Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)

La democrazia esportata

2 commenti

Non funziona. Non si esporta. La notizia di Msf che ritira il proprio personale dall’Afghanistan ne é la misura (da Panorama):

L’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere (Msf) si ritirerà dall’Afghanistan. L’annuncio stamani in un comunicato dell’ong stessa: «Dopo 24 anni di assistenza indipendente al popolo afghano, Msf si ritira dall’Afghanistan in ragione degli assassinii, delle minacce e dell’insicurezza», vi si legge. «La decisione – aggiunge la nota – è stata presa in seguito all’attacco senza precedenti di cui sono rimasti vittime cinque dipendenti di Msf lo scorso 2 giugno». […]
La drastica decisione è accompagnata da un’accusa precisa rivolta al governo, considerato incapace di condurre un’inchiesta credibile sull’attacco, un episodio che può essere visto come la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Msf lamenta inoltre l’atteggiamento delle forze militari americane che avrebbero una visione che subordina gli aiuti a motivi politici. […]

Questa notizia fa il paio con quest’altra, segnalatami via mail qualche tempo fa da Ubik (che oggi cito due volte, vedi il caso):

Iyad Allawi, the new Prime Minister of Iraq, pulled a pistol and executed as many as six suspected insurgents at a Baghdad police station, just days before Washington handed control of the country to his interim government, according to two people who allege they witnessed the killings.
They say the prisoners – handcuffed and blindfolded – were lined up against a wall in a courtyard adjacent to the maximum-security cell block in which they were held at the Al-Amariyah security centre, in the city’s south-western suburbs.
They say Dr Allawi told onlookers the victims had each killed as many as 50 Iraqis and they “deserved worse than death”. […]

Non so se è vero perché non conosco la fonte né la sua serietà, ma restando in Iraq, leggo da Peacelink che:

Iyad Allawi, il nuovo primo ministro, dobbiamo ricordare che era un agente della CIA, un uomo M16 e un ex baathista. Infatti si e’ vantato con i giornalisti di aver percepito soldi da 14 agenzie di intelligence mentre era in esilio. Comunque il “libero” Mr Allawi pensa che l’Iraq e’, lui non si rivoltera’ contro i suoi protettori americani, e neanche contro la torva figura di John Negroponte, il nuovo ambasciatore USA famoso per l’Honduras. […]

Insomma, nulla di nuovo. Che dire: senza strumentalizzazioni, speriamo che qualche persona in più comprenda che cosa sia una guerra, per quali motivi vi si possa ricorrere e che deve sempre e comunque rappresentare la via ultima percorribile da uno o più stati. E che il motivo non sia quello di esportare la democrazia, perché questa si costruisce nei secoli, negli anni, sul terreno e senza armi.

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2 thoughts on “La democrazia esportata

  1. Gradirei tanto un esempio di democrazia raggiunta senza guerra (o qualcosa di sostanzialmente equivalente). Io credo di conoscere solo democrazie frutto di conflitti. Grazie.

  2. Giuro, non sono un pacifista… assolutamente. Detto questo credo che le bombe non siano sufficienti. Possono essere necessarie, per realismo politico, ma non sufficienti. Ciao

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