Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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Google Tag Manager

Sono pochi giorni che si parla di Google Tag Manager, nuovo tool di BigG utile a clienti ed agenzie per gestire in un unico pannello di controllo tutti i tag utilizzati per scopi di tracking e di marketing. Qui una breve descrizione e un video esplicativo.

Utile, comodo. Io però non sento di sbracciarmi serenamente e di incensare Google per un tool solo a favore di clienti ed agenzie.

Orwell and Google

Io ritengo che questo tool sia prima di tutto a favore di Google, perché in molti – data la posizione dominante del Motore di Ricerca sul mercato – non ottimizzeranno più on site i vari tag e codici, ma si concentreranno sul lavoro off site e sui vari tool che Google ha messo e metterà a disposizione nei prossimi anni.

Questo rafforzerà ancor di più la leadership di Google, nata dall’aver offerto il miglior prodotto sul mercato ma che oggi si perpetua grazie alla fidelizzazione degli utenti non solo e non più sul servizio core dell’azienda, la Ricerca, ma su servizi accessori e su politiche che definirei “scaltre”.

Tra poco sarà Google a dirci in che hotel andare, consentendoci di prenotare una stanza senza lasciare la SERP. Ci dirà come arrivarci e cosa fare attorno all’hotel, in quale ristorante mangiare, magari prenotandolo sempre dalla SERP. Ci farà vedere cosa c’è nei negozi in zona, addirittura sugli scaffali. E volendo, potremo comprarlo con Google Checkout…

Insomma, fa specie che ci siamo battuti una vita per la Privacy e contro i presunti monopolisti del mercato (vedi Microsft su cui si scagliarono tutti), per poi capitolare dietro ai sorrisi presunto-benevoli di Google.

Sarò una voce fuori dal coro, lo so.


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Perugia sempre più isolata

Vivo a Perugia. L’ho scelta per stabilirmici e costruire una famiglia. Apprezzo la sua qualità di vita, anche se ne riconosco i molti problemi; in ogni caso, sono felice di esserci, di farci crescere i miei figli e di contribuire con le tasse al suo sviluppo.

Come molti altri, però, mi trovo a viaggiare spesso per lavoro, perché di grandi clienti sul territorio regionale ce ne sono pochi e realtà come quella dell’azienda che dirigo, possono crescere e svilupparsi positivamente solo cogliendo le opportunità presenti su Roma o Milano o, meglio ancora, all’estero.

E qui viene il difficile. Perugia, capoluogo di Regione, città universitaria (con anche un’importante e riconosciuta Univesità per Stranieri), è in pratica isolata dal resto del mondo. Quasi sempre, debbo muovermi in auto, perché le alternative sono imbarazzanti.

Treni per Roma.

Al momento c’è un solo Eurostar Perugia-Roma nell’arco delle 24 ore. E non è diretto! Occorre cambiare a Foligno. Da Roma a Perugia, non c’e n’è ormai nemmeno uno. I collegamenti con Firenze sono diversi, ma di pessima qualità (regionali con materiale rotabile molto vecchio) e con orari non utili a raggiungere Milano in tempi utili al business.

Aerei per Milano.

Una volta coperti da Alitalia (con doppio code sharing, perché finivi per viaggiare con companie dell’est europa, in realtà), ora da Sky Bridge AirOps. Ma da qualche settimana, invece di voli giornalieri si è passati a voli trisettimanali. Dunque, per raggiungere Malpensa (non Linate!), devi necessariamente volare il lunedì, il mercoledì o il venerdì. Altrimenti, ciccia.

Aggiungerei che la notizia è presente solo nelle news del sito dell’Aeroporto di Perugia (pessimo) e non nel time table. Che sul sito del vettore si parla di tariffe a partire da 69 euro per tratta, quando in fase di prenotazione non le ho mai viste. Che l’aeroporto di Sant’Egidio è stato appena rinnovato ed anche bene, cosa che faceva immaginare un potenziamento delle rotte e non una loro riduzione.

Bus

Unica nota positiva, la linea Sulga, che copre la tratta Roma-Perugia con vari collegamenti di buona qualità. Ma è privata.

A questo punto chiedo a quanti vivono in Umbria se sentono come sopportabile questa situazione. Se non sarebbe la Regione stessa a dover garantire una mobilità adeguata ai propri residenti, garantendo al contempo uno sviluppo della Regione, delle sue industrie e delle sue aziende (pagando magari parte dei costi di servizio degli operatori aerei, purché presidino l’aeroporto in modo adeguato). Essere tagliati fuori dal mondo o peggio incentivare la mobilità su gomma, è anacronistico, miope e folle.

Ma non ci sono risposte, mai. E la situazione peggiora sempre.

Un vero fallimento delle giunte di sinistra dell’Umbria.