Il Blog di Lebowsky

"Tiente largo, ma datte 'n limite" (cit. M. Paolini)


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La gente pare che sta a Monza…

…fa a gara a chi è più s…

Cito una vecchia canzone di Califano per definire il comportamento degli automobilisti nostrani, soprattutto romani. Sempre incazzati, non rispettano mai una segnaletica, un diritto di precedenza o uno stop, rischiano un incidente pur di sopravanzare l’altro di un metro. E se per caso suoni il clacson per esprimere la tua sana contrarietà al loro comportamento, sono pronti ad uccidere per lavare l’offesa (perché si sentono anche dalla parte della ragione). Poi ci sono quelli che scambiano le strade di una città per un circuito di Formula 1.

Stanotte a Roma è morta una persona, in pieno centro alle 4 di mattina. Guardate la foto e ditemi a quanto poteva viaggiare la macchina…


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Forse c'è una speranza

Il mondo forse non è così brutto, cupo e perverso come vogliono farci credere. Forse esiste una speranza. Forse l’uomo non è così stupido…

La Ford ha annunciato che sospenderà la produzione del suo maxi SUV, deforme automobile 4×4 come se ne vedon tante oramai anche in Italia e – pare – adattissima a bionde rifatte in vena di shopping o a maschi impotenti bisognosi di conferme esteriori.


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9/11

Qualche giorno fa ho visto in dvd Fahrenheit 9/11 di Michael Moore. Mi era molto piaciuto Bowling a Columbine, il precedente film-documentario, ma avevo molte perplessità sull’ultimo lavoro per un semplice motivo: non ho mai digerito chi si atteggia a capo claque. Né a destra, né a sinistra. L’opposizione si deve fare altrove e con altri strumenti, politici e non di spettacolo; o meglio: dopo lo spettacolo deve venire altro. Per questo motivo ho apprezzato lo storico sfogo di Nanni Moretti a Piazza Navona ma non le sue partecipazioni ai girotondi dei mesi a seguire.

La formula del film-documentario però si addice a Moore e debbo riconoscere che il film, a chi non è avvezzo ai soli blockbuster di Natale – è più che godibile (parola quantomai inadatta, per argomenti e immagini trattate), girato bene e montato meglio. Qui non voglio però discernere su Moore o sul film, che altrove illustri blogger hanno saputo fare di meglio, quanto sottolineare tre sole cose.

La prima: il film parte dalle elezioni USA 2000 che videre Al Gore perdere la Casa Bianca per una manciata di voti. L’ho detto e continuerò a ripeterlo finché le leggi me lo consentiranno: io sono certo che una serie di elementi “falsarono” i risultati di quelle elezioni e che il vincitore, se tutto fosse andato a regola d’arte, sarebbe stato proprio Gore. Certo. Perché troppi parenti e amici di Bush presidiavano nodi nevralgici del sistema (la responsabile delle elezioni o il governatore della Florida, guarda caso; i giudici della corte suprema che dovettero pronunciarsi; chi decise la composizione delle liste elettorali; ecc.).

Seconda cosa: la guerra in Iraq viene fatta vedere nella sua crudezza, pur se in poche immagini. Un ostaggio occidentale con il coltello alla gola, senza la patinatura da telegiornale; o un bambino operato su un tavolo di legno, senza anestesia, con un filo che gli tiene unita la testa; i cadaveri dei soldati americani dati alle fiamme, trascinati da un auto e poi ridotti in parti minute dalla folla. Ecco, la guerra è questa, non quella raccontata di bombe intelligenti e di civili colpiti di rado e solo per errore.

Terza cosa: prove a supporto della scelta unilaterale di dichiarare guerra all’Iraq non ne sono state fornite, anzi la CIA stessa ha messo nei guai Bush (ed infatti i capi sono stati rimossi appena chiuse le elezioni del mese scorso) per le prove sbandierate a tutto il mondo per mesi ma inesistenti. Ma nessuno pagherà per le non verità. Anzi, la compagine è stata rieletta. Ecco, per chi come me crede nel giusto e sbagliato, legale e illegale, una storia di questo tipo è uno schiaffo sonoro che lascia segni. Come spesso ripeto, non sono un ingenuo, dunque comprendo molte cose. E in alcuni casi le accetto. Però c’è un limite, anche per me.


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Ma domani…

Sono giorni che non riesco a scrivere. In genere lo faccio quando penso di aver qualcosa da dire, a me stesso, e lo comunque sempre in momenti ritagliati sul luogo di lavoro. Spiace assentarsi, invero. Per cui questo post vuole essere un incentivo a trovare di nuovo tempo e cose da dire, già da domani.

Oggi scopro che sono un web di sinistra (vedi Leibniz). Bene… iniziavo ad avere anch’io dubbi su me stesso! Riniziamo da qui, domani.


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Stelle cadenti

Leggo grazie a Giulia:
Sto seduta sulla mia comoda poltrona di prima classe, sorseggiando un aperitivo al gusto di fragola, e non posso fare a meno di pensare alla guerra in Iraq“.
Martina Stella, per Vanity Fair.

Forse questo commento al post è la risposta migliore:
“Sto seduto sulla mia scomoda sedia dell’ufficio, bestemmiando al telefono con un cliente, e non posso fare a meno di pensare a Martina Stella che sorseggia un aperitivo in prima classe. Alla faccia mia. Sta troia…”.


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Amici di merda

Così è stato definito Carlo Rossella, neo direttore del Tg5, dalla moglie di Enrico Mentana ieri sera su Markette, il programma di Chiambretti su La7. E ancora su Rossella: “Un grande professionista, ma dal punto di vista umano non vale niente“. O ancora: “Ogni volta che incontravo Carlo gli dicevo: senti ma tu non ti stai preparando ad arrivare al Tg5 al posto di Enrico? E lui ‘Io? Assolutamente no, non ci penso proprio. Sto talmente bene a Panorama’. Si vede però che il panorama non era sufficiente dalla sua finestra e si è trasferito al Palatino“. Un affondo senza tanti giri di parole che mi ha molto divertito e che ho trovato una volta tanto privo di inutili ipocrisie da salotto televisivo. Mi chiedo solo se la cosa non creerà imbarazzi a Mentana ora.

PS: Non sapevo affatto che Michela Rocco di Torrepadula, ex Miss Italia, fosse la moglie di “Chicco”… i miei complimenti al neo direttore editoriale di Mediaset…


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Non vedo l'ora

Babbo BastardoVoglio andare al cinema a vedere Babbo Bastardo. Sono proprio dell’umore giusto, oggi. Oggi che ho avuto la comunicazione che una gara d’appalto cui avevo partecipato più di due mesi fa è cosa passata, persa, andata. Per 5 punti, secondo posto. Primi nel progetto tecnico, casualmente secondi nella proposta economica… La gara doveva essere assegnata un mese e mezzo fa, poi rinvii su rinvii con scuse di volta in volta diverse. Sarò un italiano medio che legge dietro ogni cosa un complotto, ma dall’iter ho come l’impressione che qualcuno si è accorto che prendendo tempo poteva proporre un’offerta rivista e corretta sulla base della nostra, vincendo. Ne ho viste tante, finora, ma non mi passa lo schifo e la delusione ogni volta che finisce così.

Dunque voglio un film con la faccia bastarda di Billy Bob Thornton, politicamente scorretto, cattivo, liberatorio. Perché alla fine un modello di vita bisogna anche averlo ed i miei sono Barney Panofsky e Omer Simpson…


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La follia dentro casa

Siamo così abituati a parlare di morti e guerre lontane, che fa quasi strano leggere in pochi giorni notizie così assurde. A Milano questa notte è morta una persona per una rissa scoppiata alle 3 di notte. Ieri a Roma, stessa ora, stesso risultato: una persona uccisa a calci e pugni in pieno centro, dietro a Campo dei Fiori. Che siano o meno extracomunitari cambia poco: ci si uccide con rabbia. N
Non comprendo come sia possibile, non picchiarsi – che il sottoscritto si incazza spesso e può trascendere se provocato – ma addirittura uccidersi, a calci e pugni. E’ pura follia. Resto basito leggendo queste due notizie così vicine nel tempo.

PS: Leggo ora sul Corriere la notizia data con maggiori particolari: “un uomo è entrato nel club privato Escargot, in via Ludovico il Moro, e ha sparato al petto contro un ragazzo. Poi l’assassino è fuggito e ha gettato l’arma” (…) “Le persone presenti all’interno del locale, per lo più nordafricani, hanno inseguito il killer e lo hanno aggredito. L’uomo, 34 anni, marocchino, è stato lasciato a terra a 200 metri dal luogo del delitto, ridotto in gravi condizioni”. La precisazione non è che mi consoli…


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Falchi e colombe

Il Bush 2.0 cambia Powell e nomina a segretario di Stato la Rice. C’è tutto un balletto di opinioni sul fatto che una colomba sia sostituita da un falco. Io non so se cambierà qualcosa e cosa; o se la vittoria abbia rincuorato e legittimato Bush tanto da fargli silurare alla CIA alcune teste eccellenti (chi nei mesi scorsi aveva remato contro) e da fargli scegliere al posto di Powell chi rappresenta meglio la “filosofia” politica del Presidente. Lo vedremo, presto. So che la scelta della Rice non mi tranquillizza affatto. Questo lo so.

PS: le immagini del marine che “finisce” un iracheno ferito e immobile, spengono le ultime ingenue speranze di una guerra condotta con onore


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Fiele

Sarà la giornata lavorativamente tesa; sarà l’asimmetria tra la fretta continua dei clienti che pretendono progetti ed offerte per ieri e il costante ritardo che però gli stessi accumulano nei pagamenti; sarà la mia ingenuità nel voler sempre credere nella ragionevolezza e buona fede dell’essere umano, sapendo bene che ogni accordo deve essere invece scritto, controfirmato, blindato; sarà che mi fa male la schiena; sarà il tempo che porta pioggia e cielo grigio; sarà la lettura delle notizie sui giornali; sarà l’orrore del dibattito tra Rutelli e Giovanardi visto martedì a Ballarò; saranno le facce dei Casarini e dei Caruso; saranno i morti a Napoli; sarà una bambina uccisa a percosse oggi; sarà la stagnazione del mercato ICT che non vuole proprio decollare; saranno queste e altre mille cose. Ma è mezz’ora che ascolto senza sosta e a tutto volume, nell’ufficio vuoto, Io se fossi Dio di Giorgio Gaber. Con gusto. E molto fiele in corpo.

Io se fossi Dio…
e io potrei anche esserlo,
sennò non vedo chi!
 
Io se fossi Dio,
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente,
non sarei mica un dilettante,
Sarei sempre presente!
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com’è noioso,
non commette mai peccati grossi,
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.
 
Per questo
io se fossi Dio,
preferirei il secolo passato,
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico,
dove si odiava, e poi si amava,
e si ammazzava il nemico!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
 
Io se fossi Dio,
sarei sicuramente molto intero
e molto distaccato
come dovreste essere Voi!
 
Io se fossi Dio,
non sarei mica stato a risparmiare,
avrei fatto un uomo migliore.
Si vabbè lo ammetto
non mi è venuto tanto bene,
ed è per questo, per predicare il giusto,
che io ogni tanto mando giù qualcuno,
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino!
 
Io se fossi Dio,
non avrei fatto gli errori di mio figlio,
e sull’amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po’ meglio.
 
Infatti non è mica normale
che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India,
c’ha tanto amore di riserva
che neanche se lo sogna,
che viene da dire:
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”
 
Io se fossi Dio,
non sarei ridotto come Voi
e se lo fossi io certo morirei
per qualcosa di importante.
 
Purtroppo l’occasione
di morire simpaticamente
non capita sempre,
e anche l’avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare
e neanche tanto convinto.
 
Io se fossi Dio,
farei quello che voglio,
non sarei certo permissivo,
bastonerei mio figlio,
sarei severo e giusto,
stramaledirei gli Inglesi
come mi fu chiesto,
e se potessi
anche gli africanisti e l’Asia
e poi gli Americani e i Russi;
bastonerei la militanza
come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri,
gli stupidi e i bigotti:
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Finora abbiamo scherzato!
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
 
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese
è solo un po’ coglione,
che quell’uomo è proprio un delinquente,
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia!
 
Io come Dio inventato,
come Dio fittizio,
prendo coraggio
e sparo il mio giudizio e dico:
“Speriamo che a tuo padre
gli sparino nel culo cara figlia!”.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
 
Io se fossi Dio,
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti,
che certamente non son brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete,
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere,
e di fotografare immagini geniali e interessanti,
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento:
cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti,
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì vabbè lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia,
ma io se fossi Dio,
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia!
 
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente,
nel regno dei cieli non vorrei ministri
e gente di partito tra le “palle”,
perché la politica è schifosa
e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco,
che poi è un gioco di forza, è ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo,
e tutti quelli che fanno questo gioco,
c’hanno certe facce
che a vederle fanno schifo,
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del P.C.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
 
Io se fossi Dio,
dall’alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone,
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione!:
è un uomo tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo,
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
 
Compagno radicale,
la parola compagno non so chi te l’ha data,
ma in fondo ti sta bene,
tanto ormai è squalificata,
compagno radicale,
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
e dall’altra si riempiono le galere
di gente che non centra un cazzo!
Compagno radicale,
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov’è che i cani devono pisciare!
 
Compagni socialisti,
ma sì anche voi insinuanti, astuti e tondi,
compagni socialisti,
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro,
coi vostri uomini aggiornati,
nuovi di fuori e vecchi di dentro,
compagni socialisti fatevi avanti
che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti,
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità!
Ringraziate la dilagante imbecillità!
 
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli,
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli…
 
Io se fossi Dio,
non avrei proprio più pazienza,
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe
per il Giudizio universale.
 
Voi mi direte perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non su
onano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti,
i giovani drogati e per le bombe?
Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia,
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili,
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali,
quegli altri non li capisco,
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere,
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto
di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento,
cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto,
allora non avrei paura affatto,
così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria,
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia!
 
Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento,
ma di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.
 
Ma io se fossi Dio,
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politici
sarei severo come all’inizio,
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
 
E se al mio Dio che ancora si accalora,
gli fa rabbia chi spara,
gli fa anche rabbia il fatto
che un politicante qualunque
se gli ha sparato un brigatista,
diventa l’unico statista.
 
Io se fossi Dio,
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio,
c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia Cristiana
è il responsabile maggiore di vent’anni di cancrena italiana.
 
Io se fossi Dio,
un Dio incosciente enormemente saggio,
avrei anche il coraggio di andare dritto in galera,
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era!
 
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio,
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
 
Io se fossi Dio,
non mi interesserei di odio o di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l’unica vendetta
è l’unico perdono!
 
E allora
va a finire che se fossi Dio,
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io…