Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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I Poli: qualcosa intorno al nostro buco…

Non se ne può letteralmente più dei contenziosi nati dopo le elezioni.

Ho vinto io.
No, non hai vinto. Ho più voti io.
Ma ho più seggi io e sei tanto pirla da avermeli dati tu con la tua nuova legge.
Vabbé, non ha vinto nessuno, grande coalizione.
Si, col piffero. Ora gioco io, il pallone è mio.
Se hai vinto hai imbrogliato! Ricontiamo le schede, quelle contestate.
Ma smettila… anche contandole vinciamo.
Allora le ricontiamo tutte!
Cos’hai bevuto? La coca-cola con l’aspirina? Anche il sardo ci da ragione.

Ecco, da un momento all’altro mi attendo uno dei due che si mette a piangere battendo i pugni per terra. Soprattutto mi chiedo quale credibilità abbia un polo che dato per sconfitto a pochi mesi dalle elezioni decide di modificare la legge elettorale venendo anche meno alla volontà popolare espressa con un referendum e – cambiandola a suo vantaggio – perde. O che per anni insegue il voto degli italiani all’estero e poi proprio questi confermano la sua sconfitta. Quantomeno sei un incapace. Se rubi la marmellata almeno pulisciti le dita… A chi contesta che hanno più voti al Senato, l’Unione dovrebbe rispondere solo una cosa (e lo fa con troppa timidezza): sono le Tue regole, bellezza!

E quale credibilità ha poi chi un giorno parla di brogli, quello dopo di grande coalizione, quello dopo ancora di  verifica del voto che forse lo sovvertirà, poi di regime, poi ancora di "volemose bene" e facciamo un pezzo di strada assieme e infine, forse disegnato su una maglietta, urla all’inganno perché un gruzzolo di voti erano di un’altra Lega.

Detto questo, non gongolo affatto a vedere il vincitore in tv. Saranno giorni, o mesi, o anni (chi può saperlo?) molto difficili.


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In punta di penna

Le lettere al Direttore sul Foglio mi divertono sempre molto. Sia perché sono divertenti le risposte di Ferrara, come questa:

Al direttore – Venticinquemila voti hanno salvato l’Italia dallo strip di Ferrara… e Ferrara da una magra figura. Luigi Residori, via Internet
 
Risposta del Direttore
Magra? Sapesse che belle tette che c’ho io, non parlerebbe così.

Sia per qualche penna altra che scrive aforismi o pensieri piccanti (rimpiangiamo credo tutti Mattia Feltri, però):

Al direttore – Gli italiani all’estero regalano la vittoria all’Unione. Tutto, piuttosto che avere Umberto Eco tra i coglioni. Christian Rocca


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Una vittoria di Pirro?

Sull’entusiasmo a sinistra ci andrei piano. Finché le schede non saranno controllate e il voto certificato, il margine è così limitato da suggerire la massima prudenza nei giudizi e nei commenti. Una vittoria c’è, chiaro, ma così piccola da non consentire trionfalismi. Dunque suonano stonate alcune voci.

Posso anche concordare sul principio di non assegnare presidenze alla CdL, ma occorreva dirlo subito, a urne calde? E perché alle critiche del centro-destra non si ricorda che anche loro scelsero Pera e Casini, di chiara appartenenza. O che nel 2001 attivarono subito due commissioni "ad hoc" come la Mitrokin e la Telekom Serbia per screditare la sinistra?

Se la CdL si lamenta che al Senato hanno preso più voti e meno seggi, perché non si è abbastanza tranchant da dirgli: "uè, bellezza, la legge l’avete fatta voi". E chiuderla lì. Perché l’hanno fatta sporca, ma anche male! Come anche per i voti all’estero, su cui si è speso Tremaglia e An per anni: tutti voti (o quasi) passati all’Unione.

O il fantasma della Grande Coalizione. Buffo vederla invocata da Berlusconi, dopo tanto veleno in campagna elettorale e tanta sicumera sulla vottoria della CdL. Qui non si stratta di escludere, ma di capire se c’è o meno governabilità. Se c’è, si governa (o ci si prova), punto e basta. Fosse anche per un seggio in più. Poi occorre chiaramente governare con grande equilibrio e rispetto di tutti, anche della metà dei cittadini che ha votato CdL.

Mi par di vedere che continua a mancare equilibrio e capacità politica, a sinistra come a destra. Questa è la cosa peggiore, secondo me. E quella che mi lascia in dubbio sul futuro dell’Italia.


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Il Bel Paese

Anche se in questo periodo non ho alcuna voglia di scrivere e i miei pensieri sono presi da ben altro, dopo uno spettacolo così indecoroso non riesco proprio a trattenermi. Ennesima riprova in primis che la statistica applicata non è una scienza… Dopo i primi exit poll, nonostante casi analoghi delle elezioni passate, l’Ulivo in festa. E giù commenti e dichiarazioni inneggianti e felici.

Poi le proiezioni sovvertono i risultati. Imbarazzo e prime incazzature evidenti (perché mi spiace ma la sinistra non sa veramente perdere, basta ricordare la Turco alle regionali piemontesi di qualche anno fa). Immagino che D’Alema si sia mangiato la lingua… Con la sera si avvicina la disfatta, Prodi rinvia il suo intervento inizialmente previsto per le 18.30. Che io mi chiedo: ma cuori di latta che non siete altro, non era assai più liberatorio intervenire lo stesso, dicendo che la situazione era difficile e che occorreva attendere lo spoglio completo delle schede? Puzzoni…

Oggi l’Ulivo rischia di ripassare in vantaggio anche al Senato (in base ai primi dati del voto estero), ma la maggioranza anche in questo caso sarebbe così ridotta da rendere difficile un governo del Paese. Sarebbe già utile rendesse possibile un governo capace di modificare la legge elettorale, predisporre regole per il conflitto d’interessi (senza vendette dirette, please), varasse una finanziaria credibile e tirasse fuori i coglioni ricorrendo nuovamente al voto. Ecco, quest’ultimo punto lo vedo più difficile…

Non parlatemi però di grossa coalizione. Ha ragione Cacciari, non siamo la Germania e la Germania aveva una situazione politica ben diversa. I governi tecnici poi in un bipolarismo li vedo complessi e quasi irrealizzabili (ricordiamo che l’Italia ricorse spesso a tale soluzione ma in un sistema politico ed elettorale differente). Vedremo cosa uscirà in definitiva dalle urne (purché non cenere, la nostra…). L’impressione è che occorrerà coraggio e visione politica. Insomma, siamo rovinati!

Guardatevi questo video, che è meglio.


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Scorretto, ma sincero

Mi spiace ma a me la cronaca nera non appassiona. Non ce la faccio proprio a provare quella curiosità morbosa che tanti bravi italiani sentono crescere in sé. Così anche stavolta mi tornano in mente i versi di Gaber:

Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”

Detto ciò, ancora, tutta questa storia mi ha lasciato abbastanza indifferente. Credo mi interesserò assai più stasera al secondo confronto Prodi-Berlusconi…


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Lo sport nazionale

Ho appena scoperto che Roberto Maroni, dal 1990 leghista doc, è stato fino al 1979 di Democrazia Proletaria. Le persone cambiano. Le persone crescono. I pensieri evolvono… ma tra Lega e DP ce n’è di strada, P.D. (Germano Mosconi aiutami tu)!

PS: ho sempre avuto grande simpatia per Mario Capanna… questo per dire come sono arrivato a Maroni… ma a Capanna ci sono arrivato da Peppino Impastato, che correva nel ’78 a Cinisi nelle liste di DP, prima di essere ammazzato… sennò pensate che spulcio le biografie dei leghisti per simpatia!


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Bacchettoni allo sbaraglio

Non se ne può veramente più.

Non se ne può più del Moige che si felicita per la scelta dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria di sospendere lo spot tv con Rocco Siffredi. Era uno degli spot meno volgari in circolazione. Allusivo ma affatto volgare. Ma si sa, i deficienti guardano il dito e non la luna… Gli auguro di conoscere Rocco, prima o poi, da dietro.

Non se ne può più delle cifre sparate in tv dai nostri politici. Sembrano i dopo cortei con il numero di partecipanti espresso dai sindacati piuttosto che dalla questura. Uno, l’altro o entrambi sparan cazzate. Non può essere altrimenti. Visto che si fa un gran parlare di regole tv per i confronti, perché non introdurre la macchina della verità? Sarebbe almeno più divertente (e secondo me gli ascolti andrebbero alle stelle).

Non se ne può più delle mezze calzette e delle loro alzate di ingegno. Ammesso il fatto che sono personalmente favorevole all’eutanasia e dunque di parte, ma cosa passa per la testa di Giovanardi quando dà del nazista al legiferatore olandese? Forse era ancora annebbiato dalle 23 canne sperimentate per definire la soglia massima…