markette, il programma di Chiambretti su La7. E ancora su Rossella: “Un grande professionista, ma dal punto di vista umano non vale niente“. O ancora: “Ogni volta che incontravo Carlo gli dicevo: senti ma tu non ti stai preparando ad arrivare al Tg5 al posto di Enrico? E lui ‘Io? Assolutamente no, non ci penso proprio. Sto talmente bene a Panorama’. Si vede però che il panorama non era sufficiente dalla sua finestra e si è trasferito al Palatino“. Un affondo senza tanti giri di parole che mi ha molto divertito e che ho trovato una volta tanto privo di inutili ipocrisie da salotto televisivo. Mi chiedo solo se la cosa non creerà imbarazzi a Mentana ora.

PS: Non sapevo affatto che Michela Rocco di Torrepadula, ex Miss Italia, fosse la moglie di “Chicco”… i miei complimenti al neo direttore editoriale di Mediaset…


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Non vedo l'ora

Babbo BastardoVoglio andare al cinema a vedere Babbo Bastardo. Sono proprio dell’umore giusto, oggi. Oggi che ho avuto la comunicazione che una gara d’appalto cui avevo partecipato più di due mesi fa è cosa passata, persa, andata. Per 5 punti, secondo posto. Primi nel progetto tecnico, casualmente secondi nella proposta economica… La gara doveva essere assegnata un mese e mezzo fa, poi rinvii su rinvii con scuse di volta in volta diverse. Sarò un italiano medio che legge dietro ogni cosa un complotto, ma dall’iter ho come l’impressione che qualcuno si è accorto che prendendo tempo poteva proporre un’offerta rivista e corretta sulla base della nostra, vincendo. Ne ho viste tante, finora, ma non mi passa lo schifo e la delusione ogni volta che finisce così.

Dunque voglio un film con la faccia bastarda di Billy Bob Thornton, politicamente scorretto, cattivo, liberatorio. Perché alla fine un modello di vita bisogna anche averlo ed i miei sono Barney Panofsky e Omer Simpson…