Una banana ad un vibratore: “Ma cosa tremi, che a te nemmeno ti si mangiano!” [Radio Deejay, questa mattina]
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La legge è uguale per tutti
Stavo navigando sul Giornale.it, quando mi sono incuriosito e sono andato a leggermi i disclaimer (in basso a sinistra). E c’è da ridere.
Io non posso linkare articoli o pagine del Giornale, senza un’espressa autorizzazione scritta, in barba a tutti gli usi della Rete ed alle convenienze effettive per il giornale stesso (maggiore diffusione della versione web):
Il Giornale, invece, può linkare il mio blog!
Quando si dice due pesi e due misure…
L'eccezione che conferma la regola
Ieri sera, dopo penso due anni almeno, Bobo mi ha battuto a bowling… 3-1, con l’ultima partita mia, a mò di punto della bandiera. Una disfatta. Giusta conclusione di una giornata nervosa e un pò di merda, quasi stampata nel pomeriggio sul cofano dell’auto di fronte, evitata lasciando qualche etto di pneumatico della Vespa sull’asfalto a 80 all’ora. Archiviare presto. E tornare a vincere.
Non perché dovuto
Come al solito, mi dò dei tempi per riflettere su accadimenti di cronaca che mi colpiscono, una latenza che spesso mi porta a non scrivere, perché ogni parola sarebbe comunque superflua. Oggi però ci ho ripensato e anche qui voglio scrivere che Luca Coscioni è morto. Un pensiero va a chi boicottò gli ultimi referendum… pensiero affatto benevolo.
Il proprio orto
Ci risiamo, la nostra informazione è concentrata sul proprio ombelico, carente di memoria, volta al sensazionalismo. Ultimo caso, l’alluvione nelle Filippine: migliaia di morti e già si fa fatica a rintracciare la notizia sui giornali e su Internet. Ricordo solo che a Sarno morirono 137 persone. Non migliaia.
Crippa, sul Foglio
Al direttore – Dice Pisanu che non c’è rischio attentati. Ha visto un sondaggio americano.
Nathalie
Ieri sera guardavo in dvd il film Nathalie e mi sono chiesto per più di un’ora: ma perché Emmanuelle Béart si è rifatta anche lei le labbra a canotto?
Era bellissima in un Cuore in inverno… (film vivamente consigliato a tutti, di Claude Sautet e con uno strepitoso Daniel Auteil). Peccato, veramente peccato. E pirla al chirurgo plastico che ha accettato.
Sindrome da certificazione
Tra poco il bollino ce lo metteranno in fronte più di quanto già non sia. Dobbiamo dimostrare e certificare tutto, altrimenti non vale. E dobbiamo certificare anche i sentimenti! Se non sei sposato, non hai gli stessi diritti di una coppia "normale". I Pacs sarebbero un passo avanti… (anche quelli sono in fondo una certificazione, ma almeno offrono uno spettro più ampio di scelta alle persone).
Perché questa tiritera? Per questo motivo: c’è chi pur avendo convissuto cinque anni con una persona, non può accedere al carcere per i colloqui perché non è sua moglie. Sì, avete letto bene. Proseguite qui, che ne vale la pena (come sempre per gli articoli scritti da Luigi Manconi e Andrea Boraschi).
Facciamo i nomi
Stavo guardando su La Repubblica i simboli dei partiti politici che si presenteranno alle prossime elezioni e notavo come ci sia una tendenza, già percepita in passato ma ora più dirompente, di associare al nome del partito anche quello del segretario o del politico che ne è l’immagine o il simbolo vivente.
Personalmente non mi piace. Mi piace l’idea di un partito composito, con più di una persona presentabile e conosciuta (perché presente oltre che presentabile nella vita politica nazionale), non legato ai pensieri di un singolo ma alle idee dei più (anche se non disdegno un leader che sia tale e che abbia carisma).
Così abbiamo il nome di Fini per AN, quello di Mastella per l’Udeur, quello di Casini per l’Udc, quello della Sbarbati per l’MRE, quello (ingannevole) di Craxi per i Socialisti (anzi, per uno dei loro residui). Vado poi a memoria, ma di certo ricordo quello di Di Pietro per l’Italia dei Valori.
Forse è però normale: siamo invasi da immagini 6×3 del Premier, dunque il richiamo ad personam è fortissimo. Ricorda un pò le strade di Baghdad, con il viso di Saddam che troneggia… Ecco, io vorrei una politica delle idee, ancora una volta, e non dei volti.
PS: L’erba voglio…
Domanda
Perché le Farmacie negli anni hanno cambiato le insegne luminose, scritta e croce, da rosse in verdi?